Rototom/ Il presidente Filippo Giunta: "E’ stato un vero successo l’edizione a Benicàssim. Mai più in Italia"
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AFFARI HA INCONTRATO ALCUNI GIOVANI CHE HANNO DECISO DI PARTIRE PER BENICASSIM: Sono tanti. Hanno grossi zaini con tutto il materiale da campeggio. E moltissimi altri partono invece in macchina. Affari, all'aeroporto di Malpensa ha incontrato decine di giovani in partenza per Valencia. Destinazione ultima Benicassim, nuova sede del Rototom Sunsplash, che quest'anno, secondo le previsioni, registrerà il doppio delle partecipazioni. Alba racconta: "Siamo contenti di andare in un Paese più libero, l'Italia non ha voluto il raggae che è la musica della libertà, allora noi andiamo dove la mentalità è più aperta e capisce come vanno il mondo e la cultura". Maurizio invece: "Mando un messaggio al caro Giovanardi, me ne vado in Spagna al Rototom alla faccia del proibizionismo del tuo Governo!" Renzo Arbore ad Affaritaliani.it: "Amo il reggae, e sono anche stato in Jamaica. Per loro la ganja ha un valore religioso, per noi italiani no. La mia proposta è salvare la musica e lasciare il festival in Italia, ma senza droghe. Un compromesso va trovato, per il bene della musica!" |
Si è appena concluso il XVII Sunsplash, per la prima volta in Spagna, quali le emozioni di questo
momento?
"Sono molteplici, ma tutte positive. Stiamo già guardando all’anno prossimo. Analizzando le migliorie da apportare al Festival, e gli eventuali errori in questa nuova avventura in terra iberica. Abbiamo ancora 15.000 persone nel camping. Sentiamo ancora la responsabilità organizzativa per i nostri ospiti".
Il Rototom a Benicàssim è riuscito?
"Sì, pensare che un anno fa se ci avessi pensato sarebbe stata una follia. Abbiamo fatto l’impossibile per rimanere in Italia".
Come siete riusciti a trovare questo luogo?
"Circa 12 mesi fa siamo partiti in tre persone dell’organizzazione per la Spagna, l’abbiamo girata in lunga e largo. Dovevamo trovare almeno 30 ettari di terreno per la sistemazione del Festival, e del camping. Il necessario per ospitare i fans del Rototom. Quando uno è testardo, poi i risultati arrivano. Abbiamo sempre pensato che ce l’avremmo fatta e la Spagna era il Paese ideale per noi".
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Com’è evoluto il Rototom in questa sede?
"Oltre ai numeri, che ci fanno immensamente piacere, sottolineo la qualità del pubblico accorso al nostro Festival. Hanno manifestato il loro sostegno a tutti noi. Tanti si sono sentiti in dovere di esserci, il paese stesso si è innamorato di Rototom e della sua gente. La cittadinanza di Benicàssim ha apprezzato il nostro senso civico, la tranquillità, l’attento approccio all’ambiente, la gestione del programma della manifestazione, la non violenza. Il senso pacifista del Festival, nell’arco della sua durata ha avuto un’importanza rilevante. Insieme, un mondo di pace è possibile".
Il Rototom è senza confini?
"Certamente, noi spesso abbiamo paura dell’altro. Del diverso che non ci appartiene. Viviamo con troppi pregiudizi. Qui dobbiamo accogliere tutti".
Dove sarà il Sunsplash l’anno prossimo?
"Il Festival non tornerà più Italia, si svolgerà a Benicàssim nel 2011. Questa sera erano presenti i politici del comune valenciano quando ho annunciato al pubblico questa notizia. Ci hanno detto: "E’ il più bel regalo che voi aveste potuto fare".
Ivan Vadori



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