Addio concorsi e colloqui. Per trovare lavoro i giovani scelgono i talent show
Basta concorsi troppo macchinosi, stage inutili ed estenuanti colloqui quasi sempre infruttuosi. Otto giovani italiani su dieci, stando a uno studio condotto dall'associazione "Donne e Qualità della Vita", sono favorevoli all'ipotesi che il mondo del lavoro si ispiri alla tv ricorrendo ai talent show, in stile "X Factor" e "Amici di Maria De Filippi", come strumento di selezione professionale. Un po' come è successo recentemente in Germania, dove il maturando 18enne brandeburghese Jacob Schrot ha vinto la prima edizione del reality "Ich kann Kanzler" (Chi vuol essere cancelliere), in onda sul canale ZDF: dopo aver conquistato il pubblico e il conduttore della trasmissione tenendo un vero e proprio comizio elettorale, il ragazzo si è aggiudicato un premio in denaro di 16.000 euro e un posto da tirocinante presso un politico importante (Focus, 19/06/09). 
Un momento di Amici di Maria de Filippi
IN ITALIA - Perché dunque non fare altrettanto anche in Italia estendendo l'utilizzo dei talent show anche ad ambiti professionali diversi dallo spettacolo? Anche di questa provocazione discute venerdì sera il sindaco di Parma, Pietro Vignali, nel corso di un talk show sui giovani e la creatività in programma al Parco Eridania della città emiliana, nell'ambito della rassegna "Talenti a Contatto". Tra gli ospiti, non a caso, alcuni protagonisti dell'ultima edizione di "X Factor" (Yuri e i Bastard Sons of Dioniso) e il dj di Radio Deejay Federico Russo. "Questa è evidentemente una provocazione, capace, però, di cogliere un problema diffuso nel nostro Paese: la difficoltà che merito e talento, soprattutto dei giovani, trovano a emergere; certo, se quando ero ragazzo ci fossero stati i talent show - spiega il sindaco Vignali, la cui passione per la musica è nota, al punto che in gioventù ha fatto parte di una band- forse oggi farei il musicista. E così sarebbero contenti i miei vicini, che non verrebbero puntualmente disturbati da me, che suono di notte, nel poco tempo che il lavoro di sindaco mi lascia per coltivare la passione per la musica".
SFIDUCIA VERSO GLI STRUMENTI TRADIZIONALI - "Donne e Qualità della Vita" ha interpellato sull'argomento un campione di 540 giovani disoccupati, di età compresa tra i 20 e i 28 anni, intercettati nei maggiori capoluoghi di provincia italiani. Partendo dal presupposto che in media in un anno ciascun intervistato manda in giro almeno 300 cv, riuscendo a spuntare una cinquantina di colloqui (compresi quelli con le agenzie di lavoro interinale) e ad accedere all'incirca a 2 concorsi pubblici (tra pubblica amministrazione, sanità, scuole militari ecc.), l'indagine fa emergere una sostanziale sfiducia da parte dei ragazzi nei confronti di questi strumenti di selezione professionale, ritenuti inefficaci per la loro realizzazione lavorativa. Indice puntato, in particolare, contro i concorsi, bocciati dal 29% del panel. 
L'ultimo vincitore di X-Factor
Perché? Il 31%, memore dei molteplici scandali riportati dalla stampa, non ha dubbi che siano sempre più frequentemente "truccati" e "pilotati", mentre il 26% si lascia scoraggiare dal fatto che il numero dei candidati sia sempre in eccesso rispetto ai posti da assegnare, diversamente dal 20% che tende a evitarli semplicemente perché, per sperare di ottenere un buon punteggio, bisogna studiare tantissimo, dal 14% che li bypassa perché parteciparvi costa troppo e da uno sparuto 6% che proprio non sopporta tutta la trafila degli adempimenti burocratici necessari per iscriversi alle prove.



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