Bacchettate/ Generali: la prudenza non paga, specie se si taglia il dividendo cercando di sviare l'attenzione
L'eccessiva prudenza non sempre paga: se in un periodo di crisi
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Anche l'Economist (domani in edicola) interviene nel dibattito sul futuro management di Generali, criticando il peso "controverso" di Mediobanca nella compagine azionaria del gigante assicurativo e dilungandosi sulle questioni giudiziarie di Cesare Geronzi. Il celebre settimanale della City londinese attribuisce le "macchinazioni" attorno alla successione in Generali agli "old ways of doing business". Modi di gestione lenti a cambiarsi, che caratterizzano il sistema italico, ancor troppo dominato dalle manovre del "salotto buono" e le holding incrociate |
I numeri dello scorso anno, diffusi ieri sera dopo che il titolo aveva chiuso la seduta ufficiale in calo di circa un punto percentuale, sono effettivamente apparsi in linea o migliori delle attese sia in termini di utili (1.309 milioni contro un consensus che oscillava sui 1.280-1.300 milioni) sia di patrimonio netto (16,7 miliardi contro previsioni attorno a 16,20-16,25 miliardi) oltre che in crescita rispetto al 2008 (+52% per l'utile, +47% per il patrimonio netto).
Ma guardando l'andamento per linee di business e per area geografica qualche scricchiolio (peraltro previsto) si è notato in Italia, Francia e Germania, vale a dire i principali mercati di sbocco del gruppo. Anche stamane le stime non hanno entusiasmato: prevedere un risultato operativo di 3,6-4,2 miliardi (3,7 miliardi quello del 2009) vuol dire di fatto sperare in una crescita del business attorno al 5,4 % ma non escludere un'elevata volatilità (il range è ampio un buon 15%).
Il che significa che, se qualcosa dovesse andare storto, il 2010 potrebbe risultare persino leggermente peggiore dell'anno passato, una sensazione di estrema prudenza rafforzata dalle parole dell'amministratore delegato Giovanni Perissinotto che oggi nella conference call odierna ha ribadito che il 2010 sarà "un anno difficile" pur aggiungendo che "grazie alle nostre forti solvency e capitalizzazione siamo pronti ad affrontare le sfide". Ancora una volta una prudenza che spiega il taglio del dividendo, dai circa 78 centesimi per azione dello scorso anno (di cui 15 centesimi in contanti più un'azione gratuita ogni 25 già posseduta, con stacco cedola il 18 maggio 2009) ai soli 35 centesimi attuali.
E però in questo caso battere la grancassa annunciando trionfalmente che il dividendo è "più che raddoppiato rispetto alla componente in contanti del dividendo distribuita per l'esercizio 2008" e che "il pay-out in contanti cresce al 41,6% dal 24,6% del 2008" più che essere un'ovvietà è un esempio di cattiva comunicazione. Che poi la reazione del mercato sia a dir poco fredda non dovrebbe stupire più di tanto nessuno, specialmente considerando che i giochi per la presidenza sembrano ormai fatti e che il controllo del gruppo non è in alcun modo in discussione. Insomma, di motivi per veder schizzare il titolo al rialzo si fa fatica a immaginarne, francamente.
| GENERALI, CALANO I COMPENSI DEI MANAGER. NIENTE BONUS - Giù i compensi del vertice delle Generali. Il presidente Antoine Bernheim ha percepito nello scorso esercizio compensi per 2,72 milioni di euro, in calo rispetto ai 3,2 milioni dello scorso anno. Ai due amministratori delegati Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot sono andati, rispettivamente, 1,82 e 1,98 milioni di euro, in calo rispetto ai circa 2,5 milioni di Perissinotto e ai 2,6 milioni di Balbinot nel 2008. Non solo: nel 2009 i tre manager non avranno alcun bonus. CALTAGIRONE: IL PRESIDENTE LO DECIDE MEDIOBANCA - "Sono in fiduciosa attesa che l'azionista di maggioranza relativa faccia la sua lista e nomini il suo presidente. Non è un problema mio. Ne prenderò atto". Così Francesco Gaetano Caltagirone a proposito del rinnovo del cda della presidenza di Generali. Quanto alla possibilità che Caltagirone, socio con il 2% circa del gruppo triestino e membro del cda, presenti una lista alternativa con altri soci o si unisca alla maggioranza "non abbiamo ancora deciso nulla", ha risposto Caltagirone. |
LA CONFERENCE CALL DI GIOVANNI PERISSINOTTO (Ceo), SERGIO BALBINOT (Ceo) E RAFFAELE AGRUSTI (Cfo)
PERISSINOTTO, SELEZIONEREMO OPPORTUNITA' DI CRESCITA. Il gruppo Generali "selezionera' con attenzione" le opportunita' di crescita, guardando piu' alla profittabilita' che alle dimensioni. "Generali sfrutta il vantaggio di essere sempre stata prudente e conservatrice - ha detto Perissinotto - la crescita verra' dall'innovazione, trovando nuove nicchie e mercati, soddisfacendo meglio i nostri clienti e attraverso una maggiore efficienza. Le opportunita' di crescita verranno selezionate con attenzione e badando a ottimizzare la profittabilita' piuttosto che la dimensione".
BALBINOT, POSSIBILI ACQUISIZIONI ROMANIA, POLONIA, RUSSIA. Il gruppo Generali e' intenzionato a crescere, anche con acquisizioni, in Romania, Polonia e Russia. "Intendiamo sviluppare il business in questi paesi - ha detto Balbinot - con la crescita organica ma anche con acquisizioni esterne se ce n'e' la possibilita'. Soprattutto la Russia e' nel nostro radar".
BALBINOT, SU CILE NESSUNA ESPOSIZIONE. 'Sul Cile non abbiamo alcuna esposizione'', ha detto Balbinot rispondendo a una domanda sull'eventuale esposizione diretta del gruppo ai danni provocati dal terremoto in Cile.
PERISSINOTTO, IN INGOSSTRAHK POSSIAMO SALIRE O USCIRE. Il management di Ingosstrakh era impegnato nel rifinanziamento e dunque non abbiamo avuto contatti. Vediamo come si evolve la situazione, potremmo aumentare la nostra quota oppure uscire dall'azionariato e guardare ad altre opportunita' esistenti in Russia'', ha affermato Perissinotto, rispondendo a una domanda sulla strategia del Leone verso la partecipazione indiretta detenuta nella compagnia assicurativa russa Ingosstrakh. Generali ha il 49% di PPF Beta che, a sua volta, detiene il 38,5% di Ingosstrakh. ''Sull'est europa abbiamo una strategia precisa. La Russia e' nel nostro radar. Ora vediamo un po' come fare'', ha aggiunto Balbinot.



Take away, vince l'italianità
Ed ecco le pizze inter-culturali
In quanto a pizza, la margherita si contende il podio con la pizza col salamino e la pizza con i funghi, seguono la pizza siciliana e la romana. Le più originali? Sono le pizze inter-culturali: pizza kebab, pizza shawarma e pizza Hawaii. La ricerca
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