Lol/ Le nuove Iene Brignano e Argentero, un pesce lesso e un pesce fuor d’acqua. Ma Luca e Paolo non erano molto meglio...

Torna "Lol", la rubrica anonima sulla satira di Affaritaliani.it, a cura di Jimmy Jib, che conosce benissimo questo mondo. Si parla di Luca Argentero ed Enrico Birignano ("Un indossatore e un comico da sagra della porchetta"), che hanno preso il posto di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu ("totalmente inoffensivi anche se percepiti, non si sa come, quali satirici senza peli sulla lingua...") alla conduzione de "Le Iene", su Italia1: "Alle Iene, quando arrivano i conduttori il programma si sgonfia. Argentero è un pesce lesso, 'Birignao' un pesce fuor d’acqua". LEGGI L'ANALISI, IN CUI TRA L'ALTRO SI CONFRONANO "LE IENE" E "STRISCIA LA NOTIZIA"...

Giovedì, 20 ottobre 2011 - 10:52:07

 

di Jimmy Jib

LenuoveIene

Fino all’anno scorso le Iene erano condotte da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Perfetti per il ruolo perché totalmente inoffensivi anche se percepiti, non si sa come, quali satirici senza peli sulla lingua. Più per i modi che per le battute.

 

Dalla loro avevano un notevole dinamismo, che in tv attira sempre l’attenzione e risalta alla grande in uno studio tutto vuoto, bianco come un limbo fotografico. In mezzo a loro Ilary Blasi, nel ruolo canonico riservato alla gnocca in una tv maschilista. O-le-lè o-la-là.

 

Ma quest’anno grandi cambiamenti. Al posto di Luca e Paolo, nel limbo ci hanno messo Luca Argentero e Enrico Birignao. Un indossatore di Torino passato per il Grande Fratello e un comico da sagra della porchetta. In mezzo, ancora Ilary Blasy. O-le-lè o-la-là.

 

Ma cerchiamo di capire. Le Iene è Striscia la notizia per un pubblico più giovane. Ma, quanto alla sostanza del programma cambia poco. Il meccanismo è lo stesso: arrivano delle segnalazioni alla redazione e una troupe parte con telecamera a vista o nascosta, a seconda delle circostanze. E’ ovvio che dunque le Iene si possano permettere di mostrare nei servizi temi per un pubblico un pelo più sveglio. Cose di droga, di prostituzione, truffe su internet ecc.

 

Ezio Greggio
Striscia non può, perché deve arrivare comunque (anche se gli ascolti sono calati di brutto negli ultimi anni) a sei milioni e mezzo di spettatori... un misto di bambini, adolescenti, persone di mezza età, adulti, vecchi e ultracentenari. Sia maschi che femmine. Al nord come al sud, praticamente Striscia acchiappa un po’ tutti salvo che i ragazzi fino ai 25, che quelli, della tv generalista, se ne impippano. Insomma, il primo criterio per distinguere le due trasmissioni è dato dagli argomenti dei servizi, e anche, in minima parte, dal modo in cui gli stessi sono montati (sincopati quelli delle Iene, praticamente senza montaggio quelli di Striscia). Ma quello che da sempre determina la differenza dei due pubblici (insieme al canale e l’orario) è la parte in studio. Di Striscia sappiamo tutto a memoria. Da più di vent’anni si ripete tale e quale. Come una messa cantata. Persino con le stesse battute sul finale del pezzo, fatte con lo stampino da Max Greggio, autore storico dalla fiata che non perdona.
 

Ma con le Iene è tutta un’altra faccenda. Le Iene sono ggiovani per il linguaggio dello studio. Fin dagli inizi. Con la regia di Alessandro Baracco, che ha definito l’immagine del programma, c’erano i conduttori ripresi con due telecamere a spalla tenute in braccio, cullate un po’ di qua un po’ di là, in basso e laterali. Continuamente in movimento: da far venire il mar di mare.

 

E con le telecamere in perenne movimento, per il conduttore bastava muoversi anche di pochissimo per variare parecchio l’immagine sullo schermo. Fateci caso, Luca e Paolo sono maestri in questi continui spostamenti, che fanno tanto ggiovane.

 

Per questo sono rimasti a condurre le Iene per dieci anni. Anche se non facevano quasi mai ridere. Anche se si limitavano a recitare le battute che i due autori da studio scrivevano per loro. Non facevano ridere, ma avevano ritmo. E taglio ggiovane.

LeIeneIlaryBlasi
 
Un po’ come lo strapagato Ezio Greggio a Striscia. Non fa ridere, ma ha ritmo da vendere. Alla lunga il problema è che Luca e Paolo, genovesi diplomati al Teatro Stabile, sono percepiti da Roma in giù come gente del lontano nord. E dunque snobbati dai telespettatori di mezz’Italia.

 

(Antonio Ricci, che qualcosa di televisione capisce, ha risolto il problema alternando alla conduzione molto milanese Greggio-Iachetti quella dei palermitani Ficarra e Picone. Riuscendo così a mantenere curiosità per il programma a tutte le latitudini).

 

Davide Parenti, capo autore belloccio delle Iene, da sempre vorrebbe essere Ricci. Un po’ come Tiziano Ferro vorrebbe essere Raffaella Carrà. Così, per spostare il baricentro degli spettatori verso il sud, ha arruolato un romano, Enrico Birignao.

 

Ma un romano che di professione fa il comico, che nei suoi spettacoli fa monologhi da venti minuti, che non studia i copioni a memoria ma ogni volta racconta in maniera diversa quel che gli è capitato nella vita. Uno che accelera all’improvviso nel racconto. Rallenta. Addirittura fa le pause. E così alle Iene, quando arrivano i conduttori il programma si sgonfia. Argentero è un pesce lesso, Birignao un pesce fuor d’acqua.

 

Lui vorrebbe sembrare spigliato e simpatico quando lo costringono a fare gli stacchetti tra un servizio e l’altro. Ma li fa con la faccia di chi dice “guarda un po’ cosa mi tocca fare”; con lo sguardo, che vorrebbe essere spiritoso, del cassiere di banca trascinato sul palco dall’animatore del villaggio turistico. Ma si vede che Birignao non è ggiovane. Ce l’ha scolpito nel corpo, sovrappeso e impacciato più dell’orso Yoghi. Col bottone della giacca che gli tira e un pizzetto che lo irrigidisce ancora di più.

 

Quando comincia a parlare è il migliore. Anche perché gli altri due sono Argentero e Ilary Blasi. Ma ricama sui testi, non rispetta il ritmo delle battute, alle volte si vede che improvvisa. Da comico, pretende la ripresa frontale. Nel programma fa addirittura il monologo vecchio stampo. Insomma, Birignao ci tiene a far vedere che ha un mestiere. Peccato solo non sia quello di conduttore delle Iene. Di Luca Argentero - la risposta maschile ad Ambra Angiolini – invece, è meglio tacere.

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