L'isola, il lino, il bianco: 100% Capri. La forza di un'idea che va nel mondo

Lunedì, 18 ottobre 2010 - 11:00:00

Prima ha scelto l'isola di Capri, poi il lino, poi il bianco. Un'idea specifica, una sola possibilità. In un mondo in cui l'offerta si moltiplica e le aziende cercano di diversificare, Toni Aiello con il suo marchio 100% Capri è andato controcorrente. Ha messo in atto una progressiva riduzione del campo di scelta: per il suo business poteva rivelarsi un limite, invece è stata la chiave del suo successo e gli ha aperto le porte del mondo. 

One issue, insomma. Ma di qualità, ricco di storia e di fascino made in Italy. Per lui che viene da Sorrento e da una tradizione familiare di sartoria napoletana, la folgorazione è avvenuta sull'isola nel 2000. "Ho immaginato personaggi come Curzio Malaparte, Vittorio De Sica, Onassis, Jacqueline Kennedy - racconta Aiello - . Tutti indossavano dei bei completi di lino bianco oppure i famosi capri pants. La storia di questa stoffa era intrinsecamente legata a quella dell'isola e del glamour italiano. Non dovevo fare altro che raccoglierla e rivisitarla in chiave moderna, senza però anteporre il nuovo brand alla cultura che gli stava dietro".


LE IMMAGINI

Così è nato 100% Capri, che "oggi - grazie alle nuove tecnologie - è in grado di offrire quindici diverse qualità di materiale, dal waterproof linen alla garza di lino. Bianco è il colore indiscusso, con qualche tocco di beige e di chocolate, soprattutto per la sera. Abbiamo la linea uomo, donna, bambino, ma anche quella per la casa". Aiello 'veste' persino le barche e gli aerei. Il tutto per un fatturato che nel 2010 si aggirerà sui 20 milioni di euro e una presenza internazionale in tutto il mondo. Da Capri all’affascinante Hotel de Russie a Roma, da St. Barthelemy – elegante e raffinata isola delle Antille francesi – a Bal Harbour in Florida, nel mall più lussuoso degli Stati Uniti, il Bal Harbour Shops, dalla Sicilia, all’interno del prestigioso Verdura Golf,  a Cape Town. In programma aperture anche ad Abu Dhabi e Hong Kong.

"Pensiamo a un target di clienti che amano il lifestyle e la bella vita, che trascorrono l'estate a Capri e l'inverno a Saint Moritz, facendo incursione anche ai Caraibi. Persone a cui piace spendere, ma che chiedono innanzitutto qualità", spiega Aiello. "Ho puntato il focus dritto al lino, perché volevo che con 100% Capri nascesse un binomio inscindibile, un po' come si fa con l'auto di lusso rossa e il marchio Ferrari".

antonino aiello e finazzer[1]
Toni Aiello e le ragazze di 100% Capri, insieme all'assessore milanese Finazzer Flory, alla mostra Jazz & Models" del fotografo Marco Glaviano (Museo della Moda, Milano) 

Il bianco è il colore principe per Aiello, ma in realtà la sua è un'azienda in rosa: ottantacinque ragazze, praticamente il totale dei suoi dipendenti, sono impegnate nelle diverse boutique del mondo. Per tutte, anche per le straniere, un training iniziale a Capri, per respirare "l'aria dell'isola" da portare poi in ogni angolo del globo. "Le nostre boutique sono ambiente accoglienti, caldi e familiari, dove si sente il rumore in diretta del ferro da stiro anziché la musica di sottofondo".  

Infine, un consiglio ai giovani imprenditori: "Bisogna guardare al mondo, che oggi è piccolissimo, il business dev'essere worldwide. Non a caso per 100% Capri ho scelto l'immagine della Terra avvolta nel lino. Oggi il costo dei trasporti aerei è abbattuto dell'800 per cento rispetto a non molti anni fa. Se prima solo le multinazionali potevano permettersi di prenotare voli che costavano milioni di lire, oggi anche i piccoli imprenditori possono permettersi biglietti per qualche centinaio di euro. Consiglio anche di sfruttare al massimo le nuove tecnologie e di produrre in Italia, per vendere poi all'estero. Il made in Italy resiste nel mondo, perché dietro il prodotto c'è la storia".

Maria Carla Rota

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