Fotografia, "in Italia c'è l'attenzione verso il gratuito, più che per la qualità degli scatti"
ROTOTOM, LE PUNTATE PRECEDENTI NELLO SPECIALE DI AFFARI "Io, al Rototom con moglie e figlia di 5 mesi" La storia di Abel, cittadino del mondo, al Rototom per testimoniare la libertà
di Ivan Vadori
Fin dalle origini del Sunsplash, gli scatti di Luca D'Agostino hanno raccontato ogni istante dei 17 Festivals Reggae. Affaritaliani rivela il dietro le quinte di un artista che ha conosciuto e raccolto, attraverso la sua Nikon, ogni dettaglio di tutte le edizioni del Rototom.
Il Sunsplash è nato in Friuli, è una creazione della tua terra. Ora è emigrato in Spagna, le tue sensazioni? 
Luca D'Agostino
"E' un grande dispiacere vedere che una realtà nata in Friuli, da un piccolo gruppo di friulani sia ora in terra spagnola. La nostra regione e l'Italia stessa ha voluto rinunciare a questa opportunità. Non è solo un Festival musicale. E' un contenitore di eventi culturali, workshop, incontri. Una vera e propria comunità colorata e mondiale. Non vi è alcuna distinzione etnica, religiosa, politica. E' un vero e proprio Social Network dal vivo. A distinzione dei famosi Facebook e Twitter, qui si vive in prima persona l'incontro con l'altro. Centinaia di migliaia di persone di razza diverse si ritrovano in pace e serenità tra le strade del Festival. E' un valore che non bisognerebbe mai perdere".
Siamo vicini alla chiusura della prima edizione spagnola, come sta andando?
"In questo momento il recinto del Festival di Benicàssim è il luogo più ideale per lo svolgimento del Sunsplash. Le istituzioni ci hanno accolto a braccia aperte. C'è stata una risposta di pubblico enorme. Con questo dispiacere in cuore, sapere che il Rototom continua mi rende felice. Tanti conterranei friulani pensavano che una volta allontanato il Festival dall'Italia, esso non avrebbe avuto altri luoghi dove potersi svolgere. Così non è stato, ora siamo a Benicàssim. Il Festival può solo ingrandirsi. Questo dimostra che i valori del Rototom sono positivi e universali".
Tu ami il Jazz. Attraverso il Rototom ti sei appassionato al Reggae?
"Sì, è vero, coltivo da molti anni la passione per il Jazz. E' il genere di musica che di più mi ha fatto lavorare. Comunque io amo fotografare tutto ciò che è musica. Conosco la staff del Rototom dagli inizi, andando ai concerti che organizzavano a Gaio di Spilimbergo; molti anni fa è nato questo feeling con le note in levare. Pian piano ho apprezzato il Reggae, soprattutto per i valori di cui si fa carico. C'è un forte rapporto di emozioni tra il pubblico e gli artisti presenti ad un concerto Reggae. E' una sinergia in entrambe le direzioni. Questo mi ha sempre affascinato".
Tu segui il Rototom con una Crew? 
SUD SOUND SYSTEM in concerto
"Esattamente. C'è un gruppo di fotografi all'interno del Festival che ho l'onore di coordinare. Quello che sta facendo grande il Sunsplash è la volontà di aiutare tutti questi fotografi volontari che si avvicinano al Rototom. Gli forniamo delle figure professionali di supporto, per dargli delle informazioni. Avendo frequentato altri festival, spesso i volontari fotografi vengono solo sfruttati e usati per quello che serve. I fotografi dovrebbero raccontare i momenti salienti del Festival con poche immagini. In ogni foto ci dovrebbe essere un racconto, proprio come un giornalista lo fa con un articolo".
In che modo viene scandita la giornata della Crew fotografica?
"Noi facciamo ogni giorno una piccola riunione tra i fotografi in collaborazione con la redazione giornalistica, per decidere quali eventi salienti debbano essere immortalati nell'arco della giornata. Gli altri appuntamenti vanno decisi nel corso della giornata, essi potranno essere ripresi per spunti giornalistici".
