Lol/ Il "MALE" di Vauro e Vincino? L'effetto è malinconico...
Una nuova puntata di "LOL", la rubrica sulla satira di Affaritaliani.it, a cura di un autore anonimo che conosce bene questo mondo... Stavolta si parla del "MALE", che Vauro e Vincino hanno appena riportato in edicola. Finalmente qualcosa che si muove nella sonnolenta palude in cui è precipitata la satira in Italia? Non proprio. L'effetto è malinconico, non ci sono titoli forti né rubriche originali che diano un po’ il senso dei tempi e dei bersagli del giornale...

Il MALE è quella gloriosa testata satirica nata nel settembre del 1977 (vale a dire 34 anni fa) e morta nel 1982.
Celebri le sue false prime pagine: tra tutte, quella con la foto di Ugo Tognazzi in manette presentato come capo delle Brigate Rosse.
Un’avventura editoriale fatta di molte libertà, gran casino, provocazioni; ma anche sequestri, processi penali per vilipendio e diffusione di materiale osceno e persino il carcere per il suo direttore responsabile, Lillo Venezia.
Del gruppo facevano parte il fuoriclasse Pino Zac, Vincino, Angese, Vauro, Riccardo Mannelli, Jacopo Fo, Pasquini, Vincenzo Sparagna, Scozzari, Liberatore e disegnatori visionari e lisergici come Tamburini e Andrea Pazienza.
Girano racconti stupefacenti sulle riunioni di redazione del periodo d’oro. Idee devastanti e sostanze psicotrope che giravano in libertà. A vassoiate.
Ma chissenefrega. Quel che conta è l’impronta assolutamente indelebile che il MALE ha lasciato su tutta la satira italiana che è venuta dopo. Una creatività che Lionel Messi se la sogna.
Ora, non so se ve ne siete accorti, ma la scorsa settimana è tornato in edicola il MALE. Anzi, il MALE di Vauro e Vincino. (Per distinguerlo da il NUOVO MALE diretto da Ambrogio Sparagna, anche questo appena tornato in edicola).

Vi comprate l’agile volumetto in formato A4 e per la cifra di tre euro trovate:
La testata del giornale tale e quale, decisamente vintage.
Sette pagine del solito Vauro (56 anni).
Cinque pagine di Vincino (65 anni).
Un falso scoop di Angelo Pasquini (65 anni) su Berlusconi che progettava l’atomica insieme a Gheddafi.
Qualche pagina appaltata alla scuola di satira e agriturismo di Jacopo Fo (56 anni)
Un disegnone con un messicano col sombrero che non si capisce che cosa c’entri ma è di Filippo Scozzari (65 anni).

Dei bei disegni di Roberto Perini (62 anni).
E una storiella in due pagine di critica alla sinistra firmata da Sergio Staino (vincitore assoluto con 71 anni).
Praticamente, a parte i migliori – che notoriamente son sempre i primi ad andarsene – ci sono tutti quelli del MALE degli anni ’70. E l’effetto che fa è un po’ quello, malinconico, di certe cene con i compagni di classe delle medie.
Fortuna che, per vivacizzare il giornalino, gli arzilli ragazzi di Villa Serena hanno sparso a prezzemolo le ottime battute delle migliaia di collaboratori del collettivo di Spinoza.it e hanno coinvolto due giovani disegnatori tra i più incisivi sulla rete: Makkox e Alessio Spataro.
A essere pignoli, tra i non ottuagenari c’è pure il corrispettivo letterario di er Piotta, l’inafferrabile Johnny Palomba.
Ma se l’originalità e la grana della sua arte sono quelle espresse in questo breve manuale di conversazione Bossi-Italiano, lasciamo pure perdere.
Compresa nel prezzo c’è infine una paginetta scritta da Michele Santoro in persona, che ha l’innegabile merito satirico di disporre di un gran seguito in tv. Punto.

In questo MALE di Vauro e Vincino invece ogni autore fa da sé - nel senso che ha la sua bella paginetta tutta per lui - e per tre solo quanto all’età.
Ma la cosa incredibile è che su questo sgangherato progetto editoriale ci hanno investito (insieme a Vauro e Vincino che sono notoriamente pazzi) anche Cinzia Monteverdi e Francesco Aliberti, che già ci avevano visto giusto con la creazione de Il Fatto quotidiano, fonte di guadagni al di là dell’immaginabile.
Per completare offerta e visibilità, il gruppo è riuscito pure a trovare uno spazio settimanale autogestito in tv, sulla Rai4 di Freccero. Con le stesse vignette pubblicate sul giornale lievemente animate.
Se un giorno dovesse arrivare fino al cinema, ecco pronto lo slogan: IL MALE di Vauro e Vincino, la risposta italiana a Cocoon.


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