Donne belle, intelligenti, potenti e senza vergogna. Il dibattito di Affari sul nuovo femminismo
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"Ma che bello" è uno dei commenti più abusati del linguaggio comune. Che bel vestito, che bella casa, che bella accoglienza, che bel progetto, che bella idea. L'aggettivo "bello" stravince il confronto con gli altri. E' un termine così utilizzato che ne abbiamo perso il controllo. O viceversa che a volte vogliamo addirittura limitare. Che qualcuno spera di poter legare con i lacci del bene, del giusto, dell'intelligente. Non si può scappare. Non c'è angolo del cervello umano che possa offrire riparo dal concetto di bellezza. Che alla fine costringe al confronto. Accendi la tv, e dal programma un po' imbolsito pieno di maschi tristi in doppiopetto sbuca una minigonna rossa. Gli occhi vengono irrimediabilmente catturati. C'è un attimo neutro, un istante felice in cui i concetti di giusto o sbagliato restano fuori dalla porta. In quegli attimi lo sguardo vaga beato e il bello è padrone incontrastato della scena. Poi irrompono i gendarmi. Si scatena la rissa e alla fine si contano i feriti senza sapere chi ha vinto e chi ha perso. Come è successo col dibattito sulla scollatura di Silvia Avallone apprezzata da Vespa (Campiello, è polemica su Bruno Vespa - CLICCA QUI). E come succederà durante Miss Italia 2010 (Parte la trasmissione - CLICCA QUI) che già fa parlare: 'orrendo spettacolo', 'mercificazione del corpo' grida qualcuno. Dibattiti che appassionano tutti. Manager e sociologi, tassisti ed extracomunitari. Ha delle belle tette si o no? Ed è giusto dirlo o bisogna solo pensarlo? E qual è lo spazio che dovrebbe rivendicare il femminismo?
I greci sostenevano che morire giovani fosse una fortuna. La "kore" immortalata giovane e bella in una statua ha avuto il dono di essere ricordata nel suo massimo splendore. Oggi, uno studio della Società italiana di Ortodontia ha stabilito che i criteri di bellezza sono oggettivi (Miss Italia, dallo studio dei volti emerge la bellezza di oggi - CLICCA QUI). Ne' i medici, ne' i filosofi. Nessuno è sfuggito al confronto con la bellezza. Mai. In nessuna epoca. E l'argomento non tramonta. Così il parere dell'esteta Sgarbi diventa fondamentale ("La bellezza femminile è tutto". L'intervista a Sgarbi - CLICCA QUI) mentre c'è chi, di diverso parere, ama citare Proust: "Le donne belle lasciatele agli stupidi", o Platone che preferiva una moglie brutta. Fini oggi ha fatto la scelta contraria. Mal gliene incolse, gridano i Montecchi. Invidiosi, replicano i Capuleti. Poi ci sono quelli per cui “la bellezza non è tutto”. C’è anche il fascino, si dice. Che è qualcosa di ancora più ineffabile, qualcosa che va “oltre”. Lo sostiene per esempio la schiera delle “bruttine stagionate” di Carmen Covito. E così si fa spazio il modello Bridget Jones, in continua lotta con lo specchio e la bilancia. Però Sartre dedicò parte della sua vita a studiare l'estetica delle natiche femminili, elevandola a filosofia (altro che trash) (Jean-Paul Sartre e la passione per il "lato B" - FOTO HOT - CLICCA QUI) come Fellini si dedicò ai seni con minuziosa, quasi ossessiva attenzione. E poi Man Ray (Da Man Ray a... Il surrealismo si tinge di sensualità - CLICCA QUI), che rivoluzionò la fotografia rappresentando la bellezza 'di schiena' e sovvertendo l'associazione viso-bello.
E in questa danza millenaria tra entusiasti e detrattori, pornografi e frigidi, artisti e vouyeur, invidiosi e intellettuali, la bellezza si è fatta strada con abilità e senza sforzo. Parliamo di donne, ovviamente e meno di uomini. Perché la bellezza, se si prova a immaginarla incarnata in una figura umana, la si immagina al femminile. Non si scappa. Che sia giovane ragazzina dal viso malizioso, o donna matura dal seno generoso, sono le icone femminili a rubare la scena. La bellezza, da secoli, è donna. Ma più Belen o più Sofia Loren? Canoni classici o visioni moderne? Che la battaglia cominci.


Take away, vince l'italianità
Ed ecco le pizze inter-culturali
In quanto a pizza, la margherita si contende il podio con la pizza col salamino e la pizza con i funghi, seguono la pizza siciliana e la romana. Le più originali? Sono le pizze inter-culturali: pizza kebab, pizza shawarma e pizza Hawaii. La ricerca
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