Sanità Usa/ La riforma? Slogan a parte le assicurazioni americane già pensano ai futuri profitti
Va ricordato infatti che al momento sono del tutto privi di una qualche forma di assistenza sanitaria circa 46 milioni di statunitensi e che Obama non punta certo a una sanità pubblica "all'europea" (e tanto meno "all'italiana"). Semplicemente vuole evitare che chi paga per decenni premi alle proprie compagnie si trovi poi sprovvisto di ogni copertura al momento della malattia per contestazioni formali che fanno il gioco solo del contraente più forte, cosa al momento per nulla infrequente. Per riuscirvi Obama propone una sorta di mercato delle assicurazioni in cui le diverse offerte (private) potranno essere confrontate tra loro dagli assicurati e una polizza minima a basso costo, la cui copertura sarebbe poi incrementabile ad personam in base alle esigenze e possibilità del singolo assicurato.
E il ruolo pubblico? Sarebbe confinato alla nascita di una cassa il cui compito non sarebbe tuttavia quello di una mutua e dunque non farebbe concorrenza ai privati, bensì offrirebbe sostegno per contenere i costi e allargare il mercato, andando dunque a coprire quelle fasce di mercato che le imprese assicurative giudicano non redditizie e per le quali non propongono dunque alcuna soluzione. In cambio gruppi come Amerigroup Corporation, WellCare, Centene, Molina o United Health Care, tutte specializzate in polizze sanitarie che rientrano tra quelle previste dai due programmi federali, Medicare e Medicaid, che dagli anni Sessanta in avanti hanno garantito una qualche forma di prevenzione e cura ad anziani, disabili e poveri che scelgono di aderire al sistema, si ritroveranno ciascuna con alcune centinaia di migliaia se non di milioni di nuovi sottoscrittori.
La battaglia di Obama, insomma, si gioca attorno a "slogan" ideologici ed accuse incrociate da campagna elettorale più che da dibattito civile come vorrebbe il presidente, ma tutto ciò altro non serve se non a nascondere agli occhi dell'opinione pubblica il vero gioco sottostante, quello della spartizione dell'immenso e redditizio mercato della sanità a stelle e strisce tra i principali gruppi assicurativi americani e questo gioco neppure Obama può pensare di eliminare, potendo semmai tentare di indirizzarlo verso obiettiivi coerenti con la sua politica economica e sociale.



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