Bacchettate/ Anche con quotazioni del greggio in calo l’Opec può solo che sorridere
| Ciclone subprime/ Ubs perde 358 mln di franchi nel secondo trimestre. Al via il piano anti-crisi: 3 unità di business Market movers/ Chiusura in calo per Piazza Affari. Boom di Seat +18% |
E invece no: l’International Energy Agency ha confermato stamane le proprie stime sulla domanda di petrolio per l’anno in corso, alzando persino quelle per il 2009. Per l’anno in corso, dunque, secondo gli esperti dell’agenzia parigina, la domanda è confermata in crescita dello 0,9% rispetto al 2007 a 86,9 milioni di barili al giorno, mentre nel 2009 l’agenzia si attende ora una crescita ulteriore dell’1,1% a 87,8 milioni, ossia una domanda superiore di 70.000 barili al giorno rispetto a quanto finora previsto. Non sarà allora per questo che, pur piangendo “calde lacrime” l’Opec ha deciso di mantenere immutata la propria produzione, attualmente sul record storico di 32,6 milioni di barili di petrolio al giorno?
Di sicuro la situazione, che pesa ogni giorno di più sui bilanci di famiglie e imprese dei paesi sviluppati, non può che far felici i produttori dell’oro nero, visto anche le scarse alternative disponibili nell’immediato in materia di fonti energetiche. Grazie all’impennata dei prezzi del petrolio nel solo primo semestre l’Opec ha guadagnato quanto nell’intero 2007. In questa prima metà hanno infatti i paesi dell’organizzazione viennese hanno incassato 645 miliardi di dollari, mentre lo scorso anno ne incassarono in tutto 671 miliardi. Se tutto andrà bene (per i produttori), a fine anno la bolletta petrolifera staccata dall’Opec potrebbe essere di 1.245 miliardi di dollari.



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