I Rom conquistano il Parlamento Europeo, con la musica
Mercoledì, 22 settembre 2010 - 09:35:00
ROMA – Il 7 ottobre al Palazzo del Consiglio d’Europa di Strasburgo, il 6 novembre al teatro Fenaroli di Lanciano (Chieti) e il 18 al Parlamento europeo, Bruxelles. Queste le tre tappe di Romanò drom, il viaggio concerto nella musica rom organizzato dal musicista e professore Alexian Santino Spinelli, rom abruzzese. Sul palco, accanto al gruppo di Spinelli, ci sarà l’Orchestra europea per la pace, diretta dal Maestro Luciano di Giandomenico, docente presso il Conservatorio di Foggia.
“Dalle musiche di Schubert, Brahms, Ravel fino a Bregovic e al flamenco, oppure al jazz manouche, la cultura sinfonica europea è profondamente debitrice alla cultura rom”, ricorda Santino Spinelli. “Dopo secoli – continua – finalmente ci sarà un ribaltamento: sarà la musica classica ad accompagnare quella rom”. Uno scarto che potrà forse accendere i riflettori su una cultura che, denuncia Spinelli, è ancora sconosciuta ai più. A celebrare il matrimonio musicale, sarà Luciano di Giandomenico: “Sarò ben lieto – afferma -, perché non si tratta solo di un’operazione di facciata, ma sarà l’occasione per ricordare che abbiamo le stesse radici”. Un segnale di apertura, di accoglienza. Almeno nel linguaggio delle note.“Se è possibile farlo con la musica, allora sarà possibile anche con la società e la politica”, chiosa Spinelli.
Tuttavia, la situazione dei rom in tutto il continente desta preoccupazione. Perciò, oltre alla diffusione del messaggio culturale, Romanò drom solleva alcuni nodi politici. Il compito di elencarli, durante la presentazione alla stampa dell’iniziativa, stamane alla Camera dei deputati, spetta all’onorevole Pd Jean Leonard Touadì: “Siamo in un momento storico in cui il destino fallimentare dell’Europa sembra segnato. Si rischia di mettere in discussione l’ossatura e di abbandonarsi ad una deriva razzista e xenofoba”. “Vogliamo un’ Europa unita e inclusiva, che faccia spazio a tutti”, prosegue il deputato democratico. Poi, passa all’attacco: “L’ultimo decreto legge annunciato dal governo in materia è pericoloso perché viene ad aggiungersi ad una serie di atteggiamenti vessatori”. E conclude: “L’idea che in Europa un’etnia possa venire controllata ogni tre mesi dalle autorità, mi pare davvero grave. Per questo la mobilitazione politica deve continuare”.
Eppure qualche segnale di speranza c’è. A partire da Lanciano, la città dove Spinelli abita e dove si terrà la prima nazionale di Romanò drom. Qui non esistono campi e i rom residenti abitano in delle vere case. Ma il sindaco di centrodestra Filippo Paolini non ha alcuna formula magica da suggerire per la risoluzione del problema: “Noi ci siamo solo comportati come persone normali e democratiche, tenendo fede ai principi della Costituzione”.
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Tuttavia, la situazione dei rom in tutto il continente desta preoccupazione. Perciò, oltre alla diffusione del messaggio culturale, Romanò drom solleva alcuni nodi politici. Il compito di elencarli, durante la presentazione alla stampa dell’iniziativa, stamane alla Camera dei deputati, spetta all’onorevole Pd Jean Leonard Touadì: “Siamo in un momento storico in cui il destino fallimentare dell’Europa sembra segnato. Si rischia di mettere in discussione l’ossatura e di abbandonarsi ad una deriva razzista e xenofoba”. “Vogliamo un’ Europa unita e inclusiva, che faccia spazio a tutti”, prosegue il deputato democratico. Poi, passa all’attacco: “L’ultimo decreto legge annunciato dal governo in materia è pericoloso perché viene ad aggiungersi ad una serie di atteggiamenti vessatori”. E conclude: “L’idea che in Europa un’etnia possa venire controllata ogni tre mesi dalle autorità, mi pare davvero grave. Per questo la mobilitazione politica deve continuare”.
Eppure qualche segnale di speranza c’è. A partire da Lanciano, la città dove Spinelli abita e dove si terrà la prima nazionale di Romanò drom. Qui non esistono campi e i rom residenti abitano in delle vere case. Ma il sindaco di centrodestra Filippo Paolini non ha alcuna formula magica da suggerire per la risoluzione del problema: “Noi ci siamo solo comportati come persone normali e democratiche, tenendo fede ai principi della Costituzione”.



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