Verso il 13 febbraio, anche le squillo in piazza
Il commento che ha scatenato il dibattito: Meglio Ruby o Rosy? Né moralista, né olgettina, ma avanti. Ruby o Rosy? Meglio il terzo polo... Lo scandalo Ruby? Ha una spiegazione biologica molto semplice. Infatti in natura. DI' LA TUA "Tutto questo svilimento della donna non è rinchiuso nella camera da letto di Berlusconi bensì si è diffuso in tutto il Paese come mentalità pervasiva che non possiamo nè dobbiamo ignorare". La filosofa Cristina Zaltieri è categorica nel commentare con Affari l'esigenza delle donne di ribellarsi". L'INTERVISTA E Laura Boella: "Il problema sono le donne di oggi". L'INTERVISTA L'immagine della donna fa discutere. SFRUTTARLA O... Bellezze mute, seni e labbra gonfiati. La tv maltratta le donne
Il 13 febbraio in tutte le piazze d'Italia si terrà la giornata di mobilitazione delle donne - dal nome "Se non ora quando?" - per dire basta all'"ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale".
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Le donne contro il Cav. E arriva la moda anti-bunga bunga
«Nè puttane nè mamme!». Il quotidiano Le Monde dedica l'intera terza pagina alla manifestazione del 13 febbraio e traccia un affresco dell'esasperazione delle donne in Italia in seguito agli scandali sessuali che hanno come protagonista il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Stanche delle scappatelle di Silvio Berlusconi, esasperate dal degrado dell'immagine delle donne, le femministe italiane scendono in campo», è l'occhiello del pezzo firmato dal corrispondente da Roma Philippe Ridet. 'Basta!': lo slogan del 13 febbraio viene scandito ripetutamente dall'autore. «Domenica 13 febbraio, da Torino a Palermo, decine di migliaia d'italiane libereranno la loro collera contro Silvio Berlusconi. Basta!, alle sue ragazze squillo che si offrono al sultano in cambio di un piccolo ruolo in televisione, di un posto nelle liste elettorali o di soldi. Basta! alle orge del bunga bunga». Ridet ricorda Noemi, Patrizia, Nadia e Ruby e altre ragazze, «talvolta minorenni che hanno frequentato le notti di Arcore, gettando una luce cruda su una 'puttanocrazià dove la promozione delle donne è una questione di giro seno piuttosto che di merito». E cita, tra le altre, l'architetto Gae Aulenti, l'attrice Margherita Buy, l'editrice Inge Feltrinelli: le intellettuali italiane impegnate in prima linea sulla lotta a un «modello femminile dominante (95-60-95)» che «poco a poco ha invaso l'immaginario erotico del presidente del Consiglio» tra «infermiere ninfomani» e «soubrette avvenenti».
LE LUCCIOLE - Domenica 13 febbraio in piazza scenderanno anche loro, le «lucciole», perché vogliono «contaminare» la piazza con la loro partecipazione. Perchè rifiutiamo la divisione patriarcale «tra donne per bene e donne per male». Ad annunciarlo è Pia Covre, storica leader del Movimento per i diritti civili delle prostitute: «Ci saremo - spiega - perchè non accettiamo che il nostro Paese sia trascinato nel fango da una classe politica che ci ha ridotti ad una democrazia degenerata. Perchè non accettiamo di essere usate, infangate e strumentalizzate per la restaurazione di una morale sessuale stantia che soffoca le aspirazioni e le libertà di ogni donna». «Noi donne - afferma la Covre - tutte lavoriamo nei tanti servizi informali di cura, siamo il pilastro portante delle famiglie, ma senza reddito. Siamo impegnate a vita nei lavori che attengono alla sfera riproduttiva, e anche in questo dobbiamo dipendere dagli uomini perchè il nostro lavoro non viene pagato e se salariato non vale mai come quello maschile». La condizione delle lavoratrici del sesso, continua, è drammaticamente peggiorata «a causa dell'ipocrisia e dell'ingiustizia delle politiche sulla sicurezza e sull'immigrazione. D'altra parte le politiche sul lavoro, la condanna al precariato, i tagli alla scuola e al welfare promettono un triste futuro, forse una condanna alla prostituzione per migliaia di giovani. L'ultimo show del Presidente del consiglio causa un clima di strisciante stigmatizzazione di cui non sentivamo certo il bisogno». «Noi ci saremo - conclude Pia Covre - ma non saremo il capro espiatorio, ci saremo per dire che vogliamo libertà, diritti, rispetto, giustizia e lavoro per tutte le donne. Quindi diamo l'appuntamento a chi vorrà insieme a noi contaminare la piazza, alle 14 in piazza del popolo a Roma portando gli ombrelli rossi simbolo della lotta per i diritti».
