Sull'esistenza di Dio e il futuro dell'Universo...
di Vittorio Paola
Un giorno di molti anni fa, mi trovavo seduto in un'aula Universitaria della mia città e seguivo una lezione di fisica; si parlava di uno straordinario composto fra i più controversi che si possa trovare in natura, eppure così diffuso al punto che tutti, ma proprio tutti, ne conosciamo l'esistenza e ne facciamo intenso uso quotidiano. Sto parlando della comune acqua che presenta anomalie davvero singolari nelle sue proprietà chimiche e fisiche al punto da considerare una certa complessità nella sua analisi. Credo sia davvero geniale e straordinario celare la "complessità" in qualcosa di "semplice" di uso comune, diffusissima, una cosa che ogni essere umano conosce e a cui deve la vita. Fu li che cominciai a pensare che un eventuale Dio avrebbe davvero posto la sua firma, una prova della sua esistenza, laddove sarebbe stato più facile trovarla, dove solo con umiltà sarebbe stato possibile scrutarla, laddove sarebbe stata più "utile". In seguito trovai molte altre di queste "firme", alcune molto evidenti altre un po meno, come quella, ad esempio, che si trova negli ecosistemi acquosi chiusi come i laghi.
Al riguardo sembra proprio che questi ecosistemi siano stati davvero desiderati e "voluti" con determinazione al punto (avendo il potere di farlo) di modificare una proprietà fondamentale dell'acqua per consentirne l'esistenza, così come un ingegnere calcola il giusto cemento armato e la ripartizione delle forze per sostenere una struttura complessa e avveniristica. Se l'acqua si comportasse "normalmente" dal punto di vista della densità, i laghi come ecosistema (contenitori vitali di piante, pesci e microrganismi), non potrebbero esistere. Il fenomeno (anomalo) dell'espansione dell'acqua a basse temperature costituisce, infatti, la condizione fondamentale per la vita di tutte le creature che vivono in ambienti di acqua dolce. Nei mesi invernali, l'acqua, raffreddandosi in superficie, aumenta di densità e scende verso il fondo innescando correnti convettive che raffreddano uniformemente l'intero bacino. Quando la temperatura in superficie scende sotto i 4 °C questo processo si arresta, e per la spinta di Archimede l'acqua più fredda rimane in superficie, dove, con un ulteriore calo della temperatura, forma uno strato di ghiaccio. Se l'acqua non avesse questa particolarità, i laghi ghiaccerebbero interamente, e di conseguenza tutte le forme di vita presenti morirebbero.
La stesso principio consente il rimescolamento delle acque dei laghi non esposti a congelamento, rimescolamento che se non avvenisse, determinerebbe la morte dello stesso ecosistema relegandolo al rango di acquitrino putrido e marciscente. Che grande gesto d'amore, "forgiare" le proprietà chimico fisiche dell'acqua in modo assolutamente difforme rispetto alle leggi classiche, soltanto per consentire ad alcune specie viventi di potere esistere nel loro habitat naturale e consentire a noi genere umano di potere godere di tale spettacolo. Ma la firma del Creatore la troviamo anche in altri sistemi sotto forma, ad esempio, di paletti insuperabili nonostante sforzi tecnologici ed intellettuali; citando una celebre ed appropriata frase di Einstein: "non è facile sbirciare tra le carte di Dio". La velocità della luce sembra un limite invalicabile, fatta eccezione per alcune particelle subatomiche che si comportano come la propagazione di una onda anomala di energia pura che, sembra, possa superare la velocità della luce almeno in linea teorica e sotto forma di impulso. E cosa dire del bosone di Higgs, la famosa "particella di Dio" che da più di 50 anni si cerca di isolare per dimostrarne l'esistenza ? Solo ipotesi, una serie interminabile di guasti all'accelleratore del Cern e un accanimento tecnologico per potere soltanto fotografare quella che sembra una "impronta" della particella che potrebbe spiegare la reale struttura dell'universo. Infine la temperatura, il famoso "zero assoluto" la più bassa mai raggiunta per mezzo di una macchina o riscontrabile in natura; un paletto anche questo,anche questa una firma, Non voglio propendere verso nessuna tesi e non voglio dimostrare nulla ma soltanto ragionare con la logica, anche quella spicciola dove due più due fa quattro perché se conto, guardo e metto insieme due gruppi composti da due oggetti qualunque, alla fine ne risultano davvero quattro: semplice e non confutabile. Seguendo questa logica, osservando la volta celeste e applicando i principi della cosmologia, so per certo che tutti i pianeti risultano in perfetto equilibrio fra di loro (e non succede come in un flipper); è per questo che oggi siamo vivi nonostante questo piccolo granellino chiamato terra in questo preciso istante ruoti su se stesso e contemporaneamente intorno al sole muovendosi in modo sincrono in unione alle orbite di altri pianeti e stelle, senza scontrarsi con essi, e il tutto all'interno di un sistema complesso