“Fse. Lungo il binario del cambiamento”
Giovedì 7ottobre sarà a Casarano il treno che ospita la mostra fotografica “Fse. Lungo il binario del cambiamento”, i vagoni-mostra sosteranno sino all’ 11 per poi rientrare a Lecce. Sabato 9 alle 17,00 l’Ass. Francesca Fersino Vice Sindaco di Casarano, il Dott. Massimo Di Giulio – Pres. A.I.S.A.F. Onlus Lecce – Associazione Ionico Salentina Amici Ferrovie e lAvv. Francesco Capezza – esperto di Ferrovie locali presenteranno la pubblicazione e la mostra fotografica, alla presenza dell’autrice.

COPYRIGHT NANCY MOTTA
LE IMMAGINI DELLA MOSTRA
La pubblicazione di 216 pagine è divisa per tratte e racconta la rete ferroviaria del sud est in provincia di Bari Lecce e Taranto. Il volume, pubblicato dalla Locorotondo Editore (2010), accoglie i contributi critici del giornalista e saggista Raffaele Gorgoni e del professore Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento.
Il volume include un dvd, che attraverso il montaggio di suoni campionati lungo la rete e fotografie, ripropone un viaggio immaginario della durata di 8 minuti. Alla presa dei suoni il fonico Matteo Brandi all’editing e alla realizzazione montaggio Danilo Azzurretto.
La mostra fotografica si compone di 48 immagini di grande formato allestita in due vagoni passeggeri modificati che si sposteranno per le stazioni Sud Est con un calendario che sarà reso noto di volta in volta.
Come attesta Nancy Motta : “Nel racconto per immagini, ho voluto che ci fosse anche un aspetto di documentazione, che ci fosse la percezione dei differenti caratteri di ciascuna stazione o paesaggio o mansione, l’arganello dell’apparato a filo, lo scambio manuale, i diversi banchi di manovra e la collocazione sul territorio. Il percorso segue la tratta chilometrica, ripreso con uno sguardo dal treno e verso il treno, un dentro fuori che attraversa paesaggi, stazioni, personale, caselli,utenti...percorsi intervallati dai cantieri che rimodernavano l’armamento,le stazioni, la segnaletica”.
Oggi osserviamo che molta della realtà ritratta nel libro non esiste già più; ci sono treni nuovi, nuovi sistemi dei banchi controllo, nuovi binari che hanno velocizzato le percorrenze. E’ un'altra realtà modernizzata.
Da sottolineare la sensibilità dell’azienda nell’aver sostenuto questo progetto che al fine di valorizzare il cambiamento racconta, certifica, il passato conservando una memoria collettiva e del territorio.
Casarano - Sabato 9 ore 17,00 presentazione lavoro Fse. Lungo il binario del cambiamento
Interverranno :
Ass. Francesca Fersino, V. Sindaco di Casarano -
Dr. Massimo Di Giulio, Pres. A.I.S.A.F. Onlus Lecce -
Avv. Francesco Capezza, esperto di Ferrovie locali -
Nancy Motta, autrice -
A seguire proiezione dell’audio visivo e visita alla mostra fotografica –
Il treno mostra resterà alla stazione di Casarano da giovedì 7 e sino all’11 ottobre quando ripartirà per far rientro a Lecce.
ALLA SCOPERTA DELLA FOTOGRAFIA DI NANCY MOTTA
di Massimo Guastella
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Mentre scorre sotto i nostri occhi il corpus di immagini che fissano siti e persone, viene voglia di interrompere la visione per recarsi personalmente e vivere direttamente le emozioni suscitate da quei contesti osservati virtualmente. È ciò che concretamente ha fatto Nancy Motta con la sua attrezzatura fotografica, portandosi fisicamente lungo le sette linee ferroviarie regionali: Bari-Taranto, Mungivacca-Putignano, Martina Franca-Lecce, Novoli-Gagliano, Zollino-Gagliano, Casarano-Gallipoli, Maglie-Otranto. Quel che osserviamo è l’esito dell’elaborazione avviata nel luglio 2007 e per diverse stagioni, tra stazioni e passaggi a livello, campagne, snodi, transiti, incroci con strade, ponti e sottovie carraie.