FLI - "Se passa il principio, come accade ad Arcore, che la rappresentanza femminile si forma attraverso i wild party, tutte noi impegnate che proveniamo da strade diverse saremo automaticamente squalificate". Cosi' la parlamentare di Fli, Flavia Perina, direttrice del quotidiano 'Il Secolo d'Italia', durante la presentazione della manifestazione di domenica 13 'Se non ora quando? Vogliamo un Paese che rispetti le donne'. Perina, sempre in riferimento alle vicende attuali che coinvolgono il premier Silvio Berlusconi, ha voluto denunciare "la campagna mediatica per coprire il premier che si basa sul 'cosi' fan tutte'".
I SINDACATI - Una mobilitazione «che raccoglie tante sensibilità e tanti orientamenti diversi»: così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, vede la manifestazione che porterà le donne in piazza in tutta Italia il 13 febbraio. Intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dell' evento, la leader sindacale, tra le firmatarie dell'appello che ha dato vita alla mobilitazione, ha parlato di «offensiva di queste ore» nei confronti della manifestazione: «non si va mai all'origine del problema, si guarda il dito e non la luna. Si parla delle ragazze ma non della domanda maschile sulle ragazze. Io voglio guardare la luna». Per Camusso le donne sono libere di scegliere, «ognuna decide cosa fare di sè» anche se «le scorciatoie non sono mai utili». «C'è un confine, non morale ma etico - ha aggiunto - che guarda alla funzione della politica e alla salvaguardia delle funzioni pubbliche». «Se non ora quando un'Italia normale - ha concluso parafrasando il 'mottò della mobilitazione - che non sia in una telenovela di cattivo gusto ma che sia un'Italia vera. Con la negazione della dignità delle donne non c'è futuro».
IL MINISTERO DELLA SALUTE - L'appuntamento in piazza del 13 febbraio rischia di essere «una manifestazione di alcune donne contro altre donne», riproponendo quella divisione netta fra la donna «angelo del focolare» e la «prostituta» che proprio il femminismo degli anni '70 rifiutava. Lo dice il sottosegretario al ministero della Salute Eugenia Roccella in un intervento pubblicato oggi sul Giornale a proposito della giornata di mobilitazione 'Se non ora quandò promossa da diverse organizzazioni e personalità femminili della politica, della cultura, dello spettacolo per la difesa della dignità della donna. La manifestazione, spiega Roccella, contrapporrà le donne «che passeggiano sui tacchi delle Manolo (le scarpe di Manolo Blahnik, le borse firmate e gli occhiali da sole sembrano essere la bestia nera di Concita De Gregorio) e quelle che vanno a lavorare la mattina». «Riproporre queste classificazioni è un grande passo indietro per le donne». «La divisione è nei fatti e nelle intenzioni - prosegue -, visto che ancora la De Gregorio titola il suo pezzo sull'appuntamento del 13: 'Le altre donnè, tracciando fin dall'inizio una linea di demarcazione insuperabile tra queste e quelle». «Care amiche di sinistra - aggiunge -, fate la vostra manifestazione, ma non a nome delle donne»; «dite con chiarezza che tutto questo è finalizzato solo a dare una spallata al governo e a offrire sostegno alle tesi accusatorie della Procura di Milano. Sarà la solita piazza antiberlusconiana, che trova un nuovo pretesto nelle intercettazioni, ma non allarga la riflessione a nient'altro».

Le ragazze romane di Berlusconi
- Raffaella Fico - Foto Olycom
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