Massimo Recalcati, "Ritratti del desiderio"

Martedì, 7 febbraio 2012 - 08:56:00

di Virginia Perini

massimo recalcati

"Oggi il desiderio sembra appassito. Al suo posto prevale il godimento capriccioso dell'immediato. Ho scritto questo libro per dare un contributo alla rinascita del desiderio". Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti italiani, indaga un tema chiave della dottrina di Lacan, il desiderio e i suoi enigmi e offre una analisi della società attuale disincantata e per alcuni versi preoccupante: "Un grande sintomo del nostro tempo è che le persone fanno sempre più fatica a desiderare. Preferiscono il confort degli oggetti al rischio dell'incontro, dell'amore e del desiderio... La crisi attuale aggiunge a questo contesto l'angoscia per l'avvenire". Monti, Passera, la Fornero? "Il loro desiderio è quello di subordinare gli interessi corporativi e individualistici a quelli generali del nostro Paese".

Come in una galleria di ritratti nel suo nuovo libro "Ritratti del desiderio" (Cortina) vengono raffigurati i diversi volti del desiderio umano: il desiderio invidioso, il desiderio di riconoscimento, il desiderio di desiderio, il desiderio angosciante, il desiderio sessuale, il desiderio di morte, il desiderio d’amore. Ne scaturisce una sintesi semplice e avvincente, che può essere considerata l’introduzione più efficace e più leggibile al pensiero di Lacan.

Che cosa l'ha spinta a scrivere un libro sul desiderio?
 
Si tratta di una parola sulla bocca di tutti. Ma spesso a sproposito. Ho voluto offrire una serie di possibili ritratti di questa parola.

C'è qualche nesso con il periodo storico che stiamo vivendo?
 
Sì perché la mia idea di fondo è che viviamo in un tempo dove si sperimenta una maggiore libertà nei comportamenti e nelle scelte personali che però, molto spesso, degrada il desiderio a una sorta di capriccio... Il nostro tempo è dominato dall'illusione della libertà e dalla riduzione del desiderio ad un puro capriccio. La differenza tra il desiderio e il capriccio è che quando desidero sono messo in gioco in tutta la mia esistenza. Quando scelgo per il mio desiderio - se indietreggiare o proseguire sulla sua strada - è tutta la mia vita che si trova coinvolta in questa scelta. Il capriccio è invece quello di mio figlio che non si decide mai sui gusti del gelato...

Quali sono secondo Lacan gli enigmi del desiderio?
 
Diversi. Il mio libro prova ad esplorarli un po' tutti. Ma se dovessi dire qual è l'engima maggiore del desiderio direi questo; il desiderio è mio, mi riguarda, è una mia vocazione ma, al tempo stesso, io non sono mai padrone del mio desiderio, non lo posso governare, calcolare, decidere...Un po' come quando ci si innamora. Non ci si innamora mai per un calcolo o una decisione razionale...

Desiderio, in che cosa Lacan smentisce o supera Freud?
 
Per Freud la matrice del desiderio è sempre l'infanzia. I desideri vengono dalle nostre prime esperienze che tendono a ripetersi nel nostro presente. Per Lacan invece il desiderio è apertura sul non ancora visto, sul non ancora conosciuto, è una visione dell'avvenire, uno slancio, l'incontro con qualcosa di inedito..

Come agisce la crisi che stiamo vivendo, con la conseguente frustrazione di ideali lavorativi o economici, sulla nostra capacità di desiderare?
 
Un grande sintomo del nostro tempo è che le persone fanno sempre più fatica a desiderare. Preferiscono il confort degli oggetti al rischio dell'incontro, dell'amore e del desiderio... La crisi attuale aggiunge a questo contesto l'angoscia per l'avvenire, la paura, l'incertezza e tendenzialmente potenzia ancora di più la tendenza a cercarsi un rifugio, una protezione, una tana...

Crede, come sostengono alcuni sociologi, che viviamo nell'epoca della "liberazione del desiderio" (cammino verso una società sempre meno caratterizzata dal pregiudizio, la società del poliamore, delle coppie miste ecc.)?
 
E' un'illusione pensare che il nostro tempo sia il tempo della liberazione del desiderio. Piuttosto quello che vedo nei miei pazienti è che non c'è alcuna felicità in questa pseudoliberazione. La ricerca continua del nuovo non è altro che la ripetizione della stessa insoddisfazione..

Che rapporto c'è tra individuo e desiderio. Si può davvero, come si dice, essere schiavi del desiderio?
 
Il desiderio mi trascina, mi porta via, è sempre più forte dell'io che io credo di essere... Non a caso per Freud e per Lacan il desiderio assomiglia ad una vocazione, ad una chiamata... Noi siamo liberi di decidere se seguire questa chiamata  oppure tradirla, non ascoltarla...Se decidiamo di seguirla è molto probabile che la nostra vita sia meno infelice, se invece tradiamo la chiamata del desiderio è molto probabile che la nostra vita sia più infelice.

Il desiderio invidioso, di riconoscimento, di desiderio, il desiderio angosciante, sessuale, di morte o d’amore. Perché è utile classificarli?
 
Nel mio libro mi immagino in una galleria  dove sono esposti i diversi ritratti del desiderio che lei ricorda. Ho separato quello che nella vita appare invece come mescolato. Ho voluto in questo senso offrire al lettore delle immagini chiare di tutte le forme in cui può avvenire l'esperienza del desiderio.

E' possibile che una determinata contingenza storica determini lo sviluppo di uno piu' di altri? Se sì, qual è caratteristico dei nostri giorni?
 
Oggi il desiderio sembra appassito. Al suo posto prevale il godimento capriccioso dell'immediato. Ho scritto questo libro per dare un contributo alla rinascita del desiderio.
 
Monti, Berlusconi, Passera, la Fornero. Che desiderio (o capriccio) prevale in loro?

Il loro desiderio è quello di subordinare gli interessi coorporativi e individualistici a quelli generali del nostro Paese. Ma ce n'è uno che non centra proprio in questa lista. O sbaglio?

Massimo Recalcati è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi. Nelle nostre edizioni ha pubblicato con successo L’uomo senza inconscio (2010) e Cosa resta del padre? (2011).



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