Bacchetatte/ L’Opec è tentato dal tagliare la produzione per far risalire il prezzo del greggio

Lunedì, 8 settembre 2008 - 15:45:00

Prezzi del greggio di nuovo in rialzo stamane, con il future sul Wti per consegna ottobre che poco prima dell’apertura della seduta oscillava sopra i 107,6 dollari al barile al Nymex, alla vigilia del vertice dell’Opec che domani potrebbe decidere un taglio alla produzione. Venerdì il future sul greggio aveva chiuso la settimana a New York a 106,23 dollari al barile.

Livelli lontani, certo, dal record di oltre 147 dollari al barile visto a luglio, ma non tali da far passare sotto silenzio l’eventuale decisione del cartello viennese, che così si trova di fronte a una scelta: o gettare la maschera, e dichiarare esplicitamente di voler porre un pavimento al calo dei prezzi che per alcuni potrebbe proseguire, rebus sic stantibus, anche nel 2009 visto il rallentamento dell’economia mondiale e il previsto incremento della produzione dei paesi non-Opec, o fare buon viso a cattivo gioco e richiamare solamente a un maggior rispetto delle quote da parte dei suoi aderenti (l’Arabia Suaudita da mesi sta pompando più di quanto formalmente assegnatole).

Se prevarrà la tentazione di far risalire rapidamente i prezzi attorno a quei 120 dollari al barile che molti ministri del petrolio sembravano considerare un “fair price” per l’oro nero, il rischio è che il consumo di petrolio si riduca ancora più rapidamente di quanto non stia accadendo ora che il lieve ribasso dei prezzi dei carburanti alla pompa (almeno negli Usa, visto che in Italia proseguono le consuete polemiche sul mancato riadeguamento all’ingiù dei prezzi della benzina) sta inducendo una minima ripresa dei consumi.

Nel frattempo i signori del petrolio diversificano quanto più possibile, il che vuol dire che acquistano, spesso senza neppure contrattare sul prezzo, immobili in tutto il mondo, da New York a Milano, per non parlare di quote di banche e imprese o finanche l’utilizzo di marchi della grande cultura mondiale come il Louvre o il Gugghenheim. Per far sì che, vada come vada, gli ingenti guadagni accumulati in questi ultimi due anni non svaniscano in una nuvola di gas di scarico.

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