Reportage/ Affari sul LoveBus. A caccia di nuovi amori
Avete presente il LoveBus? L’autobus inventato dal dj biellese Christian Cordero, quello che dà modo ai cuori solitari di fare nuove conoscenze?
Ieri faceva tappa a Milano, in occasione di San Valentino. Eravamo curiosi, in redazione. Ci chiedevamo: chi saranno i partecipanti? Cosa si diranno? Che età avranno?
E così, per rispondere ai quesiti, Affari Italiani si è infiltrato. Un uomo e una donna della redazione, “in incognito” fra le quasi cinquanta persone presenti sul LoveBus (24 ragazzi e 24 ragazze). Generalmente le donne si siedono di fianco al finestrino (anche per una questione di immagine) e gli uomini si alzano. Ma in questo caso la presenza di un ragazzo cieco ha indotto gli organizzatori a far girare le donne. Ventitrè face to face da 5 minuti, oltre i trenta minuti iniziali di conversazione imposta col vicino in attesa di partire per il tour cittadino.
E allora partiamo. Alla scoperta del mondo degli “speed date itineranti”.
Visti da lei
Perché gli uomini decidono di iscriversi alla serata? Sostanzialmente per due ragioni: curiosità e difficoltà nell’allacciare relazioni con altre donne. Come dargli torto? Tutti (sottolineo: tutti) provenivano dalla provincia di Milano o risiedevano a Milano per lavoro, pur essendo originari di altre città (Caserta, Taranto, Messina…).
In effetti se uno lavora in un ufficio con poche persone, magari adulte e sposate, non è certo facile conoscere nuove donne.
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L’età media: 30 anni, con picchi di 50 (il regista) e minimi di 22 (un appassionato tornato sul bus per la seconda volta). Le loro domande? Un po’ scontate: cosa fai? Dove vivi? Quanti anni hai? Massimo in tre mi hanno chiesto perché ero lì.
Viste da lui
"Perché sono qui? Per caso. Perché un'amica mi ha trascinato, perché un nostro conoscente che fa il p.r. ci ha coinvolto... Però è divertente, un modo per passare una serata diversa. E poi per San Valentino non avevo nulla da fare". Sono poche le donne che, sul LoveBus, ammettono senza mezzi termini di essere lì per fare conoscenze. E anche chi, in qualche modo, lo dice, resta sul vago: "Ma sì, è un modo come un altro per contattare persone nuove", mi dice Sabrina (i nomi sono di fantasia per ovvi motivi di tutela della privacy), che nei cinque minuti a noi riservati mi spiega di avere già preso parte a uno speed date all'Hollywood (nota discoteca milanese). "E con alcune persone che ho conosciuto in quell'occasione è nata un'amicizia", aggiunge.
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Più "scazzata" Eleonora, che si occupa di pianificazione in un'importante concessionaria di pubblicità. E' simpatica e spigliata: "Ho 32 anni, sono single, e con le amiche cerco sempre qualche occasione per uscire senza spendere un occhio, perché a Milano è un casino... così attraverso Internet abbiamo saputo di questa iniziativa, e ci siamo dette 'perché no?'...".
Fra tanti sogni e speranze più o meno espliciti, il più sincero è forse quello espresso da Laura, avvocato. Elegante, raffinata nell'aspetto, nonostante la faccia assonata: "Ho finito di lavorare alle 20.30, non so cosa ci faccio qui. Il mio desiderio? Andare a casa a dormire. Adesso".
Tirando le somme
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| ...alla fine, festa al Gioia69 |
Del resto, l’idea piace. Cordero spera che Mediaset trasformi il suo LoveBus in un reality show e la sua speranza non è da considerarsi utopica. Gli italiani amano curiosare nelle case, i ristoranti, la vita degli altri.
Volete partecipare anche voi alla serata? Ecco le prossime date del LoveBus: il 25 febbraio a Bergamo, il 26 a Torino, il 4 marzo a Roma, il 5 a Firenze, l’11 a Genova e il 12 marzo a Brescia (per info: telefono 349.4799080, www.lovebusgame.com).
Nicole Cavazzuti
Stefano Fossati



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