Islanda/ Torna normale il traffico. Ma gli aeroporti di Svezia e Norvegia ancora chiusi
Dopo una settimana di blocco e disagi, per l'eruzione del vulcano islandese, che si sono estesi a quasi tutto il mondo, oggi i voli in Europa e fra Europa e Stati Uniti tornano alla normalità. Nella giornata di ieri è partito l'80% dei voli, oggi è previsto il 100%, anche se ancora con ritardi e cancellazioni. Il bilancio è pesante: per le compagnie aeree i danni ammontano a circa1,26 miliardi di euro.
Ha ripreso a operare senza problemi il maggiore aeroporto parigino, il Roissy-Charles de Gaulle. E la China Eastern ha ripreso la scorsa notte i collegamenti tra la Cina e l'Europa: da Shanghai sono partiti aerei della compagnia cinese con destinazioni europee, in particolare Mosca, Francoforte e Parigi. Anche la Lufthansa ha ripreso i suoi voli da Shanghai a Francoforte, così come l'Air France, Virgin Atlantic, KLM e Aeroflot. Oggi sarà la volta di Finnair.
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E mentre la Danimarca annuncia la riapertura completa del proprio spazio aereo, non sono ancora finiti i problemi per i paesi più vicini all'area dell'eruzione: questa mattina alcuni aeroporti della Svezia meridionale e settentrionale e della Norvegia sud-occidentale sono stati chiusi dopo il riapparire della cenere vulcanica.
Eurocontrol, l'organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea civile ha contato ieri 21.000 Voli, contro i 28.000 che si registrano, in media, in una settimana normale. Ma l'ente prevede che saranno necessari ancora diversi giorni per smaltire i ritardi e tornare alla completa normalità, dopo la cancellazione di oltre 102.000 Voli.



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