Bacchettate/ I Gavio pronti ad approfittare delle incertezze di soci e concorrenti per rilanciare il gruppo
Piazza Affari tiene d’occhio il gruppo Gavio, che in una giornata altrimenti disastrosa per i principali listini mondiali riesce a lungo a mantenersi in territorio positivo prima di cedere terreno limitando comunque ampiamente i danni rispetto agli indici generali e ad Atlantia, primo gestore autostradale italiano dei soci-concorrenti Benetton. Benetton che assieme a Caltagirone e ai Gavio controllano attraverso Igli (partecipato dai tre gruppi pariteticamente) Impregilo, primo gruppo italiano del settore costruzioni.
A sostenere Sias ha contribuito in questi giorni la notizia della sigla di quattro finanziamenti per complessivi 500 milioni di euro da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) per completare la Torino-Milano ed effettuare ulteriori interventi minori in altre autostrade del gruppo nel Nord Ovest, un’operazione organizzata tramite i buoni uffici di UniCredit e Mediobanca. Inoltre l’incremento delle tariffe autostradali a inizio anno ha premiato il gruppo piemontese più della controllata di Ponzano Veneto, visto che l’incremento medio è stato del 15,5% contro il +2,4% di Atlantia.
Ma a questi motivi “radio borsa” ne aggiunge di suoi: dopo la scomparsa di Marcellino il gruppo Gavio starebbe ridefinendo la propria mission e la propria strategia. Una strategia che potrebbe passare vuoi per un rafforzamento in Impregilo, dove il gruppo di Tortona potrebbe salire di peso conferendo le controllate Itinera e Grassetto (quest’ultima acquisita a suo tempo dai Ligresti). Una mossa che porterebbe Igli a superare il 29,9% che già detiene nel general contractor italiano e si tradurrebbe allo stesso tempo in una crescita dell’influenza dei Gavio, che in questo modo potrebbero puntare a gestire il masterplan di Aeroporti di Roma che prevede un raddoppio dello scalo entro il 2044.
Quello di AdR è uno dei bandi “pesanti” del settore delle infrastrutture italiane visto che prevede la creazione di un aeroporto a cinque piste (due in più delle attuali), per arrivare a 900 mila movimenti l’anno (e salire a 100 milioni di passeggeri trasportati all’anno), 1,4 milioni di metri quadri di terminal, 315 piazzole aeromobili (140 in più delle attuali) per metà con passerella d’imbarco, oltre a una serie di opere di servizio compresi alberghi e una nuova stazione ferroviaria collegata con Roma. Un mare di cemento e di milioni di euro che fa gola ai principali costruttori italiani.
AdR è inoltre nel mirino dei cinesi di Changi Airport che dopo l’uscita di UniCredit e del fondo Clessidra da Investimenti e Infrastrutture, la cassaforte ora controllata al 100% da Sintonia (gruppo Benetton), potrebbero iniziare a mettere un piede in Gemina per poi intavolare trattative con Ponzano Veneto per accrescere la propria presenza nel capitale della holding già appartenuta al gruppo Fiat e poi girata alla famiglia Romiti.
Trattative che rischiano di impegnare l’attenzione e le risorse dei Benetton, che invece in questi ultimi mesi sono apparsi alla ricerca di un nuovo partner proprio per il settore infrastrutture, anche in vista del definitivo scioglimento dei residui legami con gli spagnoli di Abertis. Se dall’Antitrust non verranno obiezioni il candidato naturale potrebbe essere proprio il gruppo Gavio, vista l’esperienza tanto nel settore delle costruzioni quanto in quello della gestione delle infrastrutture.
Ecco perché qualcuno in borsa si domanda se non sia giunto il momento di scommettere su un rilancio del gruppo piemontese, negli ultimi tempi sembrato ai margini dei grandi giochi a causa della difficile successione aperta dalla scomparsa del fondatore Marcellino Gavio il 16 novembre scorso.



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