Gianni Morandi: "Tamara Ecclestone aveva preso il festival di Sanremo come un gioco. per questo abbiamo deciso di rinunciare a lei"

Martedì, 24 gennaio 2012 - 15:31:00

«Su Tamara abbiamo sbagliato noi la valutazione. Quando l'abbiamo incontrata a Londra, con Mazzi e Presta, ci aveva fatto un'ottima impressione. Si era presentata da sola, senza bodyguard o manager, poco truccata, e siamo andati a pranzo in un ristorante italiano. Poi, però, in seguito, quando le abbiamo dato il piano di lavoro, che prevedeva qualche giorno a Roma per la promozione e la presenza a Sanremo dai primi di febbraio per "fare squadra", abbiamo capito che la cosa stava prendendo una piega diversa. Il suo staff ci ha comunicato la sua disponibilità a venire il 13 febbraio, un giorno prima del Festival, o al massimo il 12 sera. Su Twitter abbiamo notato che la sua giornata era tutta palestra, fidanzato, viaggi. Abbiamo pensato che avesse inteso Sanremo come un gioco e che questa cosa sarebbe stata presa male dal pubblico e non avrebbe giovato a lei. Così abbiamo preso una decisione». Questo è il racconto che Gianni Morandi fa della decisione di "rompere" con Tamara Ecclestone alla vigilia del Festival di Sanremo e che appare, in un'intervista a due voci con Ivana Mrazova, l'altro e ora unico volto femminile della kermesse, sul numero di "Chi" in edicola mercoledì 25 gennaio. «Sono contenta di essere rimasta sola, mi piace, non sono preoccupata», ammette da parte sua la Mrazova, mentre Morandi dice: «Punto su di lei, sarà una bella sorpresa». E a proposito delle polemiche che accompagnano il Festival, il conduttore commenta: «C'erano oltre 1.200 canzoni candidate alla categoria e le ho sentite tutte. Ma alla fine dovevamo scegliere, tenendo conto delle preferenze di Internet e delle selezioni finali. Gli esclusi, quindi i delusi, sono più dei prescelti. Ma, al di là degli insulti, mi offende chi mette in dubbio la mia trasparenza e mi accusa di fare gli interessi delle case discografiche. Io sono preoccupato solo della buona riuscita del Festival, di cui sento tutta la responsabilità. In cinquant'anni di carriera non ho mai fatto il doppio gioco, vorrei che almeno questo mi fosse riconosciuto».



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