Bacchettate/ Banche, non tutto è oro quel che luccica: dopo le trimestrali la borsa premia Hsbc, boccia Rbs
In ogni situazione di mercato a fare la differenza sono gli uomini e le loro competenze: non sfuggono a questa regola neppure i bilanci delle grandi banche europee, che pur essendo generalmente in ripresa nel primo trimestre dell’anno, come quelli delle loro controparti americane, mostrano risultati attuali (e prospettici) alquanto differenti tra loro. Così oggi tra due colossi come Hsbc, prima banca europea sempre più col cuore e la testa in Asia (il Ceo, Michael Geoghegan, è andato a dirigere il gruppo dalla sede di Hong Kong) e Royal Bank of Scotland (dopo il salvataggio pubblico dello scorso anno all’83% in mano a Tesoro britannico) a convincere maggiormente è il primo gruppo.
Hsbc, che non pubblica dati esaustivi a livello trimestrale ma solo semestralmente, ha fatto sapere di aver chiuso il trimestre con risultati “molto buoni”, “di molto superiori” tanto a quelli del primo trimestre 2009 quanto a quelli degli ultimi tre mesi dello scorso anno, e che hanno visto il ritorno all’utile operativo per le attività Usa, nonostante continui a pesare la “disastrosa” acquisizione di Household International (il cui valore è stato svalutato di altri 5,6 miliardi di dollari a 73,3 miliardi). L’esposizione verso i bond di Atene, ha aggiunto l’istituto, è di “soli” 1,5 miliardi di euro, un livello ritenuto accettabile dal management, mentre il Tier1 si è ridotto all’11,1% e il Core Tier 1 ratio al 9,7%, ma la prima banca d’Europa si è detta ottimista e scommette sulla ripresa asiatica come traino per i risultati 2010.
In casa Rbs la musica è leggermente diversa: l’istituto è tornato a segnare un utile operativo pari a 713 milioni di sterline a fine marzo (dopo la perdita di 1,5 miliardi accusata nel trimestre precedente), ben oltre i 179 milioni di utile di un anno prima. Sul risultato ante-imposte, in rosso di 21 milioni di sterline, ha tuttavia pesato, tra l’altro, l’esborso pari a 500 milioni di sterline legato all’assicurazione statale contro perdite su crediti. In frenata anche gli utili dalle attività di banca d’investimento: 1,47 miliardi di sterline contro i 3,47 miliardi dello stesso periodo del 2009.
A parziale consolazione, anche le svalutazioni e rettifiche su crediti appaiono in calo, a 2,68 miliardi contro i 3,1 miliardi di tre mesi prima (e infatti l’utile ante rettifiche sale da 1,48 a 3,56 miliardi di sterline), con la ripresa globale che “aiuta le rettifiche a calare un po’ più rapidamente del previsto” come ha dichiarato Stephen Hester. Il quale ha però subito aggiunto che eventuali imprevisti potrebbero portare ad una nuova crescita delle svalutazioni. Risultato: mentre sul listino londinese il titolo Hsbc guadagna oltre il 2%, la City punisce Rbs con un calo prossimo agli 8 punti percentuali. A dimostrazione che la fortuna sarà cieca, ma i mercati vedono benissimo le differenti abilità in termini di management delle società quotate.



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