Marina Berlusconi a Saviano: non è sopra critiche

Martedì, 27 luglio 2010 - 20:46:00
"Leggo dalle agenzie di stampa che Saviano fa alcune domande sulla Lega e si chiede perche' non rispondiamo. Rispondo subito. Saviano e' accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi che gli sono arrivati in giovane eta'. Unica sua scusante rispetto alle sciocchezze che dice sulla Lega e' che, quando noi combattevamo contro la sciagurata legge del confino obbligatorio che tanti guai ha portato al nord, aveva ancora i calzoni corti". Lo dichiara il viceministro della Lega Nord Roberto Castelli. "Se nulla sa della storia della Lombardia - continua Castelli riferendosi all'autore di 'Gomorra' - vada a rileggersi la storia della battaglia che la Lega fece a Lecco a iniziare dal '93 contro i clan della 'ndrangheta. Atti amministrativi precisi, fatti concreti. Non ci siamo limitati a scrivere quattro cose e a partecipare a quattro conferenze. Ne' siamo diventati ricchi per questo. Abbiamo corso solo rischi. Infine un invito: vediamo che continua a fare pubblicita' al suo libro. La smetta, perche' gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili".

"Tutti hanno visto quanto sono profonde le infiltrazioni della 'ndrangheta anche nel Nord del nostro Paese e in Lombardia: decine di arresti, interessi criminali e intrecci con l'economia e la politica sul territorio". E' Walter Veltroni a ricordare che "Saviano ha semplicemente indicato questa realta' e chiesto conto a quanti in questi anni non hanno visto, non hanno sentito ne' parlato, a chi, come la Lega, ha finto che la criminalita' organizzata fosse un problema meridionale e non anche una questione nazionale. Quelle di Saviano sono parole vere, non offese". "La verita' - prosegue l'esponente Pd - e' che la mafia in tutte le sue forme non e' piu', da tanto tempo, un fenomeno che riguarda solo il Sud ma e' penetrato profondamente nell'economia, negli affari e anche nella politica, al Nord come a Sud o al Centro". "La Lega - attacca Veltroni - ha reagito scompostamente, con attacchi vergognosi e con minacce. I cittadini italiani, anche quelli lombardi, sanno che alle mafie, alla 'ndrangheta si risponde facendo barriera, vedendo la realta' e combattendo le cosche e i loro interessi, esigendo una politica pulita, non insultando chi da sempre si batte contro i poteri criminali come ha sempre fatto Saviano. A lui va la mia solidarieta'".



 "La mia famiglia controlla la principale casa editrice italiana da vent'anni, e la Mondadori, anche se Saviano evoca inesistenti quanto impossibili contrapposizioni tra 'buoni' e 'cattivi',
e' esattamente quello che abbiamo sempre voluto che fosse: e' la migliore e la piu' concreta dimostrazione di come noi Berlusconi intendiamo e interpretiamo il mestiere dell'editore". E' Marina Brlusconi a replicare allo scrittore rivendicando che "la Mondadori e' quella grande casa editrice che ha accompagnato Saviano lungo la strada del suo piu' che meritato successo". La presidente Fininvest, e dello stesso Gruppo Mondadori, sottolinea che "sono proprio i valori di liberta', rispetto e pluralismo a farmi ripetere ancora una volta che nessuno puo' ritenersi al di sopra delle critiche". "Critiche - rimarca - che si possono condividere o meno, ma che certamente sono cosa del tutto diversa dalle censure o dagli 'attacchi' di cui Saviano parla".

Saviano

"E sempre questi stessi valori, naturalmente, mi hanno portato a non pensare mai, e tantomeno ad affermare, che non si debba parlare di mafia,
o che non si debba pubblicare un libro piuttosto che un altro. Ho solo sostenuto e sostengo - ribadisce - che sarebbe giusto evidenziare anche i successi senza precedenti che questo governo e quindi il nostro Paese stanno ottenendo contro la criminalita' organizzata, successi ai quali, e lo noto con rammarico da cittadina italiana e da lettrice di giornali, spesso non vengono dati il dovuto riconoscimento e la dovuta risonanza".
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