Facebook ha rotto, meglio la storia. Oscar, esclusi gli italiani narcisisti...
Nessuno strappo, niente che non fosse prevedibile. La notte degli Oscar non sorprende, ma lascia gli amanti del cinema ricchi di spunti su cui riflettere. Hanno vinto, come previsto, le grandi narrazioni e le interpretazioni magistrali, come quelle di Colin Firth e Natalie Portman. Mentre guerre e rivoluzioni mettono il mondo a testa in giù, il nazionalismo anglosassone ha trasmesso (forse) qualche sicurezza, portando al successo una storia tutta europea e con essa un grande tempismo cinematografico.
"Il trionfo del Vecchio Continente" commenta qualcuno. Forse sì. Le radici, il vecchio mondo fatto di re e regine, in questo particolare momento storico rassicurano più della rivoluzione tecnologica di The Social Network. Non però completamente a scapito della sperimentazione. Nonostante la mancanza di un film della portata tecnologica di Avatar abbia fatto sembrare la giuria di Los Angeles poco sensibile al fascino del mondo virtuale, Inception ha vinto l’Oscar per gli effetti speciali. Ad aggiudicarselo sono stati Chris Corbould, Andrew Lockley, Paul Franklin e Peter Bebb: si tratta per loro della prima statuetta in carriera. E del resto si tratta di un Oscar molto meritato, viste le sequenze del film diretto da Christopher Nolan con protagonista Leonardo di Caprio.
Al contrario non si è nemmeno avvicinata al red carpet la grande distribuzione italiana. I film-fiction (li ha chiamati così Michelangelo Frammartino nell'intervista ad Affaritaliani.it), seriali e a volte un po' scontati nella fotografia che offrono della società italiana, dalla famiglia alle coppie (quasi sempre in crisi) non piacciono fuori dai nostri confini. Qualcuno li ha giudicati "produzioni troppo autoreferenziali": senza avere alle spalle una narrazione forte e strutturata, allettano solo i gusti degli italiani da sempre abili, per il narcisismo che li contraddistingue, a guardarsi nello schermo quasi fosse uno specchio per ridere dei propri difetti e crogiolarsi nelle proprie qualità. Così Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi, dotato di un supercast composto da Verdone, Bellucci, Scamarcio, Chiatti e De Niro al nostro botteghino ha incassato 2.949.077 euro nel weekend, battendo l'Oscar Black Swan. Ma si apre uno spiraglio. Niente a che vedere con i numeri realizzati da Zalone o Bisio nei mesi scorsi che hanno introdotto un nuovo elemento nella commedia, una comicità intelligente con punte di satira che fa apparire insipida la terza di tre puntate di un film che racconta come ci si innamora e come ci si lascia...

TUTTE LE IMMAGINI DELLA NOTTE DI LOS ANGELES (foto Olycom)
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"Polverini fascista e Ornaghi..."
Giulia Crespi contro i politici
A margine della sesta edizione de I luoghi del cuore, il censimento nazionale promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo (madrina Michelle Hunziker), Giulia Maria Mozzoni Crespi (Presidente onorario Fai) attacca la politica che non si cura dei "beni culturali" e soprattutto dei tesori naturali e ambientali che fanno la ricchezza reale del Paese. Poi se la prende con Passera e con la Polverini per la costruzione di una discarica a Villa Adriana a Roma: "Si comporta da fascista". GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA
Anche Giovanni Bazoli ha un luogo del cuore: "Una chiesa vicino al Teatro alla Scala, un luogo a cui non riesco a rinunciare quando vengo a Milano..."
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