Bacchettate/ Obama vuole cambiare Wall Street? Legga il Gattopardo prima di iniziare il lavoro

Martedì, 20 gennaio 2009 - 14:17:00


Di Vanni Morotti


Barak Obama
Non è solo in Italia che tutto cambia perché nulla debba mutare realmente, per parafrasare Il Gattopardo di Tommaso di Lampedusa, lettura che consigliamo al nuovo presidente degli Stati Uniti che oggi si insedia a Washington. Un articolo di Mario Platero da Washington per Il Sole 24 Ore riferisce di un party organizzato ieri da Jane Hartley, già consigliere sotto l'amministrazione Carter, attuale presidentessa dell'Observatory Group, che si autodefinisce una "società di consulenza economica e finanziaria in grado di realizzare analisi delle politiche guida in grado di avere un impatto sui mercati globali". Un modo elegante per definire l'attività di lobbying in un momento in cui la parola "lobbista" è fuori moda, tanto che il neopresidente statunitense Barack Obama ha dichiarato che "i lobbisti non hanno finanziato la mia campagna elettorale e non gestiranno la mia Casa Bianca".

Al riguardo qualche dubbio è legittimo: quella dei lobbisti è una professione, regolamentata per legge negli Usa, che da lavoro ad almeno 22 mila persone e che secondo le analisi di John Talbott, ex investment banker di Goldman Sachs e poi consulente economico di alcuni paesi in via di sviluppo (che sulla "Obamanomics" ha appena scritto un libro), è riuscita in questi decenni "a far diventare dottrina semi-ufficiale quella del "trickle-down", secondo cui i benefici economici elargiti ai più ricchi e più produttivi finirebbero per percolare su tutta l'economia". Peccato che poi, a conti fatti, "un terzo dei tagli di tasse decretati da Bush ha favorito l'1% più ricco della popolazione".

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