chiamato galassia che, unitamente alle altre infinite galassie, si muove anch'esso nel suo complesso, espandendosi ad una velocità folle verso i confini dell'universo che nessuno conosce e che solo si può presumere come sia fatto in sostanza e in forma e tutto questo senza che nessuno di noi avverta il benché minimo senso di spostamento. Davvero sorprendente anche pensare che l'ordine con il quale avviene il movimento elegante dei corpi celesti si può rappresentare e comprendere con una semplicissima equazione matematica che codifica le leggi di Keplero sui moti planetari. Ancora una volta realtà molto complesse sono spiegate per mezzi del linguaggio universale che la matematica offre. Ancora una volta le cose complesse sono spiegate con principi semplici e inconfutabili. La "prova" ontologica dell'esistenza di Dio è stata più volte ricercata attraverso l'applicazione della logica, come teorizzava, ad esempio Kurt Godel (1906-1978), oppure attraverso lo studio Teologico e la fede, strada di certo, non più facile. Il famoso testo di Godel: "prova ontologica" risulta essere un documento enigmatico e sorprendente al tempo stesso e si basa su di una considerazione puramente logica che dimostra, a suo dire, in modo inconfutabile perché logico, la esistenza di Dio mettendo in pieno accordo paradossalmente sia gli Atei che i credenti che sul piano della logica pura devono necessariamente trovare un terreno comune. Nel suo breve scritto (dimostrazione) Godel parla diffusamente di un concetto di "necessità" della stessa esistenza di Dio, necessità supportata e dimostrata, ancora una volta, dalla logica e dal suo linguaggio: la matematica. Curiosamente Godel conosceva ed era sinceramente amico di Albert Einstein e per un lungo periodo, fino alla sua morte, visse proprio a Princeton dove anche Einstein visse e morì molti anni prima, nel 1955. Di sicuro entrambe le due menti geniali concordarono, convergendo su ipotesi di studio su l'Universo, il Cosmo, i principi e i fenomeni naturali conosciuti che si muovono e si spiegano con solide impalcature matematiche e logiche, lasciando davvero poco spazio al caos, al caso e all'improvvisazione; famosa l'affermazione sempre di Einstein: "Dio non gioca a dadi con l'universo". Tutto intorno a noi si esprime con lo stesso linguaggio e l'intero progetto di tutto ciò che conosciamo come "Universo" sembra proprio firmato da un "matematico puro". Nonostante queste "sicurezze" ci sono molti misteri intorno a noi la cui soluzione, non riusciamo nemmeno ad intravedere, forse saranno altri paletti, forse altre firme, ma tutto sembra avere un potere nascosto, una consistenza rivelatrice che nasce dall'ordine e non dal caos: l'ordine planetario, l'alba e il tramonto, il mistero dell'universo e degli universi multidimensionali, la gravità, le condizioni meteo climatiche che consentono la vita sul pianeta terra, condizioni che dipendono da una serie di fattori critici sapientemente "tarati", tutto questo e tanto altro ci conduce semplicemente ad una importante conclusione: comunque sia andata, qualunque sia stata la causa, in qualsiasi modo ha avuto inizio ciò che ci circonda, questo universo è davvero stupefacente, ed è davvero incredibile che tutto funzioni a dovere in un equilibrio naturale e cosmico immutato. Tutto ha avuto un inizio e tutto avrà anche una fine certa che è già segnata e non dobbiamo ricorrere a teorie strane sulla fine di tutto, sulla fine del mondo, maya, catastrofi e date bibliche, per indicarne la esistenza. Ancora una volta, quasi fosse un principio naturale, un evento cosmico così tremendo e traumatico, la fine di tutto, racchiude una verità semplice, sotto gli occhi di tutti, non celata ma sapientemente esposta alla luce del sole: il "grande progettista" o chi per lui, ha lasciato volutamente in bella vista la soluzione finale, perchè ogni giorno potessimo confrontarci con essa assumendone consapevolezza: per l'uomo la soluzione finale si chiama "orologio biologico" ed è un timer dentro le nostre cellule codificato da quel codice straordinario che è il DNA e che ad un certo momento della nostra vita (codificato anche quello ma a noi invisibile) si attiva ed inizia un conto alla rovescia che provoca l'invecchiamento irreversibile ed infine la morte. Per l'Universo il momento fatale si chiama Entropia ed è una grandezza fisica che misura il disordine ed il livellamento termico nel sistema Universo. L'entropia rappresenta il Timer generale dell'universo che ogni giorno aumenta sempre di valore il contatore e che, quando arriverà il momento finale (imprescrutabile anche quello) molto "semplicemente" tutto si fermerà a causa del livellamento termico. Tutto accadrà in modo naturale così come un giorno tutto era iniziato. E Dio ? Impossibile entrare nella sua mente ma probabilmente inizierà di nuovo la sua magnifica opera laggiù, da qualche parte nell'Universo infinito


dio
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