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Subito viene da chiedersi se le immagini che lei ha fissato sono reportage o opere d’arte. Io credo siano un po’ dell’uno e dell’altro. Emergono la documentarista e l’artista. Com’è nei caratteri che scandiscono il percorso professionale della pugliese, collaboratrice di prestigiose testate giornalistiche nazionali e altrettanto impegnata a raccontare fotograficamente i suoi ripetuti viaggi dall’Albania all’ex Jugoslavia, dal Kossovo all’Iraq, dalla Siria a Israele, dalla Palestina al Ciapas, dal Togo alla sua Puglia. Il denominatore pregnante è la rilevazione di realtà sociali con annotazioni iconiche non prive di suggestione estetica. Puntualmente i suoi “fotogrammi” dell’era digitale trovano interesse in rassegne orientate non solo alla fotografia tradizionale ma ugualmente al panorama dell’arte visiva contemporanea. Non a caso mi viene in mente il carro armato policromo del ciclo Iraq (2003) nella mostra leccese Art woman. Grandangolo. Intorno alla fotografia e oltre, curata da Marina Pizzarelli nel 2004. La studiosa leccese in proposito scriveva del «carro armato dipinto trasformato in uno sgargiante giocattolone da luna park». Tale nota critica la ricordo perché è da quell’occasione espositiva che ho ritrovato fotografa affermata Nancy, un’amica della prima giovinezza, affatto morettianamente “persa di vista”, impegnata a testimoniare attraverso il suo obiettivo «la condizione umana» negli scenari disastrati dalle guerre dove «nonostante tutto la vita continua » (M.Pizzarelli). E il flusso incessante della vita, credo di poter sottolineare, connota la cifra costante della sua produzione, che nell’attimalità dello scatto fotografico de-scrive ciò che vede.
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Nei tragitti delle Ferrovie del Sud Est, Nancy Motta ha scelto di scattare fotografie sui treni, dai treni, nei treni. Un serrato dentro-fuori, un po’ da viaggiatore e un po’ da spettatore, attraverso cui hanno contestualizzato i luoghi fuggevoli dei transiti come pure i dimessi terminal locali delle partenze e degli arrivi; innanzitutto perché le stazioni rappresentano i crocevia vitali delle tratte ferroviarie che raggiungono i centri minori - ma per demografia - della penisola pugliese.
A sentire l’autrice è l’operosità che, come sempre, l’ha particolarmente magnetizzata: «Il mondo del lavoro con i suoi gesti esatti mi ha sempre attratto; posso stare ore a guardare un cantiere. In passato sono stata la fotografa dei metalmeccanici», da qui dunque «il piacere di raccontare questa ferrovia … bello fotografare una locomotiva Breda o fasci di binari e ingranaggi color ruggine, e le stazioni nel nulla …»; né manca l’altro aspetto centrale, «accanto a questo l’umano che con la maestria del suo agire ha fatto funzionare negli anni la “macchina” ferroviaria: dai meccanici per la costruzione e la messa a punto delle vetture alla manutenzione dell’armamento, dal macchinista a colui che da terra azione gli scambi l’operatore di stazione che con la bandierina rossa aiuta la manovra; il capostazione che presenzia e coordina arrivi e partenze, i casellanti che azionano a manovella le barre dei passaggi a livello e comunicano alle stazioni di competenza l’avvenuto transito dei treni e i guardalinee che a piedi percorrono tratte di ferrovia e controllano che i bulloni che fermano la rotaia non si siano allentati ed il paesaggio la capillarità di questa rete ferroviaria che racconta lo sviluppo di un territorio ricco di storia». Ho ampiamente approfittato della sua diretta testimonianza, assai preziosa per le forti motivazioni e suggestioni che vi s’intuiscono, per consentire adeguatamente l’interpretazione di questa sua opera.
