Bacchettate/ Fondi comuni, anche settembre è positivo, ma Fideuram segna il passo

Martedì, 6 ottobre 2009 - 17:42:00

Alle spalle di Intesa Sanpaolo torna invece a correre il gruppo UniCredit, che con Pioneer ha raccolto 954,7 milioni di euro e vede il patrimonio salire a 65,97 miliardi (15,62% del totale). Se Alessandro Profumo sorride, anche Ubi Banca (+143,5 milioni e un patrimonio di 20,948 miliardi, 4,96% di quota di mercato) non ha di che lamentarsi. Tra i gruppi di medie dimensioni Arca (-2 milioni di raccolta netta, 17,78 miliardi di patrimonio, quota del 4,21%), da tempo al centro di voci circa un riassetto dell'azionariato, rimane al quarto posto davanti di poco al gruppo Bpm (+118,7 milioni, 17.583 milioni di patrimonio, 4,16% di quota), a Prima (-46,8 milioni, 15.840 milioni di patrimonio, 3,75%) e a Mediolanum, che invece continua a segnare risultati positivi (+130,4 milioni,15.009 milioni di patrimonio, 3,55%).

Risultati soddisfacenti anche per Bnp Paribas (+42,2 milioni, 14.283 milioni di patrimonio, 3,38%), Azimut (+19,8 milioni, 3.061 milioni di patrimonio, 3,09%), per il gruppo Generali (+32,1 milioni, 12.786 milioni di patrimonio, 3,03%) e per operatori come Jp Morgan Asset Management, Credit Agricole A.M., Credito Emiliano, Banco Popolare o Allianz, che seguono nell'ordine dall'undicesimo al quindicesimo posto in classifica. In una conferenza stampa, in particolare, i vertici di Azimut si sono detti fiduciosi di raddoppiare l'utile netto segnato nel primo semestre dell'anno (47,5 milioni di euro) e di poter distribuire un dividendo a valere sui risultati 2009, anche se tutto dipenderà dall'ultimo trimestre.

Pietro Giuliani estendendo l'orizzonte temporale al 2012 ha poi ribadito che il gruppo punta al raddoppio delle masse gestite e ad una crescita dei patrimoni all'estero ad almeno il 10% del totale, guardando al Far East e alla Cina in particolare come possibili aree dove siglare accordi di gestione o distribuzione più che acquisizioni. Acquisizioni che, ha precisato Giuliani, si concentreranno più in Italia, come nel caso delle trattative col gruppo Cattolica per l'acquisto del 100% di Apogeo Consulting Sim. E Fideuram? Sarebbe un bel colpo ed Azimut sarebbe disponibile ad entrare in una eventuale cordata di acquirenti, ma le cifre in gioco sono troppo impegnative e per ora non c'è nulla di concreto all'orizzonte conclude Giuliani.

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