Addio sacerdote, ora ci si confessa con il parrucchiere e il chirurgo estetico
Addio sacerdote, la confessione ora si fa dal parrucchiere e dall'estetista. Che il medico fosse una sorte di psicologo lo si era capito già dalle numerose ricerche del Censis, l’ultima datata dicembre 2010, che ha più volte certificato come un paziente su tre vada dal proprio medico più per “parlare” che non per avere una diagnosi dei propri disturbi fisici. Ma ora, anche in questo campo le cose si avvicendano. Soprattutto per quanto riguarda le donne, che rappresentano pur sempre il 90% della clientela dei chirurghi estetici, il medico è diventato una sorte di confessore delle pazienti che si recano da lui per alcuni ritocchi.

Da Sharon Stone a Francesca Fioretti:
ecco i vip che si confessano dal loro parrucchiere
LE IMMAGINI
Lo documenta uno studio promosso dall’Associazione Donne e Qualità della vita in collaborazione con il Dottor Sergio Brongo, specialista in chirurgia plastica e docente aggregato preso la Seconda Università di Napoli, che ha coinvolto 645 donne, di età compresa fra i 18 e i 55 anni. La cosa non stupisce visto che sono sempre di più le donne che vanno dal chirurgo ogni anno. Nel solo 2010 i numeri lo confermano: sono oltre 700.000 le operazioni di chirurgia effettuate solo in Italia, e di questi il 90% su pazienti di sesso femminile.
A questo si aggiunge che sempre meno donne si confessano: solo l’11% delle intervistate dichiara di rivolgersi al sacerdote per la confessione più o meno regolarmente. Che la Chiesa non riscuota più la fiducia di un tempo non è certo un mistero. Secondo una recente ricerca della Swg ("Navigare nell'Italia del XXI secolo"), l'adesione complessiva ai valori cattolici nel 2000 coinvolgeva il 65% degli italiani, nel 2009 sono scesi al 46%. In soli 9 anni quasi il 20% dei cattolici ha perso la fede. Ma ciò che è più indicativo è il crollo di adesioni tra i praticanti, passati da un 95% di convinti della centralità dei valori cattolici ad un 73%. Persino tra i fedeli serpeggiano dubbi e incertezze. Una curva simile si registra in coloro che ritengono validi gli insegnamenti della chiesa, che sono passati dal 77% del 2003 al 59% del 2009.
![]() LE IMMAGINI |
Ma l’esigenza di rivelare i propri peccati non viene meno. “Il chirurgo estetico ha per certi versi rimpiazzato il confessore religioso – spiega Sergio Brongo, professore aggregato presso la Seconda Università di Napoli e socio della SICPRE – e sempre più spesso le donne si confessano per cercare un conforto che va oltre il ritocco estetico. Il chirurgo svolge anche la funzione di psicologo, poiché prima di migliorare il proprio aspetto estetico è necessario capire a fondo quali sono le reali aspettative della paziente. Un buon professionista non crea false illusioni, ed è necessario far capire che non basta un intervento a risolvere altri e ben più profondi disagi, anche se vedersi più belli indubbiamente contribuisce a migliorare l’autostima e a sentirsi di conseguenza più sicuri di sé e più appagati.”.
LO STUDIO- Lo studio fornisce una curiosa classifica delle dieci figure che le donne indicano come il “confessore ideale”. Al primo posto una un punto di riferimento per ogni donna: il parrucchiere, a cui, fra un colpo di forbice e un ritocco alla tinta, si rivolge per un po’ di sollievo dai propri “tormenti” il 26% del campione intervistato. Seguono i colleghi di lavoro (17%), con cui si passa a stretto contatto gran parte della giornata. Al terzo posto, evidente segnale di un trend in grande crescita, una sorpresa: il medico/chirurgo estetico che scalza addirittura lo psicologo, con il 14% delle preferenze. Segue al quarto posto il sacerdote (11%) il cui ruolo sembra ormai vacillare di fronte alla capacità di ascolto di molti medici. Altre figure hanno poi assunto in pieno il ruolo di confidente di fiducia delle donne: l’amico gay, a cui si rivolge per un consiglio sincero e una pacca sulla spalla il 10% delle intervistate, o ancora il personal trainer, complici le ore passate in palestra, indicato dall’8% del campione. Anche i parenti in taluni casi assolvono a questa funzione: cugini o zii entrano nella classifica con il 6% delle preferenze. Il barista rientra nella categoria dei confidenti fidati: il 4% delle donne lo sceglie per la proverbiale riservatezza e la capacità di ascoltare in silenzio. Qualcuna indica infine l’amante (3%), a cui il propri “peccati” si confidano molto più volentieri che al partner. Ultimo il taxista (1% dei casi), a cui, spesso si finisce per confessare anche “involontariamente” i propri drammi del momento.
“Che il chirurgo estetico sia al terzo posto di questa classifica non mi stupisce affatto - continua Sergio Brongo – Le pazienti spesso hanno bisogno di sentirsi rassicurate, e il medico è visto come colui che incarna il duplice ruolo di “uomo di scienza” e di grande conoscitore delle donne. Per questo è naturale per molte pazienti considerarlo un confidente, anche per le questioni non prettamente mediche.”
CHE COSA SI CONFESSA?- Ma quali sono i peccati che si ammettono più volentieri di fronte al proprio confidente di fiducia, che sia il medico oppure il sacerdote? Magari non si otterrà l’assoluzione, ma la maggior parte delle intervistate racconta più volentieri al proprio chirurgo estetico che a chiunque altro le proprie scappatelle o vere e proprie relazioni extra-coniugali. L’adulterio dunque svetta al primo posto dei peccati più confessati, con il 24% delle preferenze. Seguono a ruota lo sperperare troppi soldi nello shopping, peccato “veniale” che induce alla confessione il 19% delle donne, l’invidia (16%), le bugie e la mancanza di rispetto nei confronti dei propri familiari (13%), le piccole appropriazioni indebite (12%), l’avarizia (8%), per finire con i peccati che hanno qualche risvolto sociale o economico, come evasione delle tasse (5%), la mancanza di disponibilità e l’egoismo sociale (3%).
Analizzando infine i motivi che spingono le donne a confessarsi con un una figura diversa da quella del sacerdote, troviamo al primo posto la possibilità di instaurare un dialogo “alla pari”, con qualcuno che, non avendo una particolare investitura sacra, non ha nemmeno l’onere di assolvere dai peccati: questo è la motivazione addotta dal 41% delle donne intervistate. In secondo luogo, il confronto con qualcuno che si sente più simile per stile di vita (29% delle risposte). Infine c’è chi decide di confessarsi al medico piuttosto che al parrucchiere per il particolare rapporto di confidenza che si crea spesso con il professionista di fiducia (18%). Da ultimo, il 12% del campione pensa che il medico o il collega di lavoro, o ancora lo psicologo, abbiano più strumenti per dare consigli assennati, poiché si confrontano quotidianamente con un ampio spettro di persone e possono fare appello a una casistica più ampia.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