A mio avviso, nondimeno, rivela nelle rappresentazioni l’intenzionalità di assicurare equilibri tra evocazioni di ciò che è stato sinora, per serbare la memoria di un servizio nato nel 1931, e il rinnovamento tecnologico della contemporaneità, che muta consuetudini e percezioni visive, invero quel che è e sarà nell’immediato futuro frequentare le Ferrovie del Sud Est. Si registra appieno il passaggio epocale.
Siffatti equilibri si riscontrano anche nella scelta tra tagli totali e particolari. Invero non difettano i dettagli e gli scorci inattesi, minuzie necessarie a puntualizzare e intrecciare corrispondenze tra il particolare e la complessità della rilettura fotografica. E perciò Nancy Motta non esita a soffermarsi su personaggi protagonisti o occasionali; li considererei i ritratti anonimi di chi è comprimario dell’operatività ferroviaria, di quanti, tanti si servono del trasporto ferroviario, interno pugliese, e persino delle persone fortuitamente incrociate nelle “campagne fotografiche” e in qualche modo adatte a favorire la narrazione delle ricognizioni. Denominatore comune delle scene animate: l’inesauribile fascino di fermare l’istante di un’azione, di un volto, dunque di un’esistenza umana contestualizzata nella tematica.
Nancy Motta utilizza la fotocamera non solo come mezzo tecnico ma anche come strumento di creatività ed estensione artistico - visiva. Indubbio che, nel bilanciamento formale e compositivo, abbia privilegiato il grandangolo come lei ammette «per abbracciare una porzione di realtà» ovvero per più estesamente contestualizzare il soggetto; e che altrettanto basilare è stato ricorrere all’uso del teleobiettivo tanto per ridurre le distanze col soggetto quanto e maggiormente seducente per estrarre sottigliezze d’ordine estetico. Il dinamico e continuo avvicinamento e distanziamento dal set la induce compiutamente a sviluppare la mediazione del mezzo fotografico tra realtà e sua percezione, per ottenere la coerente narrazione di ciò che vede, vero e proprio postulato di ogni fotografo.
Con un linguaggio misurato, semplice e ricorrendo a una pluralità di forme espressive, tutt’altro che sofisticate ma ritmate mediante inquadrature ricercate e abilmente variate nei piani e nelle sequenze fotografiche, Nancy Motta piuttosto che catturare ha liberato le atmosfere caratterizzanti i suoi soggetti e anche gli attimi in cui sono percettibili un’aria, un odore e finanche la tipica, reiterata cadenza che propaga il treno corrente sulle rotaie. Quindi l’immagazzinamento nel suo archivio di una cospicua quantità di immagini, scevre da ogni compromesso con la committenza, le ha consentito di selezionare, indipendentemente, quelle da lei ritenute più significative ossia le annotazioni essenziali al progetto. Quel che vediamo del capillare lavoro dell’artista-fotografa sono i treni in transito e i vagoni graffitati in sosta e gli arredi di carrozze; un’attesa alla sbarra biancorossa del passaggio livello; le stazioni e i ferrovieri, gli operai e i macchinisti; scorci sui percorsi dei binari, panorami rurali tra muretti a secco, trulli calcinati e uliveti; consueti scenari assolati e cieli tersi; cieli annuvolati e persino inattesi paesaggi imbiancati dalla neve e tante altre appassionanti immagini, che ogni riguardante avvertirà nelle sue sensibilità.
È la civiltà a sudest d’Italia. E’ la Puglia percorsa da treni solo suoi.
