Aaa vaccino esavalente cercasi
Di Anna Casanova
Da almeno un mese un gruppo di mamme dell'abbiatense, con al seguito i loro bimbi dai tre agli 11 mesi, sono in attesa di essere ri-chiamate dall' Asl di riferimento per poter vaccinare i loro bambini del vaccino esavalente, obbligatorio per legge, ossia quel vaccino contro sei malattie la antidifterite-tetano-pertosse, l'antipepatite , l'antipoliomielitica e l'anti-haemophilus influenae B. Ribadiamo che per legge, ai bambini entro i 12 mesi, deve essere somministrato questi tipo di vaccino, ma il vaccino in questione è in ritardo. I frigoriferi delle Asl ne sono sprovvisti. Chissà quanti altri bambini sono nelle stesse condizioni dei bambini dell'abbiatense perché il problema è diffuso a livello nazionale in quanto quando "c'è un problema di approvvigionamento tutte le asl del territorio ne risentono". Forse a giorni la situazione si risolverà, ma procediamo con ordine.
Questo gruppo di mamme, il 4 febbraio scorso, si è recato all'Asl di Rosate (appartenente al distretto socio sanitario n.7 di Abbiategrasso a cui fanno riferimento 15 comuni) con i rispettivi bimbi: c'era chi doveva fare il secondo richiamo dell'esavalente ( ricordiamo che nel corso dei dodici mesi il bambino deve fare tre dosi) o il terzo ed ultimo richiamo. I genitori recatesi all'Asl di competenza, in base ad un appuntamento fissato mesi prima, hanno però avuto un'amara sorpresa: il vaccino esavalente non c'era, gli operatori si sono scusati, ma non dipendeva chiaramente da loro, ma dal fatto che il vaccino non è stato consegnato.
Poiché molti bimbi, oltre all'esavalente, dovevano fare in contemporanea anche la vaccinazione antipneumococcica ( contro l'otite, meningite e polmonite ), la missione non è stata del tutto vana. Però quest'ultima vaccinazione è facoltativa. Morale: il vaccino facoltativo c'era mentre il vaccino obbligatorio, l'esavalente, era assente. Secondo il calendario delle vaccinazioni pediatriche del Ministero della sanità, il ciclo vaccinale deve essere così ripartito: la prima dose di vaccino esavalente nel corso del terzo mese di vita; la seconda dose da sei a otto settimane dalla somministrazione della prima dose, nel quinto mese di vita; la terza dose tra l'11 e il 12 mese di vita. Ora non si capisce come mai le Asl territoriali non abbiano le dosi necessarie per il vaccino obbligatorio o almeno delle scorte? Com' è possibile che il vaccino non sia stato distribuito? E in caso di ritardo, non ci sono altri vaccini alternativi contro le sei malattie?
Dall'Asl di Magenta, verso la fine di febbraio, spiegavano così il disguido " sì in effetti c'è un ritardo come approvvigionamento, ma dipende da un ritardo a livello burocratico, di autorizzazioni . Entro il primo marzo dovrebbe sbloccarsi". Di fatto ai primi di marzo non si è sbloccato nulla. Se chiamavi le Asl ti rispondevano che non avevano ancora il vaccino e non sapevano la tempistica. Contattando però il Presidente della Federazione italiana medici pediatri, Giuseppe Mele, si ottiene una spiegazione più precisa: " Il problema è nato da un numero di lotto prodotto dall'azienda farmaceutica in Belgio- spiega il pediatra- Il problema quindi è stato di natura tecnica non di sicurezza o efficacia del vaccino. Questo problema tecnico a monte ha prodotto un ritardo in tutta Europa e anche in Italia".
Il motivo sembra quindi essere stato un motivo tecnico o meglio burocratico, come precisa l'ufficio stampa della GlaxoSmithKline, l'azienda produttrice del vaccino esavalente( dal 2005 sono gli unici fornitori): "Abbiamo avuto qualche problema nell'approvvigionamento di materie prime, ma soprattutto abbiamo avuto problemi di autorizzazioni al commercio. Finito di produrre un lotto in Belgio, dove abbiamo la produzione, il Ministero della Salute belga ha proceduto, come consueto, ai controlli qualità su campioni del lotto. Purtroppo Il Ministero era oberato da un sovraccarico di lavoro a causa dell'aumento della richiesta di vaccini, il che ha provocato un ritardo nel rilascio dell'autorizzazione e quindi della consegna del vaccino".
Comunque, a fronte di queste spiegazioni, nella mente di una madre rimane un dubbio: ma questo ritardo compromette la validità del vaccino? Su questo i pediatri non hanno esattamente la stessa visione. " No, l'efficacia non è compromessa in quanto è previsto un range di variabilità, di recupero di 30-60 giorni dalla data fissata per la somministrazione- continua il Dr. Giuseppe Mele- La risposta anticorpale si mantiene. Certo se dalla data fissata, passa un anno, bisogna rifare." Più preoccupata invece Luisella Grandori, responsabile prevenzione vaccinale dell'Associazione culturale pediatri: " Se c'è un calendario vaccinale realizzato in base alle conoscenze scientifiche disponibili , bisogna rispettarlo, perchè se non si rispetta non sappiamo esattamente cosa succede - e aggiunge con forza- il fatto che non vengano rispettati i termini delle vaccinazioni del primo anno di vita, di comprovata efficacia e validità, è comunque grave perché denota un comportamento irresponsabile da parte delle istituzioni e genera sfiducia tra i genitori per la vaccinazione contro queste sei malattie ".
Ma non ci sono vaccini alternativi? Sì esistono. Si potrebbe, per esempio, somministrare, al posto di una dose di esavalente, il vaccino pentavalente più il vaccino contro l'epatite B, ma si fanno così al bimbo, in una stessa seduta, due iniezioni al posto di una. Il maggior stress a cui è sottoposto il bambino fa sì che sia una modalità adottata solo in casi particolari. " Certo c'è maggior stress per il bimbo perchè ci sono due punture quindi si tende ad evitare- conferma Giuseppe Mele- Però quanto è successo dovrebbe far riflettere. Sarebbe bene comunque che si organizzassero delle soluzioni alternative per sopperire alla richiesta del vaccino. Le Asl si dovrebbero dotare di un fondo di riserva, di altri vaccini alternativi, per i momenti di criticità".
Ci si domanda quando si sbloccherà questa situazione d'impasse che dura da settimane, ma forse per le mamme e i bambini in attesama forse per le mamme e i bambini in attesa del vaccino arriva una buona notizia: " La situazione dovrebbe risolversi-afferma il Dr.Mele- Mi hanno comunicato dal Ministero che sono state consegnate alle Asl 170mila dosi di vaccino esavalente ( l'Italia necessita al mese di 140mila dosi) per il mese di marzo e 240mila per il mese di aprile."
Anche l'azienda produttrice, la GlaxoSmithKline, conferma che ormai la situazione si sta normalizzando perché "stiamo evadendo gli ordini. Sappiamo che dagli inizi di questa settimana sono state consegnate le dosi al Nord e a tutti i capoluoghi di provincia, entro fine settimana anche le isole e comuni più piccoli riceveranno le dosi. Contiamo anche di riuscire a produrre qualcosa in più in modo da far avere delle scorte". Se così fosse allora a giorni le mamme riceveranno una chiamata dall'Asl competente. Le mamme e i bambini aspettano fiduciosi.



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