"Buttarsi", un romanzo appassionante e disperato
di Luca Rappazzo
LO SPECIALE

La copertina
“Buttarsi” è la storia di Bruno, l’alter ego di Dan Fante (figlio del grande John), una persona tormentata dal ricordo paterno che oltre all’amore per la letteratura e la scrittura gli ha trasmesso il fardello dell’eterna insoddisfazione. Una mail e cinque anni di duro lavoro da buttare: l’editore decide di sospendere la pubblicazione dell’ultimo suo libro e il protagonista non può far altro che arrendersi alla voce nella sua testa, rinonimata Jimmy, che gli ricorda in ogni momento della sua vita di essere un fallito. E’ per placare Jimmy che Bruno è diventato alcolizzato e dipendente da psicofarmaci. L'unica cosa che Bruno ama al mondo e che lo fa stare in vita è la scrittura quotidiana di brevi racconti.

In preda alla disperazione Bruno incrocia David Koffman, suo ex ricco capo che gli offre di lanciare a Los Angeles la Dav-K, una società di noleggio limousine che scarrozza rockstar, attori e ricconi di Hollywood. Un ambiente che Bruno alla lunga non riesce a sopportare, ma deve sforzarsi di frequentare. Alla fine l’alcool e gli psicofarmaci prendono il sopravvento e Bruno precipita negli abissi dell’ossessione: inizierà addirittura a possedere sessualmente Portia, la tanto odiata segretaria. Una vita alla deriva, senza scopo, folle, in cui si susseguono in rapida successione momenti esaltanti e ricadute profonde.
![]() Dan Fante |
La scrittura risente notevolmente di questa realtà che appare ambigua e nasconde verità profonde, nette. I giri di parole non servono, le cose vengono chiamate con il proprio nome, al di là delle emozioni e paure che possono trasmettere. Il risultato finale è quel senso di disperazione profonda, in una spirale di chiaro e di scuro, di alternanza di paradiso e inferno, che disorienta il lettore.



"Polverini fascista e Ornaghi..."
Giulia Crespi contro i politici
A margine della sesta edizione de I luoghi del cuore, il censimento nazionale promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo (madrina Michelle Hunziker), Giulia Maria Mozzoni Crespi (Presidente onorario Fai) attacca la politica che non si cura dei "beni culturali" e soprattutto dei tesori naturali e ambientali che fanno la ricchezza reale del Paese. Poi se la prende con Passera e con la Polverini per la costruzione di una discarica a Villa Adriana a Roma: "Si comporta da fascista". GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA
Anche Giovanni Bazoli ha un luogo del cuore: "Una chiesa vicino al Teatro alla Scala, un luogo a cui non riesco a rinunciare quando vengo a Milano..."
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