Parigi/ L'amore si trova in tram. Soprattutto tra i liceali
Una seconda chance per ritrovare l'amor perduto in tram? Ora si può. A far da cupido è il gestore della metropolitana di Berlino e quella di Parigi. Le due città si sono attrezzate per offrire ai passeggeri la seconda chance di un incontro. Basta andare sul sito del gestore della metropolitana (a Berlino: www.bvg.de/augenblicke; a Parigi: parisbulle. com) iscriversi, e poi lasciare un messaggio in bottiglia all'anima (gemella) appena incontrata e già persa: "Alle 3, sulla S41: sei salita, avevi una maglietta rosa, i capelli scuri e lunghi Non penso che a te".
Lei, sullo stesso sito Internet può andare a cercarlo, impostare le coordinate e l'ora dell'incontro, rispondergli. Nessuno sa dire quanti messaggi vengono raccolti, e se lo sapessero non lo rivelerebbero per Privacy.
IL PROGETTO- Ad iniziar quest'avventura è stata Parigi, Berlino l'ha poi copiata raccogliendo anche più entusiasmo. Da quando l'esperimento è iniziato nel febbraio 2007, gli iscritti sono 3.100, un milione i contatti. Amori giovani, spesso under 25, amori multietnici. «Ore 10. Sei entrata a Lepoldplatz. Molto probabilmente sei cinese, avevi una borsa di Gucci. Ti trovo molto dolce. Fatti viva". L'amore mobile, lo chiamano a Parigi. Alla Gwyneth Paltrow in Sliding Doors.
I MESSAGGI- Seicento di questi messaggi li hanno raccolti in un libro ("L'amour mobile", appunto, di Frank Beau). E se il colpo di fulmine sul treno è un classico hollywoodiano (ricordate Jack Lemon e Tony Curtis, in fuga dalla Chicago dei gangster, e folgorati da "Zucchero" Marilyn in "A qualcuno piace caldo"), c'è chi dice che l'amore "metropolitano" ha i tratti della modernità. "C'è un carattere romantico peculiare nelle storie che nascono nel metrò dice Georges Amar, responsabile del team dell'innovazione alla Ratp (trasporti pubblici) a Parigi.
"La velocità, ritmata dai movimenti della città, fatta di sequenze spezzate, e poi quell'impasto di reale e di virtuale". Storie "microscopiche, ma in gran numero", "affetti positivi" perché è ora di smettere di "pensare alla mobilità come a una parentesi: è un momento di vita sociale, la cui natura non è stata ancora studiata". E allora, gli incontri.
Fatti di sguardi. Di sfioramenti fortuiti o volontari, l'accelerazione della seduzione mobile: "Mi hai offerto il tuo posto. Poi ci samo ritrovati in piedi. Mi hai carezzato la mano. Sei sceso a Châtelet, io sono rimasta sull'Rer" (Chloe, Parigi). Gli incontri buffi: "Mentre si chiudevano le porte, mi hanno spinto violentemente verso di te. T'ho pestato il piede". Tutto conduce all'amore.



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