Bacchettate/ Risparmio gestito, debacle senza fine ma per Assogestioni sembra quasi un trionfo
Formidabile Assogestioni: ad agosto il risparmio gestito italiano registra l’ennesima debacle e chiude con una raccolta netta negativa per 2,6 miliardi di euro, che porta il deflusso netto da inizio anno a -88,223 miliardi di euro, ma per l’associazione che riunisce le società di gestione italiane è quasi un trionfo, che un comunicato sottolinea parlando di “netto rallentamento dei deflussi” ed inneggiando al “patrimonio che torna a crescere, superando abbondantemente i 501 miliardi di euro” (dai 499,8 di fine luglio e rispetto ai 1.053 miliardi di fine 2007).
Per tipologia, il mese di agosto, si rallegra Assogestioni, “è segnato dal ritorno in positivo delle sottoscrizioni per i fondi di Liquidità. La categoria raccoglie 418 milioni di euro e chiude il mese con un patrimonio in crescita che si attesta a quota 92,5 miliardi, pari al 18,4% delle masse investite in fondi aperti”. Dunque a quasi un quinto di coloro che affidano i loro risparmi ai gestori italiani non viene proposta soluzione migliore che parcheggiare i capitali in fondi che altro non fanno che investire in prodotti monetari. Forse sarebbe meglio parcheggiare gli stessi capitali in conti correnti che molte banche online remunerano profumatamente a costo zero o molto bassi, ma questo i collocatori si guardano bene dal dirlo ai clienti.
Per i prodotti Flessibili il bilancio tra riscatti e sottoscrizioni è negativo per soli 21 milioni di euro, segno forse che ci si torna ad affidare alla bravura dei gestori puntando su prodotti meno legati ai benchmark. Peccato che il patrimonio di tale categoria, 61,5 miliardi di euro, meno del flusso di riscatti netto da inizio anno ad oggi, rappresenti solo il 12,3% degli asset complessivi. I fondi Bilanciati accusano deflussi netti per 298 milioni di euro con masse in gestione che risalgono a quota 23,3 miliardi di euro (ma restano il 4,6% del totale).
Dopo gli abbondanti deflussi registrati nei mesi scorsi, i fondi Azionari “chiudono agosto con una raccolta di -395 milioni di euro ed un patrimonio di 103,9 miliardi di euro, pari al 20,7% delle masse complessive investite in fondi aperti”. Dodici mesi or sono il patrimonio era pari a 155,433 miliardi, ma rappresentava solo il 14,3% del totale: insomma, mentre i mercati venivano giù a piombo le solerte società di gestione facevano liquidare tutto meno i prodotti maggiormente investiti dalla crisi in atto, complimenti per la strategia.
Per i fondi Obbligazionari il bilancio delle sottoscrizioni è negativo per oltre 1,8 miliardi mentre il patrimonio, pari al 37,3% del totale, è di oltre 187,3 miliardi di euro. Un dato che si commenta da solo, tanto più alla luce dello sforzo commerciale per piazzare polizze e prodotti a capitale garantito coi quali i capitali raccolti vengono ugualmente indirizzati in investimenti obbligazionari, ma con commissioni di collocamento e gestione mediamente molto più alte che non sui fondi comuni.
E i prodotti “alternativi”, gli Hedge fund? Subiscono ad agosto riscatti pari a 499 milioni i riscatti, la categoria così “accusa da sei mesi deflussi che hanno portato il patrimonio a quota 33 miliardi di euro (6,6% del totale)”, rispetto ai 35 miliardi con cui si era chiuso il 2007, quando però pesavano la metà di oggi, il 3,3% del totale (ed anche in questo caso la clientela è stata convinta a tenere in portafoglio prodotti più rischiosi in un momento in cui i mercati aumentavano il premio per il rischio).



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