Telefilm Festival e Regione Lombardia: braccio di ferro "sul porno"
di Carlotta Addante
Sembra essere proprio questa nuova serie francese a catalizzare i riflettori sulla nona edizione del Telefilm Festival di Milano, iniziato ieri e in programma fino al 3 luglio al cinema Apollo. La serie incriminata si chiama Xanadu, viene dalla Francia - dove, anche lì, non ha mancato di suscitare polemiche - e racconta la storia della famiglia Valedine e della loro casa di produzione di film porno (appunto, la Xanadu) in crisi. La frase che ha dato vita alla contesa tra il Pirellone e il TTF è stata proprio quella di presentazione della serie sugli inviti ai giornalisti: “Lacerante ritratto a sfondo porno di una famiglia sull’orlo di una crisi di nervi”. Una frase - a detta della Regione - non “conforme con le direttive regionali sulla comunicazione esterna” e da qui l'invito a modificarla. Niente da fare. La frase è rimasta lì dov' era stata messa mentre il patrocinio è stato revocato.
Leo Damerini, uno dei direttori artistici del festival, ha scelto Affari per commentare la vicenda.
![]() Xanadu - Uno screenshot del trailer LE IMMAGINI |
Direttore, per una frase adesso non avete più il patrocinio...
E' vero...Abbiamo deciso di non cambiarla perchè era essenziale per spiegare ai gionalisti venuti all'anteprima cos'era e poi non ci piaceva il fatto di avere un bavaglio per una cosa in cui crediamo perchè è un telefilm ben fatto, ben sceneggiato e girato e resta comunque una delle serie più importante della stagione. Come festival non potevamo proprio non presentarla o mettere la sordina.
E adesso?
E adesso abbiamo mandato proprio oggi un comunicato invitando il sottosegretario Zanello (sottosegretario del Presidente della Regione Lombardia con delega al cinema, ndr) a venire domani qua all'Apollo visto che c'è l'incontro “La tv interculturale” che parla di integrazione e potrebbe vedere con i suoi occhi che la manifestazione è a 360°. Capisco - continua Damerini - che Xanadu possa essere una serie forte, ma come tutti i telefilm che proiettiamo ha l'intento di parlare di una parte della realtà...Noi non siamo solo una vetrina, il nostro punto di forza è proprio quello di partire dalle serie per parlare di ciò che ci circonda. Così, quando era l'epoca di Sex and the city, abbiamo invitato stilisti e guru della moda per parlarne, oppure abbiamo fatto un parallelo tra l'isola dei famosi e Lost.
Qual'è, quindi, lo spunto di riflessione che proponete con Xanadu?
Xanadu non è una cosa sul porno ma è uno spunto per parlare di come l' industria pornografica può cambiare i conflitti familiari. Insomma, il porno è una chiave di volta. Sabato, a seguito della proiezione, abbiamo invitato apposta Franco Trentalance, Fiamma Monti e Bruno Vecchi per confrontarsi in questo 'Porno Salotto'. L'idea è sempre quella di parlare e non censurare e togliere perchè nn si può pronunciare la parola porno; questo è chiudersi gli occhi e il Telefilm Festival ha sempre voluto aprirli.



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