Ligabue ad Affari: "Un cd live del Campovolo e film 3d a Natale" e ai 110mila fan dice: "Fate l'amore, voglio mille figli da Campovolo". L'intervista
Di Floriana Rullo
In forma, bello come sempre, abbronzato e carico di energia grazie ai 120mila fan che lo hanno accolto a Campovolo (Reggio Emilia) per l'ultimo show dopo un anno di successi tra palazzetti e stadi in giro per l'Italia. 
Ligabue
"Vado in vacanza ma una volta a casa avrò un problema di ingrossamento delle parti riproduttive e perché dovrò fare qualcosa". Detto fatto. A novembre promette già il doppio cd live e per Natale il film tratto dall'evento "Campovolo 2.0". E il rocker emiliano in un'intervista ad Affaritaliani fa il bilancio del suo concerto al Campovolo.
Luciano, siamo di nuovo al Campovolo dopo 6 anni. Qual è il tuo bilancio della tua seconda volta?
"Anche nel 2005 ho cercato di dare il massimo, ma con emozioni totalmente diverse visto che ero stato fermo per tre anni. Questa volta mi sono sentito come chi deve sempre alzare l'asticella delle sue possibilità. Lo dovevo ai miei fan, specialmente dopo aver visto molti ragazzi arrivare al Campovolo prima della data del concerto. Basti pensare che una cinquantina si sono assiepati in trenta metri quadri davanti ai cancelli dieci giorni prima dell'inizio dello spettacolo. Hanno sfidato l'afa di Reggio Emilia e soprattutto le zanzare!"
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E adesso, dopo questo show, sarà tempo di fare una bella vacanza?
"Direi proprio di sì. Dopo Campovolo stacco le spine, farò le mie vacanze e non so quanto durerà questa pausa. Ma mi conosco, due-tre mesi dopo aver fatto le vacanze e il ritorno a casa avrò un problema di ingrossamento delle parti riproduttive e comincerò a tormentarmi su che cosa fare"
Scriverai un altro film?
"Non lo so ancora. Ma di sicuro uscirà il film su “Campovolo 2.0” a Natale in tutte le sale cinematografiche mentre a novembre pubblicheremo il doppio cd live con tre inediti: “M'abituerò”, “Sotto bombardamento” e “Ora e allora” che racconta di come la vita sia ricca di cambiamenti. E forse questo live rappresenta la chiusura di una fase e l'inzio di un'altra".
Hai mai pensato ad un ritiro?
"No. Sinceramente no. Mi ritirerò con Campovolo 15.6. Salirò sul palco anche con il pannolone. Col pannolone non sarò un sex symbol, ma sono un tossico da esibizione".
Vasco e Ligabue: due nomi del rock italiano. Sei infastidito dai continui confronti con Vasco? C'erano cartelli di fan che dicevano "Vasco panchinaro, Ligabue Mediano"...
"Cos'è una domanda di calcio?(ride). Siamo tutti attaccanti, dai. Io sarò il numero uno per i miei, lui il numero uno per altri e non credo che si ritirerà. Faccio una premessa abbiamo due vite diverse, caratteri diversi, pubblici diversi, intenzioni diverse e abbiamo carriere diverse. Lui ha quindici anni di carriera più di me ed età anagrafiche diverse. Nessuno paragona la musica con la musica di qualcun'altro, ognuno è differente dall'altro. Detto questo, non capisco perché si continua, ma lo fa certa stampa, a confrontare i nostri stili e non si sa perché si deve stabilire chi deve vincere tra noi. La realtà delle cose è che su queste che si deve avere il cuore in pace perchè per alcuni lui sarà sempre il primo e per altri lo sarò sempre io".
Mai pensato di fare uno show assieme?
"Me lo chiedono dai tempi del mio primo stadio. Ci vorrebbero condizioni speciali che il continuo parlare di competizione non aiuta. È evidente però che lui vive questo come un duello, io no..."
Sul Facebook di Vasco era apparsa la frase: “Devi mangiare ancora un po' di polenta prima di poterti confrontare con me”, poi prontamente smentita dall'entourage del rocker...
"Penso che quella frase in realtà l'abbia proprio scritta lui. Mi è dispiaciuto solo il fatto che il 'senso della sfida' montato ad arte da certi giornali sia stato assimilato da una parte. Il duello io lo vivo sempre con me stesso quando mi dico “Cosa possa fare per me e per i miei fan?!”".
