Segnali/ "Piacere, sono Tigre Ciliegio". Ecco i Damanhur, comunità piemontese un po' mistica, un po' equo-solidale...

Martedì, 14 aprile 2009 - 15:25:00

di David Migliori

La comunità Damanhur
Il sospetto che ci fosse qualcosa di strano mi venne quando mi diede il suo biglietto da visita: “Tigre Ciliegio”, recitava. Effettivamente mi era sembrato che avesse detto “Tigre” al momento delle presentazioni invece di un più banale e classico Andrea o Francesco, ma potevo sempre aver sentito male e il bizzarro personaggio che mi si parava di fronte poteva essere straniero e chiamarsi Igre, Igrid o qualcosa del genere.

Invece no, il rettangolino di carta che avevo in mano lasciava pochi dubbi. Tra l’altro, oltre al nome, una scritta spiegava: “mercante di merci e di idee”. Per le merci qualcosa sapevo perché era il motivo del nostro incontro (un’intervista sulla sua attività di importazione del Legendario, il rum più bevuto all’Havana), le idee le scoprii in seguito.

Tempio
Tigre Ciliegio, che all’anagrafe probabilmente fa proprio Andrea o Francesco, era semplicemente un membro della comunità di Damanhur, che non sta in India o Thailandia ma in Piemonte, a pochi chilometri da Ivrea.

Come tutti quelli che fanno parte del “popolo spirituale”, nel corso della sua crescita interiore ha assunto un nuovo nome al posto di quello “imposto” dai genitori; quello di un animale prima, di una pianta in un secondo momento.
La capostipite delle comunità religiose-spirituali italiane si presenta come Federazione dotata di una sua Costituzione e di leggi a cui si sottopongono i membri (circa 850 persone). Ci sono anche scuole, una moneta, un quotidiano e uffici che coordinano le attività.
Per farne parte basta riconoscersi nell’idea di solidarietà, buona convivenza e pensiero positivo: gli adepti parlano di “principio della solidarietà conciliato con la libera iniziativa” (e infatti il Tigre dice di rispettare principi equo-solidali, rifiutando ogni forma di sfruttamento). Vivono insieme ma a differenza delle vecchie comuni hanno capito l’importanza degli spazi individuali.

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