Le piante? Per saperle amare bisogna... toccarle
Vedere, annusare, toccare, conoscere le piante spontanee di Milano: un vero incontro fisico, per riconciliarsi con un patrimonio di verde ingiustamente trascurato. Questo il senso di "Adopt a piece of green from Milan", un progetto a lungo termine di valorizzazione e salvaguardia delle piante spontanee e delle malerbe di Milano, allestito presso lo spazio Verger, in via Varese, 1 (fino al 14 novembre).
Un patrimonio di verde a disposizione di una città affamata di verde, eppure perennemente preso di mira, tagliato, distrutto. Vittime di pregiudizi negativi, non tutte le piante spontanee sono in effetti presenze gradevoli. Alcune sono allergeniche. Altre segnano i limiti del degrado e dell'abbandono in città. Ma escluse le prime e coltivate le seconde in un contesto di cura e d'amore, ecco le erbacce svelare qualcosa di diverso: una bellezza inaspettata, e profumi, e colori.
Il progetto "Adopt a piece of green from Milan" ha esordito al London design festival, a settembre 2010, ed ora è arrivato in Italia arriva in Italia per un nuovo evento, cambiando il nome in "Meet a piece of green from Milan". Ma quali sono le piante spontanee di Milano? Daucus carota, verbascum phlomoides, verbena officinalis, amaranthus retroflexus, portulaca oleracea. "Vieni a incontrarle, a vederle e toccarle, a sentire il loro odore. Domani potrebbero essere il tuo giardino": "Meet a piece of green from Milan" è un’esposizione e un gioco, un catalizzatore di proposte ecologiche per combattere i pregiudizi sulle piante spontanee. Per mettere in gioco altro verde, a Milano. Perché community garden non sia più una parola straniera, domani.
Mostrare il valore nascosto delle piante spontanee, farle vedere con occhi diversi. Occhi pieni d'affetto. E di energie positive. Per inventare nuovi spazi verdi, pubblici e creati dal basso. Ad ideare l'installazione green sono stati Daniele Belleri ed Elena Comincioli sono un giornalista e una designer: un po' a Milano e un po' a Londra, classe 1985. Lavorano insieme con metodi e approcci diversi per produrre qualcosa di utile e civile. E che non annoi. Non un solo filone di ricerca, ma tanti progetti eterogenei. Lo sguardo di un giornalista attento all'urbanistica, alla sociologia e alla storia combinato con quello di una designer divisa tra prodotto, arte e antropologia. 
Spazio Verger: moda, design e green
LE IMMAGINI
LO SPAZIO VERGER - Verger è un marchio di maglieria, che ha aperto in zona Moscova uno spazio multi-realtà dove moda si combina con cibo, arte, design. Un posto dove presentare la collezione, stare al bar ristorante e ospitare eventi interessanti che combinano e contaminano vari temi.
LONDON DESIGN FESTIVAL - Adopt a piece of green from Milan ha fatto il suo esordio Oltremanica, in un evento del London design festival, a Soho, dal 16 al 26 settembre 2010. Quella volta ai nostri visitatori sono state lasciate in regalo le piante spontanee di Milano, in una cerimonia di adozione a cui hanno partecipato in tanti, e con entusiasmo: designer statunitensi, grafici olandesi e giornaliste britanniche, fino ai più curiosi e felici, i milanesi espatriati. Per la fase 2 del progetto, "Adopt a piece of green from Milan" cambia nome per qualche giorno e diventa "Meet a piece of green from Milan". Le piante spontanee di Milano, finalmente, si fanno vedere (e toccare) a casa loro.
I PROGETTI FUTURI - Quali saranno i prossimi passi? In cantiere c'è la mostra fotografica di un designer d'eccezione. E dopo, un concorso. E dopo ancora, Adopt a piece of green from Milan inizierà a girare la città, a farsi conoscere nei quartieri, a incontrare le realtà locali. Fino alla prossima primavera, quando un giardino estemporaneo, un pop-up community garden, andrà a colorare la città del Fuori salone 2011.
INFO: adoptapieceofgreen.wordpress.com; www.adoptapieceofgreen.com



"Polverini fascista e Ornaghi..."
Giulia Crespi contro i politici
A margine della sesta edizione de I luoghi del cuore, il censimento nazionale promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo (madrina Michelle Hunziker), Giulia Maria Mozzoni Crespi (Presidente onorario Fai) attacca la politica che non si cura dei "beni culturali" e soprattutto dei tesori naturali e ambientali che fanno la ricchezza reale del Paese. Poi se la prende con Passera e con la Polverini per la costruzione di una discarica a Villa Adriana a Roma: "Si comporta da fascista". GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA
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