IL CONCERTO AL CAMPOVOLO
Oltre 120mila fan in festa hanno accolto a braccia aperte Ligabue che ha trionfato con "Campovolo 2.0" mettendo a segno tre ore di concerto e 31 brani in scaletta, divisi in 7 set. Ragazzi, adolescenti e famiglie intere hanno atteso per tutto il giorno di sabato sotto il sole cocente il rocker emiliano. Ma c'era anche chi lo ha atteso addirittura per 10 giorni accampandosi alla bella e meglio fuori dal Campovolo. E lui non ha deluso. Il concerto è stato un trionfo senza precedenti. Uno show ricco di effetti speciali su un palco di 90 metri di lunghezza e 1100 metri quadri di superficie.
CAMPOVOLO 2.0- Campovolo, buona la seconda verrebbe da dire. Il concerto di Luciano Ligabue sei anni fa all'aeroporto di Reggio Emilia era stato tanto da record (165.264 presenze, tre palchi diversi) quanto catastrofico per la pessima acustica che aveva rovinato quasi tutto. Stavolta, fatto tesoro della lezione, tutto invece è filato liscio: meno di gente (120 mila) per precisa scelta degli organizzatori, un solo palco e soprattutto 19 torri altoparlanti per un totale di 200mila watt.
3 ORE DI CONCERTO- Ma soprattutto lui, Luciano Ligabue. Sul palco non si è fatto mancare nulla. Per un totale di tre ore tirate e filate di concerto, 31 canzoni, un gran tocco del suo repertorio, comprese alcune chicche quasi mai suonate dal vivo come Anime in plexiglass e In pieno rock'n'roll e due inediti scritti nella metà anni Novanta, M'abituerò e Sotto bombardamento (che faranno parte, assieme al terzo inedito Ora e allora, del cd live che sarà ricavato da questo concerto). Si alternano senza cedimenti, anzi sempre tiratissimi, rock elettrico e acustico. Sul palco si alternano le tre formazioni della sua vita di rocker, i Clandestino, la Banda e quella attuale, il Gruppo, più il suo produttore Corrado Rustici e Mauro Pagani (Che suona, Ho ancora la forza, Il giorno di dolore che uno ha e Buonanotte all'Italia).
Uno show imponente. Che inizia alle 21 e 15 e lascia tutti senza fiato. “Questa è la mia vita”, “Un colpo all'anima”, poi i “I ragazzi sono in giro”. Poi la band (Fede Poggipollini, Mel Previte, Antonio Righetti, Roberto Pellati e Luciano Luisi) in “Ci sei sempre stata”. E via gli altri brani “Atto di fede” e “Le donne lo sanno” che chiude il primo set. Per il secondo set ad accompagnare Ligabue c'era Mauro Pagani che ha suonato l'armonica, il flauto e il violino in “Ho ancora la forza”. E all'improvviso sono comparse le facce dei Clandestino (Max Cottafavi, Gigi Cavalli Cocchi, Luciano Ghezzi, Giovanni Marani e Gianfranco Fornaciari) che sono saliti sul palco per “Anime in plexiglass” e “Figlio d'un cane”. “M'abituerò” è il titolo del primo inedito che parla di un amore finito e composto nel periodo del disco “Sopravvissuti e sopravviventi” del 1993. Poi “Marlon Brando è sempre lui”, “I duri hanno due cuori”, “Non è tempo per noi” e la scatenata “Balliamo sul mondo”. Mauro Pagani è tornato per il quarto set e ha aperto “Il giorno di dolore che uno ha”, al termine dell'esecuzione la banda ha intonato con Ligabue “In pieno rock'n'roll”, “Vivo morto o X”, con un intro totalmente diverso dalla versione su cd. “Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione” di Hegel è comparso sul megaschermo al termine di “Viva”. E' la volta del secondo brano inedito “Sotto bombardamento” composto nel periodo di “Buon compleanno Elvis”, segue l'assolo di Capitan Federico Poggipollini per “Certe notti” e la conclusione del quindi set con “Tra palco e realtà”.
Il sesto set con Mauro Pagani (al bouzouki e violino) e Corrado Rustici è stato aperto da “Buonanotte all'Italia”. Infine il settimo set con la band che ha segnato l'esecuzione di “Quando canterai la tua canzone”. Di nuovo la musica con “A che ora è la fine del mondo?”, l'amatissima “Piccola stella senza cielo”, “Sulla mia strada” e “Urlando contro il cielo”. Il bis è stato affidato al nuovo singolo “Il peso della valigia”. Sulle note di "Taca Banda" il concerto volge al termine, dopo 3 ore e 31 canzoni. Prima de "Il meglio deve ancora venire" Liga ha invitato i presenti a far l'amore stanotte: "Voglio mille figli da Campovolo". Uno show perfetto, diretto dall'organizzazione F&P Group.



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