Melita Toniolo, la pubblicità che fa discutere
![]() Ecco lo spot Il dito medio di Melita, dì la tua |

Melita Toniolo
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La campagna S’Agapò è originale, diversa, solidale con l’universo femminile perché l’amore non è una semplice ricorrenza ma è per sempre. Ma fa discutere. S’Agapò rovescia le carte in tavola con una dedica particolare alle donne di carattere che vivono intensamente un sentimento e non si accontentano del premio di consolazione. E le rovescia dando la parola alla ex ‘diavolita’ del GF. Il suo modo di affrontare la vita con grinta e determinazione l’ha resa la testimonial ideale.
POLEMICA SAN VALENTINO/ LEGGI LO SPECIALE SU BELLEZZA E FEMMINISMO
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I greci sostenevano che morire giovani fosse una fortuna. La "kore" immortalata giovane e bella in una statua ha avuto il dono di essere ricordata nel suo massimo splendore. Oggi, uno studio della Società italiana di Ortodontia ha stabilito che i criteri di bellezza sono oggettivi (Miss Italia, dallo studio dei volti emerge la bellezza di oggi - CLICCA QUI). Ne' i medici, ne' i filosofi. Nessuno è sfuggito al confronto con la bellezza. Mai. In nessuna epoca. E l'argomento non tramonta. Così il parere dell'esteta Sgarbi diventa fondamentale ("La bellezza femminile è tutto". L'intervista a Sgarbi - CLICCA QUI) mentre c'è chi, di diverso parere, ama citare Proust: "Le donne belle lasciatele agli stupidi", o Platone che preferiva una moglie brutta. Fini oggi ha fatto la scelta contraria. Mal gliene incolse, gridano i Montecchi. Invidiosi, replicano i Capuleti. Poi ci sono quelli per cui “la bellezza non è tutto”. C’è anche il fascino, si dice. Che è qualcosa di ancora più ineffabile, qualcosa che va “oltre”. Lo sostiene per esempio la schiera delle “bruttine stagionate” di Carmen Covito. E così si fa spazio il modello Bridget Jones, in continua lotta con lo specchio e la bilancia. Però Sartre dedicò parte della sua vita a studiare l'estetica delle natiche femminili, elevandola a filosofia (altro che trash) (Jean-Paul Sartre e la passione per il "lato B" - FOTO HOT - CLICCA QUI) come Fellini si dedicò ai seni con minuziosa, quasi ossessiva attenzione. E poi Man Ray (Da Man Ray a... Il surrealismo si tinge di sensualità - CLICCA QUI), che rivoluzionò la fotografia rappresentando la bellezza 'di schiena' e sovvertendo l'associazione viso-bello.
E in questa danza millenaria tra entusiasti e detrattori, pornografi e frigidi, artisti e vouyeur, invidiosi e intellettuali, la bellezza si è fatta strada con abilità e senza sforzo. Parliamo di donne, ovviamente e meno di uomini. Perché la bellezza, se si prova a immaginarla incarnata in una figura umana, la si immagina al femminile. Non si scappa. Che sia giovane ragazzina dal viso malizioso, o donna matura dal seno generoso, sono le icone femminili a rubare la scena. La bellezza, da secoli, è donna. Ma più Belen o più Sofia Loren? Canoni classici o visioni moderne? Che la battaglia cominci.



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