Ufficiale/ De Bortoli al Corriere, Riotta al Sole. Ecco il valzer dei direttori. E al Tg1...

Lunedì, 30 marzo 2009 - 20:15:00

 


Sole 24 Ore/ E' ufficiale, Gianni Riotta nuovo direttore

Gianni Riotta è il nuovo direttore del quotidiano di Confindustria. La nomina è arrivata al termine della riunione del Consiglio di amministrazione, che si è svolta a Milano, sotto la presidenza di Giancarlo Cerruti. Il Cda, come si legge in una nota "ha nominato nuovo direttore del quotidiano Gianni Riotta, esprimendogli il più affettuoso benvenuto e i più fervidi auguri di buon lavoro".


Ferruccio De Bortoli

Ferruccio de Bortoli designato direttore del Corriere della Sera, la comunicazione ufficiale

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Ferruccio De Bortoli è il nuovo direttore del Corriere della Sera. La decisione è stata presa all'unanimità dal Patto di sindacato e dal Cda del gruppo Rcs. De Bortoli, 55 anni, il 9 marzo scorso aveva rinunciato alla presidenza della Rai; lascia la direzione de Il Sole 24 Ore dando il via a un valzer di poltrone che, nei prossimi giorni, ridisegnerà la mappa delle direzioni di alcune delle più importanti testate italiane.

Il patto - si legge inoltre in una nota - ha proposto un Cda di 21 membri: in lista sono presenti sia l'attuale presidente Piergaetano Marchetti che l'a.d. Antonello Perricone. Entrano Giuseppe Lucchini, Alberto Rosati, Enrico Salza (presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo) nonché Gianfranco Carbonato e Antonio Segni come indipendenti, mentre non sono presenti in lista il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera e Alessandro Pedersoli.
Nella stessa nota si legge inoltre che il direttore generale di Rcs Quotidiani, Giorgio Valerio, su proposta dell'a.d. Antonello Perricone assume la qualifica di amministratore delegato per le attività italiane.

Vedovo del Corriere da quando nel 2003 Cesare Romiti, allora dominus della Rcs (aveva ottenuto azioni e presidenza da Gianni Agnelli come liquidazione e pegno in cambio delle dimissioni dalla Fiat) che lo aveva nominato, lo esonerò, il direttore con il ciuffo torna sulla tolda di comando di via Solferino e va a scalzare un incavolatissimo Paolo Mieli, che voleva restare e si è difeso con i denti. Vendetta, tremenda vendetta. Mieli e De Bortoli sono amici, ma questa volta Ferruccio si è mosso come un caterpillar.

Sembra la storia di Urbano Cairo e degli allenatori del suo Torino, con l'eterno ritorno in panchina di Walter Novellino. O del Palermo, con lo stucchevole duetto tra il presidente Zamparini e Francesco Guidolin. Mieli va a casa forse del tutto (ma dicono che ora il vincente De Bortoli si spenderà per l'amico-rivale) pagando un prezzo che va forse oltre i suoi demeriti. E' in dubbio perfino il suo spostamento alla guida dell'area Libri, la stessa che fu data come buonuscita e consolazione a De Bortoli quando fu esonerato undici anni fa. Ma Ferruccio non è un manager, gli mancava l'adrenalina del giornale, le luci soffuse e le atmosfere dell'ufficio di Albertini. E si ritirò poco dopo, "accontentandosi" della direzione del Sole 24 Ore. Poltrona che, causa l'inguaribile vedovanza, non ha mai riempito con la convinzione necessaria. Dal palazzo di vetro ristrutturato da Renzo Piano, il popolare Ferruccio, divenuto famoso per le sue apparizioni televisive, non ha mai smesso di tessere la tela. E vi è riuscito, capovolgendo in quindici giorni tutti i pronostici (ancora due settimane fa si dava Mieli confermato) mettendo d'accordo due avversari storici del mondo bancario, il cattolico di sinistra Giovanni Bazoli, e "l'unico banchiere non di sinistra" Cesare Geronzi. E passando per il grande rifiuto della presidenza della Rai, che pure aveva in qualche modo auspicato e gradito, impegnandosi con Gianni Letta e Dario Franceschini in un patto bipartisan.

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“E' la revanche di Ferruccio”, si commenta in ambienti editoriali. "In tutti questi anni non ha pensato ad altro che a tessere la tela con gli azionisti e i politici per costruire il suo ritorno in via Solferino". Anche se nel frattempo la situazione interna è cambiata. E ad attenderlo non troverà solo rose e fiori. Rcs è messa male, ha conti da far paura. Quanto al Corriere, paga la crisi strutturale dei cartacei, bruciati dai giornali online, difficilmente potrà recuperare la sua centralità politico-istituzionale dopo la rivoluzione di internet e dei nuovi media. E poi i nuovi assetti del potere, con una forte legittimazione del peso del centrodestra, inducono gli ambienti economici finanziari e politici emergenti a essere guardinghi e diffidenti verso un Corriere troppo a briglia sciolta, sicché probabilmente l'assetto di direzione dovrà tener conto della complessa articolazione dei pesi e delle attese di un azionariato e di un patto di sindacato compositi. E della necessità che il primo quotidiano italiano, quello che, a torto o a ragione, è ancora considerato la voce della borghesia lombarda, non possa remare dichiaratamente e sfacciatamente contro l'azione del governo dei lombardi Berlusconi, Bossi, Tremonti e La Russa. In questo senso si dà per molto probabile l'arrivo alla condirezione dell'ex direttore del Sole Guido Gentili, che ha un ottimo feeling con gli ambienti del ministero dell'Economia e del governo in generale. De Bortoli-Gentili, dunque, per un Corriere meno di sinistra e più accorto e sorvegliato. O, se si preferisce, più istituzionale ed ecumenico. Un parto complesso, che ha relegato sullo sfondo le altre questioni urgenti sul tappeto nella più grande casa editrice italiana.

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