Bacchettate/ Mediobanca, vola il titolo grazie al boom di Che banca!
![]() Christian Miccoli |
Che sia un periodo difficoltoso per “l’alta finanza” e che sia meglio riposizionarsi verso attività più “bread and butter”, da banca commerciale, sia pure rinnovando approcci, canali e filosofie operative, è evidente da mesi ed oggi giunge l’ennesima conferma dal boom del titolo Mediobanca che a Piazza Affari spicca un balzo all’insù sulla scorta delle dichiarazioni di Christian Miccoli del weekend. Miccoli, già noto per aver “inventato” la zucca che ha lanciato in Italia le attività bancarie di ING Direct (prima il fortunatissimo “Conto Arancio” poi il “Mutuo Arancio”) ha infatti spiegato che nel solo mese di ottobre i conti correnti aperti presso Che Banca! (controllata di Piazzetta Cuccia attiva nel settore delle banche retail) sono cresciuti del 30%.
Certo, Che Banca! è appena stata lanciata con una forte e ancora una volta innovativa (specie rispetto a quelle di più “paludati” concorrenti) campagna promozionale ed i numeri sono ancora relativamente piccoli rispetto a quelli dei principali protagonisti del settore. Ma quella di Miccoli è per molti versi una “sexy story” capace di riaccendere gli entusiasmi, in queste settimane di molto raffreddatisi, di analisti e operatori. Il manager è infatti noto per aver sempre puntato, anche in ING Direct, sulla trasparenza e sulla semplicità delle proprie proposte.
In un periodo in cui in molti, troppi, risparmiatori hanno imparato a proprie spese cosa si può nascondere nelle pieghe di index, polizze, fondi e gestioni patrimoniali dai nomi altisonanti “costruite” da gruppi finanziari esteri, offrire il 4% su tutti i depositi e fino al 4,7% a dodici mesi, il tutto senza spese di gestione né di chiusura conto è effettivamente una mossa in grado di convincere anche i più dubbiosi. Una novità che da sola vale più di tanti “Patti Chiari” e buone intenzioni sempre dichiarate e raramente tradotte in pratica da parte degli istituti bancari italiani, da sempre insofferenti alla concorrenza e all’innovazione se non a piccole dosi e a costi elevati per la clientela.
Miccoli insomma ha fatto di nuovo centro e lo ha fatto stavolta operando dall’interno di uno di quei santuari della finanza italiana da cui negli anni sono usciti una leva di “giovani promesse” come Gerardo Bragiotti o Matteo Arpe i cui progetti, annunciati con squilli di fanfare fino a un anno fa, stanno segnando il passo a causa della crisi finanziaria. La sfida vera sarà semmai vedere cosa saprà fare “da grande” Miccoli, magari quando passata l’attuale crisi le varie “boutique finanziarie” italiane torneranno a dare l’assalto al dominio di Mediobanca nel settore dell’alta finanza.



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