Senza Letizia/ Lettera al direttore
| LA RISPOSTA DEL DIRETTORE ANGELO MARIA PERRINO Grazie Pier, è stato bello averti tra i nostri, è stato bello leggere settimana dopo settimana le tue note argute e politicamente dense e intelligenti. Ora si apre una fase nuova, guidi l'assessorato più di sinistra, occupandoti del Sociale e del Welfare, settori a rischio che richiedono sensibilità morale e politIca davvero speciali. Tu le hai e farai bene. Per la città, per il tuo partito, per il tuo futuro. In bocca al lupo e buon lavoro, dunque. E a presto, per definire un nuovo spazio riservato a te su Affaritaliani.it. Angelo Maria Perrino |
SENZA LETIZIA E CON TERESA. 
LETTERA AL DIRETTORE.
di Pierfrancesco Majorino
Caro Direttore,
con questa missiva chiudo la mia rubrica Senza letizia che mi hai messo a disposizione dopo le elezioni del 2006 con tanta generosità.
Ho tentato di dire la mia, grazie ad Affari, raccontando la città, le istituzioni, il mio impegno, le mie speranze, partendo dal mio ruolo di "oppositore".
Oggi, evidentemente, grazie al cambiamento che ha fatto sentire la sua forza "milanese", le cose non sono più le stesse.
E "noi del centrosinistra" governiamo.
Decideremo assieme, se lo vorrai, come rinnovare il senso e la forma della mia collaborazione con Affari, che, nel frattempo, è cambiato e "cresciuto".
Fatti solo ringraziare in modo non rituale e fatti dire che il lavoro da Assessore alle politiche sociali e ai servizi per la salute è appassionante e difficile insieme.
Emoziona e costringe a conoscere, riconoscere, studiare.
In questi giorni ho avuto modo di occuparmi delle aspirazioni delle cosiddette "seconde generazioni", cioè dei figli dei migranti, e di presentare il "Piano Anticaldo" del 2011, rivolto in particolare ad anziani e a persone con disabilità.
Due cose tra loro diversissime che ti racconto per dirti che desidero parlino il linguaggio della città che abbiamo in mente: quella che non dimentica i deboli, costruisce nuove strade per rendere i giovani protagonisti al di là del colore della loro pelle o delle loro biografie, contrasta la solitudine, valorizza il mix tra pubblico e privato.
Insomma, in altre parole, una città che scommette su di sè.
Che cambia, perchè è la nostra città, quella a cui tutti apparteniamo.
Insomma, per farla breve: cercheremo, io, chi lavorerà con me, di dare un senso evidente, di rendere noto "un filo" capace di unire le diverse politiche.
Lo faremo convinti che questo sia quel che abbiamo spiegato, faticosamente negli anni dell'opposizione, e, con più serena coralità, grazie innanzitutto a Giuliano Pisapia, in campagna elettorale.
Del resto con Teresa Cardona, la persona che ha lavorato con serietà e passione alla comunicazione dei miei contributi, dei miei linguaggi, delle mie attività nelle settimane appassionanti prima del voto c'eravamo detti questo: "se le cose vanno bene" mi aveva proprio spiegato Teresa con le sue parole "se si vince, questi modi di fare, di essere, questa cordialità sobria e diretta, va mantenuta anche dopo, al governo", "perchè" aveva concluso in una di quelle riunioni interminabili che facevamo in primavera "la cosa migliore che si può fare è essere se stessi, la cosa peggiore snaturarsi, perdersi e questo noi lo comunichiamo oggi per farlo, poi, domani".
Ecco, con persone come lei, come quelle e quelli che dopo averci aiutato oggi ci sostengono, ci cercano, ci domandano, ci stimolano a fare bene, intenderò e intenderemo confrontarci il più possibile.
Convinti che questa, quella che sta prendendo corpo ogni giorno, sia una sfida di tutte e di tutti.



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