Abruzzo/ Le testimonianze choc dei terremotati: "Per tre ore sotto le macerie"
"E'un panorama spettrale quella che avvolge l'Aquila. E' sommersa di macerie è avvolta da una patina bianca derivante dai calcinacci e dai crolli che l hanno devastata. Si sentono voci, urla e lamenti. Si scava ancora, con le mani nude, in particolare vicino alla casa dello studente. Il bilancio cresce e si estende l'aerea del disastro"
. A parlare è il direttore del giornale Il Centro Lugi Vicinanza. A poche ore dalla terribile scossa che ha colpito l'Abruzzo alcuni testimoni raccontano la loro esperienza. Come Vittorio Perfetto, giornalista de Il Centro, che al momento della scossa di terremoto che ha devastato L'Aquila era nella sua casa nella zona di San Domenico, in centro città ha dichiarato: "Siamo usciti, crollava tutto. Era tutto pieno di macerie". "Un'atmosfera spettrale" 
Il direttore del Centro Luigi Vicinanza racconta a caldo la situazione qual è la situazione all'Aquila dopo la scossa di terremoto. "Per le strade si sentono voci, urla, lamenti".
"Sono rimasto per tre ore sotto le macerie. Non riuscivo a liberarmi. Fortunatamente due travi hanno impedito al muro di crollarmi addosso": Guido Mariani, 23 anni, studente di energia elettrica, ha gli occhi sgranati per lo shock, le mani e le ginocchia piene di lividi ed escoriazioni che si è procurato quando i soccorritori lo hanno estratto da una montagna di detriti. Accanto a lui il cadavere del suo amico e coeateo con cui divideva l'appartamento da due anni, nel centro dell'Aquila, in via XX settembre, la zona più colpita dal sisma di stanotte. "I soccorsi sono arrivati dopo più di tre ore", accusa Guido, mentre il padre della vittima si inginocchia a prega davanti alla salma del figlio: "Questa è una città piena di caserme eppure mi hanno tirato fuori i cittadini scavando a mani nude. Gridavo e invocavo aiuto", continua il giovane studente, "sentivo il mio cellulare squillare ma non riuscivo a raggiungerlo. Finalmente si è aperto uno spiraglio, delle mani si sono sporte, mi sono aggrappato e sono venuto fuori. Nella palazzina dove abito c'erano una ventina di appartamenti. Non so quanta gente è ancora lì sotto. Di fronte una scena da incubo: soccorritori scavano con le pale a mani nude, spostando i detriti alla ricerca di corpi o superstiti". Altri mettono in evidenza la tempestività dei soccorsi. Un testimone dichiara: "Scosse di assestamento, la terra trema ogni cinque minuti"
Un testimone, intervistato dal quotidiano online Ilcentro.it: "E' stata una cosa drammatica: abbiamo sentito 2 scosse che ci sono state prima, non ricordo neanche gli orari, poi abbiamo saputo che una era di magnitudo 3.9 e eravamo tranquilli. Alle 4 di questa mattina invece siamo stati svegliati da una scossa fortissima, crollava tutto, venivano giù intonaci, mobili, veniva giù di tutto. Io abito in una delle zone più storiche dell'Aquilla, vicino al convento di San Domenico. Eravamo tutti e quattro (io, mia moglie e i nostri due figli) a letto, mio figlio non riusciva a uscire dalla sua stanza perché si era deformata la porta. Siamo scesi dalle scale con tutta la roba che ci crollava addosso. Mio figlio di 15 anni e mia figlia di 24, stavano nelle loro camerette. Le scale fuori erano bloccate da un mobile che si era messo di traverso. Siamo scappati di corsa, scalzi, coi piedi feriti. Quando siamo arrivati al piano di sotto era già tutto pieno di macerie. E' stato un miracolo. Quando siamo arrivati in strada c'è stata un'altra scossa fortissima, abbiamo rischiato di prenderci la roba che ci cadeva addosso dai tetti: intonaco, mattoni, di tutto. Siamo riusciti a fare 50, 60 metri di strada, miracolosamente".
MUORE ABBRACCIATA AI FIGLI- Tra le vittime del drammatico terremoto che ha colpito L'Aquila e i comuni limitrofi c'è anche una mamma, morta abbracciando i due figli. I tre sono stati ritrovati, abbracciati, nel letto di casa dai soccorritori e probabilmente sono morti colpiti dalle macerie. La mamma e i due bimbi abitavano in un palazzo di quattro piani in via Campo di Fossa, una traversa di via XX Settembre, che si è letteralmente sgretolato su se stesso. Via XX Settembre è la più colpita.
LA BIMBA SALVATA- Dalle macerie di un'abitazione crollata in località San Gregorio (L'Aquila) è stata estratta viva una bambina di due anni mentre la mamma è morta nel tentativo di fare scudo con il proprio corpo alla piccola, lo riferiscono fonti dei vigili del fuoco.
I vigili del fuoco hanno immediatamente organizzato il trasferimento della bambina in elicottero verso il primo ospedale disponibile. Alcuni tecnici dei pompieri si stanno recando in questa ore all'Aquila per effettuare una serie di verifiche di stabilità agli edifici.



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