Affaritaliani.it oscurato dalle Ferrovie

Sabato, 19 dicembre 2009 - 11:10:00

 

ESCLUSIVO

Leggi il rapporto Pendolaria 2009  (pdf)

La replica di Trenitalia: dati non attendibili

L'INCHIESTA

Treni/ Degrado e sporcizia. L'odissea quotidiana dei pendolari. Il fotoreportage

Trenitalia/ Viaggia al freddo. Sarà risarcito con 1650 euro

Deragliamenti cartacei/ I quotidiani italiani pasticciano (e non informano) sulla nuova rete ad alta velocità delle ferrovie

L'INTERVISTA DI AFFARI

Treni/ Il coordinatore del comitato pendolari Cesare Carbonari: "Abbiamo vagoni anche di 30 anni fa. Alle ferrovie non interessa tutelare i viaggiatori"

Ferrovie/ Treni sporchi e in ritardo. La denuncia nel libro "Fuori Orario"

Alle Ferrovie dello Stato Affaritaliani.it sembra non piaccia proprio. Sono giunti a questa considerazioni alcuni degli impiegati della sede storica di Villa Patrizi, in via della Croce Rossa, che da qualche giorno non riescono più ad accedere al nostro sito.

Giusto, giustissimo contenere la navigazione libera durante le ore lavorative, ma perché ciò non accade per altri siti di informazione on line? Scatta così la mini indagine. Una collega ferroviere chiama l’altro, tutti provano ad accedere ma su Dagospia che informazione non fa di certo si entra; su Repubblica e Corriere che informazione la fanno sì, ma su Affari no. Il monitor dà la schermata tipica dei siti erotici. Anche il secondo, anche il terzo. Il quarto pure e il quinto invece accede all’home page e poi viene oscurato.

“A pensar male non si fa peccato”, diceva uno che di Ferrovie se ne intende e così anche per Affari un pensierino che al vertice delle Ferrovie di Stato gli ultimi servizi di cronaca di Affaritaliani non siano piaciuti è presto fatto.


LE IMMAGINI DELLO SCANDALO
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“L’operazione è tecnicamente possibile e facile – spiega uno dei tecnici di Ferservizi, la società che gestisce l’informatica dei ferrovieri italiani – basta inserire l’indirizzo sui proxy server e sui firewall e affaritaliani diventa irragiungibile”.

Se la confessione del tecnico dovesse trovare riscontro, il democratico presidente delle Fs, Mauro Moretti, già paladino della libertà di espressione con i macchinisti troppi prodighi di confidenze ai cronisti, avrebbe d’ufficio il premio per la libertà di stampa. Sino a prova contraria. Perché non bastano 5 personal computer a decretare la censura. Siamo in attesa di una smentita e di una conferma di accessibilità, di democratica applicazione delle direttive del ministro Brunetta contro i fannulloni. Per i lettori di Affaritaliani è il momento di rileggere i servizi e le inchieste di Affari sulla vita dei pendolari: da Milano a Roma. Se poi fosse scattata la censura… sino a prova contraria.

 

 

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