La storia di Abel, cittadino del mondo, al Rototom per testimoniare la libertà
Affaritaliani.it incontra Abel tra le vie del XVII Festival Sunsplash a Benicàssim. Ci sorride e ci racconta la sua storia: "mantenido un burro y un carro, en la actualidad tengo mas… " (avevo un asino e un carro, ora non li ho più..). Nel foglio che tiene in mano c'è il disegno di un asino che traina un carretto con un'insegna segnaletica con la scritta "ABSURDISTAN". Tutti conoscete la famosa favola dei musicanti di Brema, frutto della fantasia dei fratelli Grimm. Le vicissitudini di Abel assomigliano molto alla fiaba tedesca per lo svolgimento del viaggio. I suoi compagni di strada sono la sua famiglia.
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Nato a Budapest il 3 ottobre 1979, è rimasto nella capitale ungherese solo fino all'età di tre anni. I suoi genitori, Ulveczky Gabor (designer) e Bereczi Katalin (insegnante d'arte) decisero di fuggire dalla Repubblica Popolare d'Ungheria per le eccessive pressioni del regime comunista a discapito degli artisti. Abel insieme alla sorella minore Rachel trovarono nuova dimora a Parigi. Certamente la città ideale per una famiglia estrosa come gli Ulveczky. Compiuti gli impegni scolastici secondari, Abel decise di iscriversi alla Facoltà di Filosofia a Parigi. Visti gli scarsi risultati e l'eccessivo desiderio di voler conoscere il mondo, decise di partire per il suo paese natio per ritrovare le proprie origini. "Avevo 20 anni, -commenta Abel- la vita che conducevo non mi apparteneva. Volevo comprendere e conoscere il Paese in cui sono nato. Essendo così piccolo, quando i miei decisero di fuggire dall'Ungheria non avevo alcun ricordo della mia infanzia". Poiché l'Ungheria aveva mantenuto un particolare conformismo verso l'arte e la creatività alternativa di Abel - che da qualche tempo aveva incominciato a dipingere- egli non fu compreso ed apprezzato e decise nuovamente di fuggire. Questa volta, per proprio desiderio. "Ero venuto a conoscenza di un Festival in Romania chiamato "Arcobaleno", dove chiunque volesse offrire la propria arte ne era il benvenuto. Un vero e proprio scambio di competenze e segreti di ogni tipo di creatività: dalla pittura,alla scultura,alla clowneria, al teatro e alla musica".
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Da quell'incontro si è formato un gruppo di 15 artisti, tra i quali Abel ricorda il chitarrista Nico (Spagna). "Nico mi ha sempre colpito per l'energia che manifestava con la propria chitarra -dice Abel-". Insieme hanno girato la Grecia e la Francia come artisti di strada per 5 anni, Abel ha iniziato a suonare l'armonica e a fare spettacoli con le marionette. Ogni giorno un incontro, un'esperienza, un luogo da conoscere. Una volta ritornato a Parigi ha ritrovato altri conoscenti che aveva lasciato una volta partito per la Bulgaria. Dalla rimpatriata ne è nata un' altra avventura con 35 partecipanti, di cui 4 bambini. Con la bicicletta hanno attraversato Turchia, Marocco, Bulgaria, Germania, Francia e Spagna. Una volta giunto nella penisola iberica Abel ha deciso di stabilizzarsi a Tarragona. I suoi amici gli hanno voluto regalare un asino ed un carro per muoversi lungo i suoi viaggi. Tre mesi fa il suo amico a 4 zampe è scappato di notte fino al centro della città. Una volta individuato dalla polizia, Abel non ha potuto riscattare il suo fedele compagno di viaggio poiché per possedere un quadrupede così grande ci sono delle leggi statali per le quali bisogna mantenere un certo rigore nel mantenimento.
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"Io sono cittadino del mondo, -sostiene Abel- non mi voglio rinchiudere in nessuna tipologia di appartenenza. Sono in parte rastafariano, punk, hippie. Sono una persona libera. Mi mantengo attraverso i miei dipinti, gli spettacoli di musica e con le marionette. Chiunque mi voglia sostenere mi può scrivere. Questa è la mia mail cyclofreaks@yahoo.fr . Ognuno di noi ha la sua vita, la mia scelta è quella di stare sulla strada, sempre in cammino. Tante persone rimangono impressionate dal mio vagabondare, ma il mondo è grande ed io lo voglio conoscere". Forse qualcuno penserà che la storia di Abel ed il suo asino siano un pura follia. Il suo coraggio di non arrendersi ad alcuna difficoltà e la sua curiosità di conoscere devono farci meditare sul significato che attribuiamo alla nostra esistenza. Se incontrerete Abel, donategli un sorriso. Non si sentirà più solo e sarete un suo compagno di viaggio.
Ivan Vadori



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