Caravaggio rivive
di Laura Forno
Il 14 agosto alle 21.30, sulla balconata Belvedere di Porto Ercole, avrà luogo Caravaggio White Album il Dialogo, una conversazione fra Alessio Boni, che interpreterà il controverso artista lombardo, e Andrea Dusio, autore del libro che da’ il titolo allo spettacolo e a cui la pièce stessa è ispirata. L’intento è quello di dare una nuova chiave di lettura all’opera del Caravaggio, in cui siano messi in luce i suoi limiti pittorici, l’evoluzione artistica che passa attraverso un percorso sperimentale e il desiderio di innovazione nel raffigurare personaggi con una precisa identità, consuetudine ancora poco praticata a quei tempi, ribaltando un clichè che vuole Merisi soltanto artista maledetto, tormentato e tenebroso.
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“Il titolo Caravaggio White Album - dalla copertina provocatoriamente bianca - vuole mostrare sotto un’altra luce la figura di questo artista che viene sempre rappresentato in maniera un po’ fosca” spiega Andrea Dusio e continua: “In questo saggio ho voluto mostrare un lato inedito di Caravaggio, che è stato sempre poco analizzato: un pittore che è stato capace di costruirsi sia a livello tecnico che a livello contenutistico, quadro dopo quadro, per arrivare negli ultimi anni ai risultati che tutti possiamo ammirare. Uno dei punti deboli del giovane Caravaggio è la scarsa frequentazione del disegno e la poca dimestichezza con le bozze preparatorie dei quadri commissionati per le chiese, opere fino ad allora create senza intento riproduttivo della realtà, ma sostanzialmente decorativo. L’autore del Martirio di San Matteo inizia ben presto a riprodurre la realtà dal vero e a portare sulla tela immagini quotidiane, creando per la prima volta la profondità e il movimento attraverso un gioco di luci e ombre: il suo limite, almeno all’inizio, sono i quadri di respiro corale, con molti personaggi da rappresentare. Effettivamente, partendo dalla riproduzione della figura singola, si arriva prima a tavole con due figure, poi con tre, I bari, ad esempio, e alla fine a tele affollate da personaggi, come il suo ultimo dipinto, il Martirio di Sant’Orsola, dove anche la dimensione temporale dell’episodio è compressa all’interno dell’immagine”.
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Il pittore, nel Seicento, per il suo ruolo preminente e legato agli ambienti ecclesiastici, svolgeva il ruolo di comunicatore e divulgatore dei messaggi della Chiesa al popolo: per questo, volendo azzardare un paragone, l’artista lombardo potrebbe essere paragonato a Oliviero Toscani, per la forza e il crudo realismo nella rappresentazione della realtà. Caravaggio, poi, ad un certo punto della sua carriera, arriva a svolgere un vero e proprio ruolo di mediatore, soprattutto a livello concettuale, fra committente e oggetto rappresentato.
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“La mia scommessa”, insiste Dusio, “è quella di raccontare quello che ancora non è stato detto, senza sensazionalismi e inutili clamori”. Lo spettacolo fa parte di una serie di iniziative organizzate in occasione della mostra Michelangelo Merisi da Caravaggio “Chiuder la vita”, dove si può ammirare San Giovanni Battista proveniente da Galleria Borghese, mostra che dal 18 luglio al 18 agosto è ospitata nella Chiesa di Sant’Erasmo a Porto Ercole. “Effettivamente” continua Dusio, “accanto al quadro, inizialmente erano previste delle tele di Luca Samorì, un artista contemporaneo, ma dalla Sovrintendenza di Roma è arrivato un rifiuto e accanto alla tela, oggi, ci sono La Maddalena penitente e San Giovanni Battista sdraiato, le tre opere che Caravaggio trasportava nel suo ultimo viaggio da Roma a Milano. Nato da un’idea di Stefania Stecca, una delle ideatrici della mostra, con Cooper Editore, Caravaggio White Album Il Dialogo vede la presenza in scena di due attori, che si muovono in un contesto di immagini, musiche e letture di alcune pagine del libro.
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