Bacchettate/ Crack Lehman: le controllate europee chiedono i danni, la Sec vorrebbe più informazioni
Parenti serpenti: le filiali europee della fallita banca d’affari americana Lehman Brothers potrebbero arrivare a chiedere fino 100 miliardi di dollari di danni alla holding che cura quanto rimane dell’ex colosso finanziario americano fallito nel settembre dello scorso anno. A curare le richieste delle controllate europee è la società di revisione PriceWaterhouseCoopers, nominata amministratore straordinario della divisione europea del gruppo a stelle e strisce, che ha già fatto sapere che richieste di rimborsi stanno arrivando sia dalla Gran Bretagna sia dall’Europa continentale e che sarebbero particolarmente complesse, tanto che occorrerà ancora del tempo per gestirle tutte.
Si arricchisce di un nuovo capitolo, dunque, la saga della banca d’affari destinata a diventare anche uno sceneggiato televisivo che la britannica Bbc ha annunciato di voler inserire nella programmazione autunnale (al riguardo sarebbe già stato scritturato l’attore James Cromwell per interpretare la parte del Segretario del Tesoro americano Hank Paulson). L’ex reginetta di Wall Street, dichiarata fallita il 12 settembre dello scorso anno, ha finora fatto emergere un’esposizione di oltre 600 miliardi di dollari, cifra che dunque potrebbe ulteriormente lievitare nel caso di una richiesta da parte delle ex controllate.
La vicenda, che ha coinvolto indirettamente una settantina di istituti e intermediari italiani nei cui portafogli erano presenti obbligazioni e titoli Lehman al momento del crack, resta peraltro intricata con l’amministratore straordinario della società americana, la Alvarez&Marsal (A&M) tuttora impegnato a fare una stima esatta delle posizioni debitorie e creditizie del gruppo, fallito sotto il peso del collasso del mercato dei derivati. Sarà un caso ma proprio in queste ore il capo della Sec, l’equivalente americano della Consob, Mary Schapiro, è tornata a ribadire la necessità di poter richiedere e ottenere maggiori informazioni da parte degli operatori in particolare per quanto riguarda il mercato dei derivati.
Avere accesso a tali informazioni sta diventando una questione “realmente critica” per la Schapiro specie nel caso in cui occorre provare e quindi condannare pratiche di insider trading, manipolazioni di prezzi ed altre operazioni illecite che rischiano di riverberarsi sull’intero mercato. Operazioni che in questi mesi potrebbero aver causato gli spostamenti “anomali” dei prezzi dei contratti derivati legati ad alcuni gruppi in prossimità del loro fallimento (come la stessa Lehman) o del loro salvataggio da parte del Tesoro Usa (AIG). Richiesta sensata, anche se resta la sensazione che ci si sia accorti del rischio corso nel tenere sempre aperte le porte delle stalle solo una volta che i buoi sono scappati.



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