Booktrailer, prima che il libro diventi film...
Venerdì, 26 novembre 2010 - 17:05:00
Il mondo dei libri è in continua evoluzione, l'argomento del momento è l'ebook, ma il problema rimane sempre lo stesso: far conoscere le nuove opere e venderle. Pubblicità? Esposizione in libreria? Presentazioni letterarie? Interviste e recensioni? Certo, si fa tutto questo. Ma la nuova frontiera della comunicazione libraria si chiama booktrailer.
Nell'epoca di internet, della comunicazione sui social media, il video virale è il metodo più economico, veloce e di appeal per promuovere un prodotto. Anche un libro. L'ultimo caso italiano è quello di Berlino Sono Io (www.berlinosonoio.com), il nuovo romanzo di Alessandro Rimassa (www.alessandrorimassa.com), già autore di Generazione Mille Euro.
"Con il libro precedente eravamo partiti dalla diffusione gratuita sul web, con Berlino Sono Io sono tornato su internet con il booktrailer: è un modo efficace per comunicare il sentiment del romanzo, per appassionare il lettore senza dover raccontare la storia, ma solo comunicando emozioni".
Ma oggi come si realizza un booktrailer? «Bastano pochi mezzi, non serve un investimento astronomico» spiega Fabrizio Tommasini, sceneggiatore di Berlino Sono Io: «Soprattutto sono necessarie l'idea e il coinvolgimento dello scrittore, si deve trovare empatia». Concetti ribaditi dal regista, l'eclettico filmmaker Ray Banhoff (www.raybanhoff.com): «Ho girato con la Canon 5D, una macchina fotografica che utilizziamo anche per i video di altissima qualità, i colori che ti garantisce sono superiori a quelli di qualsiasi telecamera. Il nostro lavoro consiste nel rendere visivamente ciò che il romanzo racconta, per questo con il mio staff faccio molte riunioni con lo scrittore».
Per un editore l'investimento non è alto, si va dai 1.500/2.000 euro fino, per i booktrailer che coinvolgono più attori o effetti speciali, ai 3.500/4.000. Oggi, in Italia, ci credono però ancora poche case editrici, ancorate troppo spesso a sistemi di comunicazione tradizionali, se non addirittura sorpassati. Nonostante i booktrailer si stiano diffondendo su YouTube e Facebook e ci sia un portale dedicato: www.booktrailers.eu. Se quello di Rimassa per Berlino Sono Io è uno degli esempi italiani più interessanti, di grande forza empatica è anche il booktrailer dell'ultimo libro di Bret Easton Ellis, Imperial Bedrooms.
Sono, entrambi, esempi paragonabili ai videoclip: «Io ritengo sia la soluzione migliore, anche se esiste un'altra possibilità, cioè quella di realizzare dei cortometraggi: però in Italia troppo spesso rischiano di diventare piccole sitcom mal riuscite, quindi è necessario andarci coi piedi di piombo. Su creatività e immagine, invece, il nostro livello non si discosta da quello degli americani» afferma con cognizione di causa Banhoff. Altro esempio originale è il booktrailer di J.A.S.T.: in questo caso la computer grafica prende il sopravvento.
«Crediamo sia un settore ancora da esplorare in Italia, ma di certo con la diffusione dell'ebook gli editori dovranno farsene una ragione e iniziare a produrli per tutti i libri» spiega Tommasini. Che conclude sottolineando la differenza con le trasposizioni cinematografiche: «Sono differenti, per il booktrailer si cerca di valorizzare il lavoro dello scrittore e comunicare al potenziale lettore i valori e i contenuti del romanzo. Così abbiamo fatto con Berlino Sono Io e credo il risultato sia ottimo. Quando invece lavoriamo sulla versione cinematografica è normale stravolgere il libro, perché lì si va a costruire e raccontare un'altra storia». Con buona pace degli scrittori.



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