Con l'avvento del digitale, la fotografia si è più estesa perché è alla portata di tutti. Cosa è cambiato rispetto alla pellicola? 
Fantan Mojah con una fan
"E' un bene ed un male. Come tutte le tecniche che danno la possibilità di estendere quest'arte a più persone possibili. Questo è dunque positivo, allo stesso tempo è un male questo abbassamento culturale. Abbiamo dunque le tecniche, ma manca l'approfondimento culturale. Questo è il dramma di oggi. Ci sono tanti fotografi tecnicamente preparati, ma gli manca la famosa "gavetta". Non hanno l'esperienza per produrre immagini che siano dei racconti. I giovani non frequentano le mostre, non si informano sulle varie tipologie di arte. Diversi mi chiedono di collaborare con me, ma gli manca la preparazione all'arte, all'immagine. Questo è dovuto anche ai fruitori delle foto. Se confrontiamo gli scatti del New York Times con la gallery di Repubblica o il Corriere, i nostri media sono molto al di sotto del giornale americano. Sono imparagonabili, c'è una disparità di qualità mostruosa. C'è l'attenzione verso il gratuito, più che per la qualità degli scatti".
Com'è iniziato questo amore per la fotografia?
"Fin da ragazzino ho fatto i primi scatti. Penso che siano nato in famiglia, ero ispirato fin dall'infanzia dai parenti giornalisti. Qualsiasi servizio vada a iniziare, esso mi dà molte emozioni. Questo mi fa capire che la strada che sto percorrendo è quella giusta".
Tra le tante tue foto al Rototom c'è ne è una che al meglio rappresenta il Sunsplash? 
Una ragazza del pubblico del Rototom
"Ce ne sono tante impresse nel mio cuore. Io sono più animale da palco, le immagini che non potrò mai dimenticare sono quelle di tutti gli artisti che hanno solcato il main stage del Rototom. Ovviamente anche gli scatti del pubblico sono indimenticabili. Ritorniamo al feeling artista-pubblico di cui parlavo prima".
Cosa ti auguri per il proseguo il Sunsplash?
"Prima che partisse per la Spagna speravo che potesse ritornare in Italia, una volta arrivati qui a Benicàssim gli auguro di continuare nella penisola iberica. Vorrei che possa proseguire ovunque, per trasmettere tutti i valori su quali da anni vedo "combattere" tutti gli organizzatori del Sunsplash.
Ai lettori di Affari non rimane che guardare le foto al sito personale di Luca D'Agostino (www.lucadagostino.it ), e al website del Rototom (www.rototom.com).
*********************
AFFARI HA INCONTRATO ALCUNI GIOVANI CHE HANNO DECISO DI PARTIRE PER BENICASSIM:
Sono tanti. Hanno grossi zaini con tutto il materiale da campeggio. E moltissimi altri partono invece in macchina. Affari, all'aeroporto di Malpensa ha incontrato decine di giovani in partenza per Valencia. Destinazione ultima Benicassim, nuova sede del Rototom Sunsplash, che quest'anno, secondo le previsioni, registrerà il doppio delle partecipazioni.
Alba racconta: "Siamo contenti di andare in un Paese più libero, l'Italia non ha voluto il raggae che è la musica della libertà, allora noi andiamo dove la mentalità è più aperta e capisce come vanno il mondo e la cultura".
Maurizio invece: "Mando un messaggio al caro Giovanardi, me ne vado in Spagna al Rototom alla faccia del proibizionismo del tuo Governo!"
Donato: "Adoro il Reggae, Bob Marley e tutta la Giamaica... Mi faccio le canne e ne vado fiero...Tutti in Spagna alla faccia dei falsi moralisti!!!"

di Angelo Maria Perrino
Renzo Arbore ad Affaritaliani.it: "Amo il reggae, e sono anche stato in Jamaica. Per loro la ganja ha un valore religioso, per noi italiani no. La mia proposta è salvare la musica e lasciare il festival in Italia, ma senza droghe. Un compromesso va trovato, per il bene della musica!"



Nasce il partito di Repubblica
C'è Saviano, D'Alema regista
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