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CHI E' L'AUTRICE - Nancy Motta nasce a Brindisi il 13 aprile del 1965, vive a Bologna dal 1983. Fotoreporter dal 1992 inizia la sua professione di fotografa con particolare attenzione alla foto teatrale ed al reportage in questi anni collabora per la cronaca e la politica con le redazioni dei quotidiani e settimanali quali: La Repubblica e L'Unità, Panorama, Famiglia Cristiana, L'Espresso ed altri. Realizza servizi e per enti pubblici e privati, lavora con gli uffici stampa dei festival teatrali di Polverigi, Santannarresi, Santarcangelo di Romagna e con alcune compagnie teatrali sino al 1995. La sua attenzione per il mondo del lavoro la porta a ritrarre realtà industriali, allo smantellamento dell’ILVA di Bagnoli seguono reportage sulla Sabiem la Breda ed altre aziende metal meccaniche, racconta inoltre l’inizio dei grandi cantieri per l’alta velocità in Emilia Romagna. In questi anni si dedica inoltre ai temi dell’immigrazione e dei movimenti giovanili. Nel 2005 lascia l’agenzia ed intensifica l’attività su propri progetti a lungo termine, collaborando con organizzazioni non governative, realtà industriali, ed enti locali. Nel 2006 partecipa alla nascita dell’associazione culturale UFO unione fotografi organizzati, per la diffusione della fotografia attraverso corsi di formazione, seminari, e organizzazione di mostre fotografiche di giovani e vecchi professionisti 
Nancy Motta

![]() BRINDISI VISTA DA NANCY MOTTA LE IMMAGINI |
Dal 1992 iniziano i suoi reportage esteri, dall'area dei Balcani: Albania ex Jugoslavia Montenegro Macedonia e Kosovo, dove si è recata più volte sino al 1999. Nel 1994 è in Iraq, dove realizza un lavoro su l'embargo e la diversità religiosa vi torna poi nel 2003 per raccontare la caduta del regime di Saddam Hussein, seguono reportage in Siria per documentare la vita dell’etnia Curda nelle comunità clandestine, in Israele Cisgiordania e Gaza con diversi viaggi dal 1999 al 2005, è in Ciapas nel 2003 per un lavoro sulle comunità indigene, in Armenia nel 2004, in Togo nel 2005 e in diversi paesi e città europee. Al suo attivo la pubblicazione di libri fotografici: Nel 2000 " Otranto Albania Kosovo 1999/1992 un viaggio a ritroso" pubblicato dall'editrice Argo, con il patrocinio dell’UNHCR, il libro racconta momenti di vita dei cittadini di etnia albanese dagli sbarchi a Otranto indietro alle frontiere di Macedonia Montenegro e Albania passando per l'inizio della guerra in Kosovo nel 1998 la crisi albanese nel 1997 sino al 1992. Nel 2002 "Terra" pubblicazione fotografica realizzata per la regione Puglia, edito da Mosaico. Le immagini riguardano la vita degli agricoltori dei pescatori dei pastori una realtà lavorativa difficile ma ricca di saperi e cultura e che rischiano di perdersi con la modernità. Nel 2003 "Iraq la guerra continua" il libro racconta l' Iraq dal 1992 sino al dopo Saddam. Nel 2005 “Harmattan tutta la complessità dell’africa nel piccolo stato del Togo” editrice Mandragora. Nel 2006 “ Acqua, una risorsa di vita e di pace” il volume realizzato con il GVC (un ONG di Bologna)e la Comunità Europea per la visibilità dei progetti sull’acqua in Israele e nei Territori Palestinesi. Nel 2006 “Infanzia senza Diritti Umanità senza Futuro” realizzato per il comune di Anzola per la giornata sui diritti dei minori. Nel 2008 “ Brindisi un altro sguardo” realizzato per il Comune di Brindisi in occasione della visita del Papa. Nel 2008 Ecclesiam Sancti Sepulchri volume che documenta il restauro degli affreschi nel tempio di San Giovanni al Sepolcro realizzato per conto dell’ENI POWER in collaborazione con il Comune di Brindisi. Nel 2010 “ Fse lungo il binario del cambiamento” realizzato per le ferrovie del Sud-Est nella fase di ammodernamento.



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