Bacchettate/ Povero Bolloré, non riesce proprio a pensare ad un "dopo-Bernheim" per le Generali

Venerdì, 19 marzo 2010 - 19:01:00

 
Una tesi che a qualcuno era sembrata valida soprattutto per Bernheim, non del tutto rassegnato a lasciare ma pronto ad accettare un ruolo "nobile" di presidente onorario se uno dei suoi uomini potrà garantire una transizione tranquilla. Non sarà una coincidenza che Bolloré oggi abbia tenuto a precisare che "Generali ha appena annunciato risultati eccellenti", che vi sono "ottime prospettive per il 2010" e soprattutto che "la squadra attuale, che è riuscita a superare in modo formidabile la crisi, ha fatto molto bene" grazie in particolare a Balbinot e Perissinotto, "persone di grande qualità".

Una difesa appassionata che a molti osservatori, che ancora ricordano le barricate alzate dal management di Mediobanca all'epoca dello sbarco di Geronzi in Piazzetta Cuccia, ha dato l'aria di essere una scarica di moschetti utile a proteggere la ritirata di Bernheim e a rendere la resa al nuovo condottiero più dignitosa, oltre che ad evitare che il nuovo numero uno possa attribuirsi un domani meriti dovuti al lavoro degli attuali vertici. Nell'ovattato mondo della grande finanza, tra un colpo di fioretto ed uno di pugnale, anche i segnali di fumo hanno un loro valore tattico se non strategico.

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