Google fa piazza pulita dei flop. E' l'ora di Wave e...
![]() Google Wave |
"Ci piaceva l'interfaccia e le nuove funzioni, ma non ha ottenuto abbastanza attenzione",
ha ammesso Eric Schmidt, amministratore delegato di Google.L'avvio del progetto Wave, annunciato a maggio e presentato in anteprima nel settembre 2009, peraltro, sembrava destinarlo ad un discreto successo: l'hype era salito, gli inviti per provare il servizio erano alquanto desiderati e non era difficile trovare su Twitter e Facebook persone che esultavano con orgoglio per averne ricevuto uno. Google rinuncia allo sviluppo di un software complesso e poco noto alla maggior parte degli utenti come Wave, uno spazio online per la collaborazione tra persone in tempo reale che, nelle intenzioni della società di Mountain View, avrebbe dovuto sostituire la posta elettronica. Le tecnologie di Wave saranno assorbite in altri progetti. Eppure il lancio della piattaforma era stato organizzato con cura, con una raffinata strategia di marketing: prima l'accesso al servizio web per un numero selezionato di utenti, poi l'ingresso a invito da inoltrare a colleghi e amici, infine l'apertura al pubblico. Ma non ha funzionato: gli utenti non si sono mai veramente interessati a Wave.
Wave, insomma, si unisce a quei progetti che Google ha avviato per testare il campo: in piedi resta invece Buzz che, dopo i numerosi problemi iniziali che sembravano identificarlo come candidato numero uno nella periodica razionalizzazione dei servizi Google, parrebbe ora avere raggiunto numeri discreti. Il CEO Schmidt ha parlato di decine di milioni di utenti, in buona parte gli utenti Gmail che non sembrano disprezzarlo, ma anzi consideralo un'estensione utile del servizio di posta.
Google pur avendo registrato mille successi, deve ancora fare centro nel campo social, dove ha conosciuto il sapore della sconfitta: dopo Lively, Hello, Orkut (che in Brasile ancora spopola), gli imbarazzi (iniziali) di Buzz e, ora, l'abbandono di Wave, deve ancora trovare la strada con cui seguire Facebook e Twitter. Mountain View, d'altronde, non demorde e, semplicemente, indirizza le sue risorse verso nuovi progetti che perseguono il medesimo obiettivo: dopo l'investimento nell'azienda di social game Zynga, Google ha recentemente acquistato Slide, servizio che coniuga social network e condivisione foto per 182 milioni di dollari. Il nuovo progetto nel social space dovrebbe essere guidato da Vic Gundotra
È lunga, invece, la sequenza di sconfitte nei social network. Spesso "Big G" ha intuito le tendenze in atto, ma non ricevuto il supporto del pubblico online. Già nel 2004 ha lanciato la rete sociale Orkut: a distanza di sei anni, ha ancora una vasta base di utenti in Brasile e India. Ma a New Delhi sta perdendo terreno a causa dell'avanzata di Facebook. Google aveva capito per tempo l'ascesa dei servizi di microblogging, dove le persone scrivono brevi messaggi e segnalano link: ha acquistato Jaiku, un clone di twitter, ma poi ha chiuso il progetto perché la partecipazione era scarsa. E già nel 2005 aveva puntato sui social network che mostrano la posizione degli utenti, per esempio attraverso gps o wifi: di recente negli Stati Uniti ha raggiunto due milioni di utenti Foursquare, una rete sociale online che consente alle persone di segnalare dove si trovano. Cinque anni fa Google aveva acquistato un altro"geo" social network, Dodgeball, e poi ha dovuto abbandonarlo. Ha riprovato con il servizio Latitude, ma finora non ha riscosso troppo interesse. Con i mondi virtuali non è andata meglio: sulla scia di Second Life, l'universo digitale fondato da Linden Lab, "Big G" ha lanciato Lively, un ibrido tra la chat e spazi tridimensionali. Pochi, però, ne ricordano l'esistenza.



"Polverini fascista e Ornaghi..."
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A margine della sesta edizione de I luoghi del cuore, il censimento nazionale promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo (madrina Michelle Hunziker), Giulia Maria Mozzoni Crespi (Presidente onorario Fai) attacca la politica che non si cura dei "beni culturali" e soprattutto dei tesori naturali e ambientali che fanno la ricchezza reale del Paese. Poi se la prende con Passera e con la Polverini per la costruzione di una discarica a Villa Adriana a Roma: "Si comporta da fascista". GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA
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