Bacchettate/ Ancora polemiche per l’alta velocità: a 48 ore dal debutto Freccia Rossa è già rimasta in panne

Lunedì, 15 dicembre 2008 - 17:38:00



Solo  due giorni or sono inaugurando la nuovissima “Freccia Rossa” l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, ha solennemente dichiarato: l’alta velocità non farà concorrenza ad Alitalia, ma “servirà al riequilibrio dell’uso dei mezzi in maniera intelligente da parte dei clienti e nell’interesse del paese”. Che il nuovo treno in grado teoricamente di unire in 2 ore e mezzo Roma con Milano entro il 2011 (3 ore e mezza attualmente) non debba fare concorrenza a quel che resterà di Alitalia è forse solo Moretti a crederlo, rischiando di fare la figura di Pinocchio visto che lo stesso manager ha fatto sapere di voler strappare il 60% dei clienti Alitalia-Air One sulla tratta.

In fondo fare concorrenza ad una compagnia che da anni chiude i bilanci in rosso e che si piazza agli ultimi posti di gradimento e puntualità in Europa non dovrebbe essere troppo difficile come impresa; il condizionale è però d’obbligo dato che se già nel viaggio inaugurale si era avuto nel tratto Milano-Bologna una “lieve sosta” a causa di una non meglio precisata “disomogeneità” rilevata dal sistema di controllo della linea, oggi un convoglio è rimasto fermo tra Roma e Napoli (stazione finale di Freccia Rossa) per circa un’ora e mezza, in aperta campagna all’altezza di Gricignano, lasciando i malcapitati passeggeri senza riscaldamento e senza elettricità anche nel servizio bar come informa un comunicato di Adiconsum che chiede che Trenitalia riconosca agli stessi “un adeguato risarcimento”.

Se poi si pensa che l’inaugurazione del nuovo servizio “di punta” destinato ad un numero comunque ristretto di passeggeri ha comportato lo spostamento di numerosi convogli di pendolari finora in arrivo alla stazione Centrale di Milano (il traffico pendolare pesa circa il 9% del totale dei passeggeri trasportati dalle Ferrovie Italiane), col rischio che per qualcuno la macchina torni a rappresentare un’alternativa inevitabile, i dubbi sulle capacità di Trenitalia di trasformarsi da storico carrozzone pubblico in azienda efficiente in grado di offrire servizi che rispondano alle necessità dei suoi utenti a fasce di prezzo proporzionate alla qualità dell’offerta sono destinati non a calare ma ad incrementarsi.

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