Sanità Usa/ La riforma? Slogan a parte le assicurazioni americane già pensano ai futuri profitti
Di Vanni Morotti
Saranno anche immorali, come le ha definite la leader democratica alla Camera Nancy Pelosi, ma le grandi compagnie americane specializzate nel settore delle polizze sanitarie sembrano destinata a trarre i maggiori vantaggi dalla riforma sanitaria che il presidente americano Barack Obama cerca faticosamente di varare anche a costo di scendere a compromessi rispetto alla formulazione iniziale, dopo gli assalti al grido di "non vogliamo un'assistenza medica socialista" subita da parte di numerosi esponenti repubblicani e dei dubbi che pure sono a lungo serpeggiati tra i democratici.
Del resto Obama, politico che dietro alla facciata riformista "alla Kennedy" coltiva da anni buoni rapporti con le principali lobbies americane, come hanno confermato alcune nomine effettuate in questo primo scorcio di mandato, sa che può sperare di modificare il sistema, ma non di abbatterlo e rifondarlo da zero, troppi essendo gli interessi in gioco. Così chi si è preso la briga di studiare i possibili effetti della riforma che Obama propone e che sostanzialmente mira ad estendere la copertura sanitaria del programma Medicaid ad una più amplia platea di americani, ha fatto due calcoli scoprendo che la nuova normativa potrebbe portare a 10 milioni di nuovi assicurati.



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