Venezia, i fatti di Rosarno diventano un film. I migranti raccontano
Martedì, 31 agosto 2010 - 15:37:00
Gli scontri di Rosarno, e il successivo trasferimento forzato di oltre un migliaio di migranti che vi abitavano, hanno mostrato come la tratta e lo sfruttamento lavorativo dei migranti e l’assenza di misure concrete contro la xenofobia e il razzismo costituiscano una miscela esplosiva, che mette a rischio i diritti umani di tutti. La tratta e lo sfruttamento dei migranti hanno fatto sì che migliaia di persone nella zona di Rosarno lavorassero per pochi euro all'ora e vivessero in dormitori senza elettricità, acqua potabile e riscaldamento. Parallelamente, la criminalizzazione dei migranti irregolari prodotta dalle norme del "pacchetto sicurezza" ha reso queste persone ancora più vulnerabili, limitando il loro accesso all'impiego, all'alloggio e ai servizi essenziali e, contemporaneamente, scoraggiandoli dal denunciare le violazioni dei diritti umani subite.
Per questi motivi, successivamente agli scontri, Amnesty International espresse il timore che le autorità italiane non stessero tutelando la dignità e i diritti economici e sociali dei migranti, né li stessero proteggendo dalla violenza xenofoba, e chiese all’Italia di dare priorità alla lotta contro i crimini motivati dall’odio e dal razzismo, di
contrastare efficacemente la tratta di esseri umani fornendo assistenza alle vittime, di invertire la linea introdotta dal "pacchetto sicurezza" che aveva reso un reato l'immigrazione irregolare, e di garantire a tutti i migranti l’accesso a condizioni di vita dignitose. Questi temi sono ancora attuali e l’approccio alle questioni dell’immigrazione, tuttora spesso centrato sulla retorica anti-immigrati e sui respingimenti a ogni costo, rende "Il sangue verde" un documento prezioso da guardare e da ascoltare.



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