RU486 e Cytotec, 80 e 14 euro per abortire sul web
Dibattiti, scontri, polemiche. Ora il consiglio superiore di Sanità ha deciso la strada obbligatoria che le donne devono percorrere per l'uso della pillola abortiva RU486. Niente Day Hospital, ma solo ricovero ospedaliero. Il tutto "per garantire la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194".
La Ru486, come è noto, è usata in molti paesi europei, come metodo alternativo all'aborto chirurgico. Ma pochi sanno che la Ru486 si vende su internet, e che abortire a casa è più semplice che in ospedale. A chi vuole interrompere la gravidanza basta una carta di credito, un computer, un collegamento a internet e un centinaio di euro circa. Un mercato nero spaventoso. Basta digitare su Google le semplici parole “Ru486 online” e appaiono circa 526 mila risultati. Il procedimento è molto semplice, visto che già nella prima pagina di ricerche ci sono siti che garantiscono la spedizione anche in Italia.
La Ru486 costa circa 111 dollari (poco più di 80 euro) e arriva in 13 giorni. Ma non è tutto. Perchè ancora meno persone sanno che, se non si dovesse trovate la pillola abortiva, c'è un altro farmaco, molto più pericoloso (e sopratutto che non rispetta per niente la legge 194), che permette l'interruzione della gravidanza in pochissimo tempo. Anche ben oltre la settima settimana come previsto dalla normativa. Si chiama Cytotec, costa solo 14 euro, e si può comprare in farmacia, ma anche in metropolitana. Sì, in metrò. A Milano, in Stazione Centrale, puoi essere avvicinato da ragazze che, se sei incita, ti guardano, ti salutano e ti strizzano l'occhio: "Vuoi il Cytotec?". Sono pillole a base di misoprostolo. Un farmaco nato per curare l'ulcera, ma che, in sovradosaggio, può provocare delle fortissime contrazioni fino a portare all'aborto.
E sconvolge che il governo, ma anche l'agenzia del farmaco, si preoccupino solo di "fare a pugni" per averla vinta sulla RU486. Per carità, giusto stabilire se effettivamente rispetti la 194, giusto stabilire che l'aborto avvenga in ambito ospedaliero, giusto che l'Aifa vada avanti (come ha deciso di fare) se ritiene che il farmaco sia sicuro ed affidabile. Ma chi si preoccupa del mercato nero del Cytotec?

Il Cytotec
Il medicinale viene regolarmente venduto in farmacia al prezzo di 14 euro dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile. Sappiamo bene che chiunque può farsi prescrivere una ricetta senza troppa difficoltà. Sappiamo anche che a volte le farmacie fanno un'eccezione e lo danno anche senza alcuna prescrizione. Ebbene. Sei pastiglie del farmaco antiulcera infilate direttamente nella vagina, fanno abortire. E se una donna incinta non riesce ad averlo in farmacia, basta andare accanto ai binari di stazioni e metropolitane. Lì c'è il mercato nero. Al costo di 30 euro. E qui le ragioni etiche non c'entrano. C'entra la vita della donna, oltre che del nascituro, perché tra le complicazioni più gravi, il Cytotec può provocare emorragie, oltre a convulsioni, dolore addominale, palpitazioni, vertigini e cefalee. E' usato in tutto il mondo per indurre l'aborto farmacologico o le contrazioni del parto. Ma ci spiace ancora far notare che sul foglio illustrativo di questo medicinale non c'è traccia di tali controindicazioni. Nulla. Che l'azienda che lo produce (la Pfizer) lo voglia nascondere e preferisca ometterlo? Il dubbio è forte.
Dunque. La RU486 si vende su internet. Nel frattempo pochi mesi fa una donna romena è morta perché alla 12a settimana aveva deciso di abortire ingerendo Cytotec. Qualcuno se ne vuole occupare?
Benedetta Sangirardi



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